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Cotto e mangiato: acquapazza di gallinella

Cotto e mangiato: acquapazza di gallinella

Cotto e mangiato: acquapazza di gallinella

La storia della ricetta

Acqua, aglio, olio, prezzemolo, peperoncino, nepitella ed il pesce che più ti piace!

Tralasciando in parte la classica tradizione meridionale della cottura “in acquapazza”, che prevede anche l’utilizzo di pomodorini ciliegini e pesci più rinomati o nobili come i branzini, le orate, i dentici e le spigole, oggi andremo a “rileggere” affrontando una versione un poco più toscana.

Adopereremo uno dei pesci da me più amati, la gallinella. Il tocco di classe in più lo regalerà la mentuccia, qui da noi meglio conosciuta come “nepitella”, assai in uso già al tempo dei Romani per condire le pietanze o farne un uso curativo.

Colpevoli, anni fa, furono dei paccheri alla gallinella, piselli e zafferano: amore a prima vista! Questo tipo di pesce ha una carnosità ed un gusto così particolari che da quel momento è mio l’hashtag #gallinelladelmiocuor.

Sin dal primo ‘800 abbiamo testimonianze della presenza di questa ricetta, al Sud. Tra Puglia, Campania e Sicilia i poveri pescatori cucinavano sovente i pesci “on board” utilizzando direttamente l’acqua di mare, poichè il sale costava molto, aveva, appunto, un prezzo “pazzo”. Altri ingredienti di fortuna, per strutturare, potevano essere dell’aglio, del prezzemolo, dei ciliegini e, nella migliore delle ipotesi, del vino bianco per sfumare: ed ecco fatta la ricetta!

Il caldo sta arrivando, il mare ci aspetta: vogliamo passare meno tempo possibile ai fornelli, con la fortuna di avere una pietanza assai gustosa e ipocalorica.

#gallinelladelmiocuor

Gallinella

ACQUAPAZZA DI GALLINELLA, per 3:

  • 2 gallinelle assai grosse

  • 5 spicchi d’aglio

  • del prezzemolo

  • 2 peperoncini

  • della nepitella

  • olio evo, 1\3 di bicchiere scarso

  • sale qb

  • pane casalingo raffermo

Mettere in una pentola assai larga un litro e mezzo di acqua, l’olio, gli spicchi d’aglio sbucciati, i ciuffi di prezzemolo e nepitella, i due peperoncini e il sale; far bollire a fiamma viva per circa 10 minuti. Avendo già a disposizione le gallinelle eviscerate e pulite, immergerle intere nell’acqua e proseguire a fiamma bassissima per 10 minuti. Abbrustolire del pane (opzionale agliarlo), porlo nel piatto, adagiarci la carne di gallinella accuratamente pulita dalle lische e versare del brodo di cottura filtrato. Servire subito.

Acquapazza di gallinella

 

 

Autore del Post

Luca Priori

Se hai un problema aggiungi olio! Luca si occupa di disabilità e organizzazione eventi musicali. Nella vita, da molto tempo, ha due grandi passioni, il canto e la cucina, quest'ultima scoperta in una sera d'inverno di molti anni fa: la scintilla fu un radicchio trevigiano in saor d'agrumi consumato a casa di amici. Da quell'episodio decise di "strutturarsi": con un grande chef al suo fianco, avido di conoscenza, intraprese un percorso di studi assai intenso e fruttuoso. Ma la ricerca e la sperimentazione continuano anche adesso...

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