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Gli Uffizi a misura di bambino. Una nuova mostra di archeologia alla Galleria di Firenze

Gli Uffizi a misura di bambino. Una nuova mostra di archeologia alla Galleria di Firenze

Agli Uffizi esposte oltre 30 opere che ci parlano dell’infanzia al tempo dell’antica Roma. Il tutto all’insegna dell’inclusione.

Uno dei temi “caldi” del dibattito pubblico attuale è quello dell’inclusione, declinata nei più disparati aspetti della vita, dalla cultura alla politica, passando per il lessico (e per le panchine!). Si sa che però il passaggio dalla teoria alla pratica non è mai né scontato né indolore. Talvolta, tradurre delle buone intenzioni in altrettanto buone pratiche può comportare la perdita di dettagli di contesto fondamentali, e risultare più divisiva che altro.

L’inclusione nell’arte

Prendiamo il mondo dell’arte. Quanto spesso sentiamo parlare dell’importanza di un’educazione al bello che inizi fin da piccoli? Pedagogia del bello significa infatti spostare il focus da sé all’altro da sé, e quindi imparare ad osservare e ad ascoltare: un esercizio percettivo e immaginativo che dovrebbe essere alla base della formazione del cittadino, e palestra di democrazia. Ma quanto poi mostre e musei si mettono davvero nei panni di potenziali piccoli visitatori e sono realmente inclusivi?

Gli Uffizi a misura di bambino

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A misura di bambino. Crediti: Galleria degli Uffizi

Riportare i bambini al centro, sia come soggetti che come fruitori dell’opera. Questo è il semplice ma al contempo ambizioso obiettivo che si pone la Galleria degli Uffizi di Firenze, con la nuova mostra aperta da pochissimi giorni: A misura di bambino. Crescere nell’antica Roma. Una mostra archeologica che si sviluppa in un percorso di oltre trenta opere, allestita negli spazi espositivi del Gabinetto Stampe e Disegni e visitabile (con il biglietto degli Uffizi) dal 23 novembre 2021 al 24 aprile 2022.

I temi della mostra

Come vivevano i più piccoli nell’antica Roma? In che modo si svolgevano le loro giornate a casa e a scuola? Come e con cosa giocavano? Sono tutte domande a cui la mostra prova a rispondere. I reperti esposti (statue, sarcofagi, rilievi e oggetti quotidiani come i giocattoli) ben rappresentano infatti le diverse sfaccettature della vita quotidiana dei bambini dell’antica Roma: dalla nascita ai riti di passaggio verso l’età adulta, passando per la scuola, i divertimenti, il rapporto con gli animali e le loro paure.

Il percorso espositivo

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Mercurio con il piccolo Bacco. Crediti: Galleria degli Uffizi

Tra le opere più significative, una statua di Mercurio con il piccolo Bacco, restaurata per la mostra e restituita al pubblico dai depositi delle Gallerie degli Uffizi dopo decenni, una rara bambola in avorio del III secolo d.C. finora mai esposta, e una statuetta giocattolo di gladiatore dotata di accessori componibili, che ricorda le action figure di oggi. Sono state anche scelte delle statuette funebri (chiamate “tanagrine”) di epoca ellenistica e romana, mai presentate al pubblico ed entrate nelle collezioni delle Gallerie in seguito a un sequestro in un deposito di opere d’arte razziate dalle truppe tedesche.

Le parole del direttore Eike Schimdt

Così il direttore degli Uffizi Eike Schmidt a proposito della mostra:

“Per gli Uffizi è l’occasione di rivolgersi a una fascia di età poco considerata in campo artistico, sia come soggetto che come pubblico. L’arte non è solo una cosa per i grandi. E questa rassegna lo dimostra, mettendo in atto un coinvolgimento tra pari che attraversa secoli di storia. I bambini dell’antichità romana parlano ai bambini di oggi, con lo stesso linguaggio.”

Un’inclusione a tutto tondo

Parlando di inclusione, bello rilevare che alcune opere siano state esposte più in basso, cosicché i bambini possano almeno idealmente guardare negli occhi i loro coetanei di 2000 anni fa. Sempre in ottica inclusiva, a corredo dell’allestimento si trovano poi una serie di apparati didattici, come didascalie redatte con un linguaggio a portata di bambini, tavole a fumetti e tracce mp3. Infine un filmato, che conclude il percorso e accompagna i visitatori, attraverso suoni e immagini, in un giardino dell’antica Roma dove alcuni bambini vivono momenti della loro giornata.

Le parole della curatrice Lorenza Camin

Per la curatrice Lorenza Camin,

“In un’occasione come questa, opere che prese singolarmente riescono di difficile comprensione per i visitatori, divengono pienamente apprezzabili e comprensibili in un percorso narrativo organico. Statuette, rilievi, busti, sarcofagi e giocattoli saranno quindi i protagonisti di un racconto che restituirà voce e corpo a una parte fondamentale dell’antica società romana.”

 

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Simone Gasparoni

Simone Gasparoni

Classe 1995, studio Filosofia all'Università di Pisa. Allievo ortodosso di Socrate, ho sempre pensato che le parole siano roba troppo seria per abusarne (lo so, lo so, detta così sembra una scusa degna del miglior cerchiobottismo, per dirla in gergo giornalistico). Romantico per vocazione, misantropo per induzione. Attualmente, in via di riconciliazione con il genere umano attraverso la musica, l'arte, la cultura. Per ora, sembrano buone vie. Oltre che all'Unipi, potete trovarmi in giro in qualche locale o teatro a strimpellare la tastiera. O, con più probabilità, a casa mia. P.S. Ecco, l'ho già fatta troppo lunga...

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