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Ma che fine hanno fatto i campioncini?

Ma che fine hanno fatto i campioncini?

Oggi son venuta a farmi le meches, i colpi di sole, o semplicemente “i colpi”, come li chiamano a Bologna, (che poi potrebbe esser fraintendibile detto cosi) perché ahimé ho i capelli color ratto di campgna, amico di Topo Tip e quindi ogni 2/3 mesi cerco di dargli una leggera botta di allegria per evitare di sembrare sempre sull’orlo di un malore, che già sono pallida di natura e che, come dice la mi nonna, sembro ” la morte in vacanza”; se poi lasciassi pure i capelli del colore naturale, arriverebbe direttamente gli operatori del 118 ad attaccarmi una flebo.

Con sta storia del Covid, quando vai a farti i capelli, il momento culturale in cui potevamo sfogliare 7 miliardi di riviste impegnate, quali TV sorrisi e canzoni, Novella 2000, Eva 3000, non c’è piu.

Per qualche incomprensibile ragione, pare che le attuali normative per il rispetto della sicurezza e delle distanze, non ritengano idoneo entrare in diretto contatto con la saliva della vecchia che si è fatta la permanente prima di te e che nell’attesa, sotto il cascone, ha sfogliato tutte le riviste campioncinipresenti nel salone, piluccandosi le dita ad ogni voltapagina.

Ahimè, vista la mancata possibilità di limonare platonicamente con tutte le vecchie della zona, ho preso l’abitudine di fermarmi, prima di arrivare dalla parrucchiera, in edicola, cosi da portarmi le riviste “da casa”, intonse e non sputacchiate.

Le riviste, alla fin fine, le uso solo per darmi un tono, perchè puntualmente, passo il tempo a cazzeggiare sul cellulare, mandando vocali infiniti alle amiche in cui racconti quanto questa via sia “meravigliosa, dolorosa, seducente e miracolosa” (cit. Diodato) e le patinatissime “Gioia” e “Vanity fair” le utilizzo a mo di borsa dell’acqua calda sulle gambe.

E insomma anche oggi, come al solito, ho comprato una rivista da “fimmina”:

una di queste riviste che parlano di tutto e di nulla: un po di moda e dei nuovi, chiacchieratissimi, collant di Gucci, in vendita già smagliati per farci risparmiare del tempo, alla modica cifra di 140 euri; un po del nuovo video finto non hot, ma volutamente molto hot, della Canalis che su instagram mostra a tutti di tenerla “como todas” mentre pubblicizza Intimissimi; di possibili soluzioni per continuar a far del sesso bollente con il proprio marito, delle nuove frontiere dell’anti-age e dello slow-age, della ginnastica facciale e trovi pure, la ricetta della Angel Cake.. tutto molto interessante ma: delusione infinita, MANCANO I CAMPIONCINI.

I campioncini dei profumi sono fondamentali: come puoi cambiare profumo se non lo provi?

In profumeria fingono di darti la possibilità di farti provare tutti i tester dei profumi su quei cartoncini presenti tra gli scaffali, ma questa pratica non ha alcun senso campionciniperchè:

1) al terzo profumo che hai spruzzato non capisci più niente, hai le narici che son condite come un arancino siciliano e dentro senti odore di caciocavallo, riso, piselli, uova, ragù, zafferano, mortadella e sei completamente stonata;

2)  l’effetto sulla tua pelle non è mai quello del cartoncino (sarà capitato anche a voi di spendere malissimo dei soldi in un profumo che vi siete provate in negozio e sembrava fantastico, ma che poi addosso faceva tutt’altro effetto! Io, personalmente, ho speso quasi 50€ (CIN QUA NTA EURO!!!!!) per Bottega Veneta- Knot convinta che mi piacesse tantissimo, per poi accorgermi a casa che il profumo aveva lo stesso effetto dell’Oust Spary ammazza odori spruzzato in un ostello per capre, e che l’unica nota rilevante, era che mi faceva venire un gran mal di testa);

Quindi, i campioncini di profumo sono utilissimi perchè son l’unico modo per testare davvero una nuova fragranza. Io, odio tutti gli altri campioncini tranne quelli dei profumi, perchè ho la pelle del viso delicata (per non dire di emme) e, se uso un fondotinta o una crema viso nuova, rischio di ridurmi tipo l’adolescente della pubblicità della Topexan, e poi, fonte di stress infinito, non so mai dove buttarli nella raccolta differenziata.

Ma tutta l’altra gente normale, tranne me che, come mi dice qualcuno, faccio del gran sindacalismo inutile per gran fregnacce, li adora.

I campionicini, hanno questa  caratteristica meravigliosa che li rende amabili ed attraenti da tutte le classi sociali, che tu sia uno studente disoccupato che campa con 50€ di paghetta la settimana concessa dalla nonna o che tu sia il super manager distocappero. Tutti, indiscriminatamente, li amano, in quanto, sono: gratis, in omaggio, free, libero…e cioè, per averli, “you don’t have to be rich, to be my girl” come cantava Prince: tradotto, un si paga!

E tutti adorano le cose che non devono pagare, anche se sono completamente inutili, anche se non ce ne facciamo di niente.

E passino i panini ripieni di roba incampioncini scadenza agli aperitivi “rinforzati” e le patatine al formaggio che hanno toccato tutti quelli che son andati in bagno senza lavarsi le mani dopo aver espletato i propri bisogni e pure i campioni omaggio di biscotti al supermercato (ma quanto erano belle le hostess che ti si avvicinavano pre covid con il tagliere in mano ed il formaggio a cubetti da assaggiare? o gli ambulanti, con le specialità calabresi, che ti facevano assaggiare, lanciandoti tra capo e collo, pezzi di ‘Nduja piccantissima che rischiavano di ucciderti nel bel mezzo all’ipercoop il sabato pomeriggio prima di natale).  Ma poi che ce ne facciamo di quegli inutilissimi gadget delle fiere? quando ti danno la bag in stoffa dove portare diciotto brochure che butterai nel primo cassonetto che incontri, non appena varcata l’uscita o della confezione con n.2 salviette intime da viaggio, che ti danno gratis, da Acqua & Sapone, se acquisti soltanto sette quintali di rotoloni regina, In un’altra vita voglio rinascere campioncino, o pizzetta degli aperitivi, cosi che tutti mi ameranno.

Detto ciò, spero si possa tornar presto a leggere le riviste dalla parrucchiera, pure quelle unte e bisunte di saliva, sfogliate dalle super permanentate over ottanta che si fanno il sostegno sotto il casco, magari pure con i miei amati campioncini di profumi, che quando li stacchi, rimane la colla a caldo attaccata alla pagina e per toglierla finisce che strappi metà della rivista. <3

 

campioncini

Giulia Rossi

Giulia Rossi

Chiacchierona, fantasiosa e precisetti. Le interessa tutto e non si specializza in niente. Non ha ancora trovato la sua strada forse perché semplicemente UNA strada non c'è.

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