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#ROSSO

17 Luglio 2019 Archendipity
#ROSSO

Quando non ho più blu, metto del rosso” – Picasso

Colonna sonora di oggi  : Mina – Rosso

Dopo il blu dello scorso pezzo, passiamo al ROSSO : il colore del sole, del fuoco, della terra, il colore dell’energia vitale che infatti ha su di noi effetti molto stimolanti: rafforza la volontà e il coraggio, ci aiuta a vincere l’inerzia.
E’ il colore della passione, della rabbia, della frutta più ghiotta e dei portafortuna.

Il colore, ed in moltissimi casi proprio il colore rosso, è un elemento fortemente distintivo e in grado di apportare qualità, originalità e creatività ai progetti di architettura.
Spesso il colore diventa elemento progettuale importante da valutare sia a livello puramente estetico ma anche compositivo nonchè simbolico e il rosso certamente è una scelta coraggiosa.

Oggi quindi vi accompagno in un giro tra alcune architetture contemporanee dove il colore rosso è l’essenza e la materia stessa.

Gentle Genius -2016 Altamura – GG-Loop
Gentle Genius ad Altamura è forse uno degli interventi residenziali più innovativi ed esuberanti mai effettuati in Italia . Si tratta della riqualificazione di una scatola abitativa e dei suoi apparati tecnologici : il risultato è una massa scultorea, di vivido colore rosso con finitura iridescente, caratterizzata da formazioni prismatiche aggrappate alla facciata.
Un intervento residenziale con uno straordinario impatto urbano, specialmente per l’inusuale scelta di utilizzare il colore rosso; l’Architetto Giannetti racconta : “La scelta del colore è sorta da un’osservazione sul genius loci, lo spirito del luogo, il conduttore della città. Il Gentle Genius è rosso perché rappresenta la forza di Altamura, il suo orgoglio e la sua volontà di generare consapevolezza. Appartiene al patrimonio locale: agli inizi del Novecento, molti edifici pubblici e fattorie rurali lo hanno utilizzato come color per attestare il proprio prestigio. Inoltre il rosso rappresenta fasi estreme di emozioni: rabbia e paura, naturalmente, ma anche gioia e amore. E il fuoco.”

 Kilometro rosso- 2003 Bergamo – Jean Nouvel
Realizzazione interessante per le valenze architettoniche e cromatiche è “il Kilometro rosso”, costruito dall’architetto francese Jean Nouvel nel parco scientifico tecnologico della Brembo a Stezzano, Bergamo.
Si tratta di una lunga parete di colore rosso vivace che si snoda parallela all’asse autostradale, realizzata con profili di alluminio estruso striato, alta 10 metri e lunga esattamente un kilometro.
Qui il rosso viene scelto per la sua valenza simbolica e cioè per trasmettere il senso di velocità del traffico automobilistico, ma anche per segnare una barriera netta tra il mondo assordante della strada e quello della silenziosa ricerca con un sipario che nasconde e protegge il mondo tecnologico del parco scientifico incarnato dal parco verde; ed infine come legame con la società committente, che produce freni per la Ferrari.

Serpentine Gallery – 2010 Londra – Jean Nouvel
Jean Nouvel utilizza le stesse tonalità anche per il decimo padiglione temporaneo della Serpentine Gallery a Londra. In questo caso, però, il rosso viene scelto in omaggio alla città creando un forte contrasto con il contesto verde di Kensington Gardens in cui è inserita : rosse sono infatti le cabine telefoniche, i bus a due piani e le porte delle abitazioni della capitale inglese.

Torres Porta Fira – 2009 Barcellona – Toyo Hito& Associates
È stato il vincitore del premio Emporis come miglior grattacielo del 2010. È alto 113 metri e ha 26 piani, il che lo rende il grattacielo più alto del comune e il 5° più alto nell’area metropolitana di Barcellona.
Fa parte di un  progetto più ampio di tre strutture e, in virtù della sua collocazione fra l’aeroporto e la metropoli, si presenta come un’estensione del complesso “Gran Via” della Fiera di Barcellona, fungendo da ingresso che accoglie i visitatori della fiera con la sua sagoma di colore rosso che ricorda gli organi del corpo umano.

 

Han Show Theatre – 2014 China – Stufish Entertainment Architects
La struttura si ispira alla tradizionale lanterna cinese ed è situata sul Donghu Lake, da qui il colore rosso.
Per i progettisti è stata certamente una sfida ricomporre visivamente un simbolo cinese immediatamente riconoscibile e iconico e questo è stato possibile grazie al rivestimento esterno che copre il teatro e la sua torre scenica.
La lanterna rossa è composta da anelli strutturali in acciaio tubolare, intersecanti tra loro attorno alla torre scenica del teatro. Ben 18000 dischi di alluminio rosso che rimandano al disco bi della dinastia Han, manufatto in giada della tradizione cinese, sono sospesi a una rete di cavi tesi e compongono il rivestimento esterno della lanterna. L’illuminazione della struttura di rivestimento viene creata con Led rossi posti al centro di ogni disco, la cui superficie concava può, inoltre, ospitare una immagine video.

E infine … uno spazio aperto e non un architettura “solida”…

Superkilen – Copenhagen BIG – Topotek1 e Superflex
Rosso come eccesso, saturazione, congestione.
Superkilen è un parco urbano pieno di simboli e colore nel centro di Copenhagen. Nato in risposta a un bando indetto dal Comune e dall’associazione Realdania per l’area di Nørrebro, il progetto è frutto della collaborazione tra gli architetti di BIG, i paesaggisti di Topotek1 e gli artisti visivi di Superflex.
Alla richiesta di realizzare un parco cittadino che favorisse l’integrazione nel quartiere più multi-culturale di tutta la Danimarca – e periodicamente teatro di episodi violenti – i tre progettisti hanno reagito con l’idea di traslocare qui storie e realtà urbane provenienti da tutto il pianeta. Attraverso i giornali, la radio, Internet, caselle postali elettroniche o installate nel sito, hanno chiesto agli abitanti di suggerire oggetti di arredo urbano per il futuro Superkilen: ciascuna delle 57 comunità etniche di Nørrebro deve essere rappresentata nel parco almeno da un oggetto.
Bjarke Ingels (BIG) secondo il suo motto “Yes is more”ha favorito in tutto e per tutto l’intersecarsi dei simboli, la loro interazione ha detto “sì” a molte delle proposte arrivate, sulla base di un progetto che non temeva certo l’affollamento e la sovrapposizione.

Autore del Post

Gaia Vivaldi

Classe ’76, Gaia è uno di quegli architetti a cui piace usare le mani per smontare, costruire, colorare… sperimentando l’effetto della concretezza sull’emotività. In instabile equilibrio sull’orlo del caos, alla perenne ricerca di sintomi di bellezza e benessere ovunque essi si incontrino (o scontrino).

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