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Le mostre del 2024 da non perdere – III parte

Le mostre del 2024 da non perdere – III parte

Quali sono le mostre d’arte da visitare in Italia in questo 2024? Concludiamo la rassegna iniziata nei due precedenti articoli (che potete recuperare qui e qui) con un’ultima selezione di esposizioni che non possiamo assolutamente farci scappare.

Picasso e Much a Milano

Mostre del 2024
Pablo Picasso (1881 – 1973) La Lecture de la lettre
[Parigi], 1921 Olio su tela, 184 x 105 cm
Musée national Picasso-Paris.
Dopo la mostra su Giuseppe de Nittis, la più completa monografica sul pittore che conquistò Parigi, a Palazzo Reale arriverà un’altra grande esposizione. In autunno, più precisamente dal 20 settembre 2024 al 2 febbraio 2025, sarà infatti in mostra Picasso, con una esposizione in collaborazione con il Musée national Picasso-Paris. Si intitolerà Picasso, lo straniero, e seguirà appunto il filo rosso dello status di “eterno straniero” in Francia dell’artista spagnolo.

Nato nel 1881 a Malaga, in Spagna, Picasso si stabilisce a Parigi nel 1904. Nonostante la Francia diventi la sua residenza e la sua fama cresca oltre ai confini nazionali, Picasso non otterrà mai la cittadinanza francese, ricevendo solo uno status onorario nel 1948. L’esposizione, con oltre ottanta opere, intende mettere in luce come la condizione di straniero abbia influenzato l’identità dell’artista. Al tempo stesso, propone una più ampia riflessione sui temi dell’accoglienza, dell’immigrazione e della relazione con l’altro.

Tra settembre 2024 e gennaio 2025, Palazzo Reale ospiterà anche una monografica dedicata a un altro grande artista. A ottant’anni esatti dalla sua morte e dopo quarant’anni di assenza, torna nel capoluogo lombardo Edvard Munch, con una selezione di cento capolavori. In questa ampia mostra, l’arte di Munch sarà esplorata dal 1880 fino alla sua morte nel 1944, tra dipinti, disegni e stampe tutti provenienti dal Museo MUNCH di Oslo.

Escher a Roma

A Palazzo Bonaparte, fino all’1 aprile 2024, si possono ancora ammirare le incisioni e le litografie del mondo immaginifico di Escher, un mondo dove arte, matematica, scienza, fisica e design si mescolano. La mostra di Roma presenta al pubblico trecento opere tra i suoi capolavori più celebri a partire dall’ormai iconica Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938), la celebre serie degli Emblemata e tantissime altre.

Monet a Padova

Mostre del 2024
Claude Monet, Ninfee

Tra le mostre del 2024 più attese, una è certamente a Padova. Dal 9 marzo, presso il Centro Altinate San Gaetano, è in programma una mostra dedicata al padre dell’Impressionismo Claude Monet, in occasione dei centocinquant’anni dalla nascita di una delle correnti artistiche più amate dal grande pubblico. Oltre cinquanta capolavori, eccezionalmente prestati dal Musée Marmottan Monet di Parigi, aiuteranno a ripercorrere la storia di uno dei più importanti artisti di sempre. Presenti tra gli altri: Ritratto di Michel Monet con berretto a pompon (1880), Il treno nella neve. La locomotiva (1875), Londra. Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905), Glicini (1919-1920), Iris, Paesaggi londinesi e anche il famosissimo dipinto Ninfee.

Eterno Femminino a Trieste

Si intitola Eterno Femminino – Arte a Trieste tra fascino e discrezione, e sarà visitabile al Museo Sartorio di Trieste fino all’1 aprile. Una trentina di ritratti di donne triestine dei primi decenni del ‘900, frutto del melting pot artistico friulano, tra riferimenti simbolisti e postimpressionisti, le atmosfere Déco e del Realismo Magico. L’attenzione è posta sulla sfera del “femminino”: sguardi, movenze, pose, un fascino discreto e segreto, a volte ambiguo, che racconta un’indipendenza conquistata, colta nella mondanità e nell’intimità delle stanze.

Termina qui la nostra carrellata delle mostre del 2024 da non perdere. Spero vi sia stata utile per farvi un’idea dei principali appuntamenti artistici che punteggeranno da nord a sud la nostra penisola e organizzare al meglio le vostre agende. Non mi resta che augurarvi: buone visite!

 

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Simone Gasparoni

Simone Gasparoni

Classe 1995, studio Filosofia all'Università di Pisa. Allievo ortodosso di Socrate, ho sempre pensato che le parole siano roba troppo seria per abusarne (lo so, lo so, detta così sembra una scusa degna del miglior cerchiobottismo, per dirla in gergo giornalistico). Romantico per vocazione, misantropo per induzione. Attualmente, in via di riconciliazione con il genere umano attraverso la musica, l'arte, la cultura. Per ora, sembrano buone vie. Oltre che all'Unipi, potete trovarmi in giro in qualche locale o teatro a strimpellare la tastiera. O, con più probabilità, a casa mia. P.S. Ecco, l'ho già fatta troppo lunga...

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