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Quello che il Mio Cane mi ha Insegnato

Quello che il Mio Cane mi ha Insegnato

 

Non è stato facile e non è stato amore da favola disney.
Avevo un cane adulto che non mi obbediva, non mi ascoltava, a stento mi guardava.

Passeggiate, urli e strepiti, litigi. Giorni passati sui libri, su internet, al campo e niente.
Un giorno, mentre andavamo a passeggio mi sono accorta di quanto somigliasse ad un lupo e quanto poco ad un cane, e abbiamo fatto “click”.
Milla è un lupo, come i lupi che si sono avvicinati agli esseri umani migliaia di anni fa ed hanno cominciato a collaborarecon loro, senza servilismo, senza sottomettersi e senza rinunciare alla loro natura.

Qualcosa è andato al posto giusto, qualcosa si è incastrato, quando ho capito che l’amore non è dovuto, per nessuno. Non può essere preteso, non può essere dato senza comprendere e accettare la diversità.

Esistono i legacci, quelli che presto o tardi costringono, tagliano e feriscono; e ci sono i legami, quelli che sembrano elastici infiniti, che possono tendersi senza rompersi mai lasciando liberi di andare e tornare.
Le distanze hanno smesso di spaventarmi, perchè ho capito che qualcosa resta al centro, e non è un individuo, ma qualcosa che non si affievolisce col tempo o lo spazio; è quella tranquilla certezza che non si stia camminando da soli, uno sguardo ogni tanto per capire dove l’altro sia e che per quanto si sia allontanato, prima o poi tornerete a camminare fianco a fianco, che sia tu a rallentare o l’altro ad affrettare il passo ha poca importanza: non è una gara a chi arriva prima.

 

Ho capito che la fiducia è una cosa che va data per poterla ricevere.
Che ognuno ha le sue crepe e non sempre è possibile aggiustarle, a volte vanno prese così e riempite con qualcos’altro.
Che uno sguardo vale più di mille parole, che i silenzi vanno ascoltati perchè fanno parte della sinfonia che risuona in ciascuno di noi, come le pause fra una nota e l’altra, altrettanto importanti.

E le coccole piacciono a tutti, anche ai più anaffettivi; solo che vanno insegnate, perchè ognuno ha le sue da dare e da ricevere. Le carezze hanno molte forme: possono essere una parola, un gesto o una piccola attenzione, non importa… ma quelle alle orecchie sciolgono chiunque.

Ho capito che i rapporti si costruiscono un po’ alla volta, ogni giorno, e sono fatti di tante piccole condivisioni; un biscotto e una tazza di caffè dati senza che siano chiesti, un momento di attenzione, ridere insieme e non l’uno dell’altro, sdraiarsi assieme e dormire toccandosi appena o affatto e risvegliarsi appiccicati, perchè tanto chi si cerca di giorno poi si trova anche di notte.

Quello che ho imparato dal mio cane è che non tutto ciò che dai torna indietro, ma che qualcosa torna, e che se anche non è ciò che ti aspettavi, non ha meno valore.
Anzi, è stato preso, rimaneggiato e trasformato in qualcosa che appartiene ad entrambi, parla di entrambi ed è quello che si chiama scambio.
Ed è per questo che alla fine dai tutto senza risparmiare niente, solo per lo stupore e la meraviglia di cosa l’altro riesca a farci.

Autore del Post

Elena Caccavale

Nata a Pisa nel 1980, cresciuta male fra Pisa e Cascina, migra periodicamente da un posto all'altro. Addetta alla sicurezza in aeroporto per scelta (d'altri) e cinofila a caso e per caso.

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