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Recensione “Tre fantasmi”, Margaret Oliphant

Recensione “Tre fantasmi”, Margaret Oliphant

TRE FANTASMI

di Margaret Oliphant

 

 

Editore: Black Dog

Pagine: 200

 

TRAMA. Tre racconti che narrano la storia di tre diversi fantasmi. Una presenza enigmatica che infesta il castello di una nobile famiglia, segnandone il destino. Una eterea presenza che si sente ancora molto legata al mondo dei vivi. Strani e inquietanti gemiti che sconvolgono una tenuta. Dietro a questi elementi chiaramente soprannaturali si celano dinamiche familiari estremamente terrene. L’autrice, dalla biografia segnata dalla perdita di tutti gli affetti più cari, utilizza il soprannaturale per descrivere e sondare il rapporto tra le persone e, in particolare, quello tra genitori e figli, creando racconti che mescolano con sapienza la suspance all’introspezione psicologica.

 

RECENSIONE.

Gli effetti delle cose che accadono ricadono in modo estremamente diverso a seconda delle persone che le vivono.

Questa è una delle affermazioni che più mi ha colpita durante la lettura di Tre fantasmi, edito dalla Black Dog Edizioni. Ho già parlato di loro in un post Instagram, ho avuto l’opportunità di conoscerli al Salone Internazionale del Libro di Torino e non potevo non acquistare qualcosa da loro (e mi sono rimasti nel cuore per la loro professionalità e simpatia!). La Black Dog è una casa editrice che ha come obiettivo quello di portare in Italia della narrativa Gotica e Horror inedita scritta a cavallo dell’Ottocento e i primi del Novecento. E grazie alla loro attività, potrete scoprire lati oscuri di molti scrittori studiati a scuola e l’apporto femminile alla letteratura orrorifica.

Margaret Oliphant è stata estremamente prolifica, anche perché manteneva sé stessa e i figli con il proprio lavoro di scrittrice, ed ha spaziato tra moltissimi generi letterari.

In particolare, oggi parliamo di una raccolta di racconti di Margaret Oliphant, che prende il nome di Tre fantasmi. La raccolta (che accoglie anche una nota editoriale e un’introduzione molto dettagliata a cura di Simona Zecchi)  racchiude in sé tre racconti dell’autrice: The secret chamber  (intitolato dalla casa editrice come La camera segreta), Earthbound (intitolato dalla casa editrice La ragazza che non voleva lasciare la terra) e The open door (intitolato dalla casa editrice Il passaggio).

Le sue storie di fantasmi risultano particolarmente toccanti e pregne di significato se si pensa che la vita dell’autrice è stata segnata da numerosi e dolorosissimi lutti.

Infatti, la storia di Margaret Oliphant è piena di dolore. Nata a Wallyford nel 1828, fin da ragazza si esercitò con esperimenti letterari e nel 1849 pubblicò il suo primo romanzo, Passages in the Life of Mrs Margaret Maitland. Nel maggio del 1852 sposò suo cugino Frank Wilson Oliphant, che era un vetraio specializzato nelle costruzione di vetrate per chiese e cattedrali. Inoltre, era di costituzione molto debole e tre dei loro sei figli morirono ancora infanti, mentre egli stesso iniziò a mostrare sintomi sempre più gravi di una crescente consunzione (nome ottocentesco della tubercolosi). Nel gennaio 1859, per la salute del marito, Margaret Oliphant si trasferì prima a Firenze e poi a Roma, dove il marito morì. Quindi Margaret, tornò in Inghilterra accollandosi l’onere di sostenere i tre figli rimasti, solamente con la sua attività letteraria.

A far da collante, però, nelle sue storie sul soprannaturale è su tutti un tema doloroso per l’autrice, ossia il tasso di mortalità infantile che era molto alto in epoca vittoriana. Doloroso per lei, sopravvissuta a tre figli.

Tutti i racconti, nonostante l’evidente differenza di linguaggio dei racconti odierni, sono davvero coinvolgenti e interessanti, anche se a mio modestissimo parere, Il passaggio ha decisamente una marcia in più: coinvolgente, struggente, commuovente (lo ammetto, mi sono emozionata e commossa alla lettura del terzo racconto, ma non ditelo ad anima viva!). E’ un racconto molto più accurato: il rapporto padre-figlio emerge in modo prorompente e ci si immedesima in modo più profondo rispetto agli altri due racconti.

Quel sospiro conteneva un significato, una sensazione, l’anima di una creatura invisibile. Questo è il genere di cose per cui l’essere umano può effettivamente provare timore: una creatura invisibile, che tuttavia comunica delle sensazioni, dei sentimenti e che possiede un modo tutto suo di esprimersi.

Ringrazio la Black Dog edizioni per questa sua mission e per avermi fatto scoprire un lato della letteratura classica che adoro.

Buona lettura a tutti,
Rachele.

 

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Per richiedere informazioni sulle recensioni, contattami qui: apiedipaginawip@gmail.com

 

Rachele Bini

Rachele, 29 anni. Una, Nessuna, centomila. Aspirante Giornalista, scrive per "Il Tirreno". Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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