WiP Radio

Quell’irresistibile voglia di sput***are lo smalto appena dato

Quell’irresistibile voglia di sput***are lo smalto appena dato

Prima che il gel e lo smalto semipermanente invadessero il mercato, noi ragazze passavamo le giornate murate in casa a darci lo smalto.
A casa mia era proprio una tradizione.

Ci chiudevamo a pomeriggi interi in cucina da nonna, dalle 14.30 alle 16.30/17, con la tv sintonizzata rigorosamente, su canale 5 perchè amaria quell’ora c’era “Uomini & Donne”, con la famosa sigletta “tatatatatata tatatatatatata tatatatata-ta-ta-ta”, per darci lo smalto tutte insieme; cioè io lo davo a mamma e nonna, e poi, se avanzava un po’ di tempo, me lo davo pure io.
Era un rito, lo smalto era una scusa per passare 2/3 ore insieme ferme e sedute ad un tavolino. Ci sono le famiglie che si mettono intorno al tavolo a giocare a carte, quelle che sgranano piselli, quelle che preparano i tortellini, e noi che ci davamo lo smalto.
Erano pomeriggi belli, abbiamo avuto questa abitudine dai tempi delle superiori fino a tutta l’università.. poi i ritmi si sono un pochino accelerati, io mi son trasferita lontano, e abbiamo un po’ perso questa abitudine, ma quando torno a Rosignano x le ferie lo rifacciamo spesso.
Questo buffo rito di sedersi intorno ad un tavolo tutte e tre insieme e di dedicarsi a qualche attività, lo smalto nella fattispecie, diventava smaltouna sorta di confessionale, perché, quando si è prese a fare altro con le mani, è più facile raccontare i propri segreti, un po’ perché sei rilassato e sei concentrato su qualcos’altro, un po’ perché magari non ti guardi dritto negli occhi e spesso, in questo modo, diventa più semplice confessare l’inconfessabile.. ed allora veniva fuori che avevi litigato con quella tua amica là, che l’altra aveva incornato il povero fidanzato o ti piaceva quel ragazzo e così via.

Darsi lo smalto sembra una cosa banale, ma in verità, per fare un bel lavoro, ci vuol tempo e cura. Si parte dal tagliare le unghie che poi vanno limate, si spingono indietro le pellicine con il bastoncino d’arancio e poi con la tronchesina si tagliano le cuticole.
A questo punto 3/4 mani di smalto: base + 2 mani di colore + top coat a sigillare e chiudere il tutto. Ci si mette un po tempo ma, alla fine, che bello avere le mani in ordine e perfette.
Ma … Sistematicamente, quando avete dato l’ultima passata sul mignolino, quando non resta altro da fare che restare ferme per 15 minuti .. TA-DANN.
Scatta un bisogno impellente, improrogabile, primario, come fare pipi (o riordinare il cassetto delle padelle in cucina perchè noi ragazze non riusciamo proprio a star immobili senza far danni per 15 minuti).

E che succede ? Succede che per fare la pipì devi andare in bagno e anche se, per qualche magica congiunzione astrale, grazie a qualche allineamento smaltopositivo di saturno che transita in pesci, tu riesci nel miracolo di alzarti dalla sedia, andare fino alla porta del bagno, aprirla tirando giù la maniglia, aprire il bottone e la cerniera dei jeans senza miracolosamente sfiorare le unghie (perché ci fosse una cavolo di volta in cui stai in casa in gonnella, NO MAI. Quando ci si da lo smalto si indossano sempre jeans o al massimo un paio di leggings super aderenti e scoloriti dell’Adidas che traspariscono sul coolo)… È fisicamente impossibile, riuscire a tirare su i jeans (o i leggings) senza sputtanare tutto il lavoro.
I m p o s s i b i l e.
Con i giusti agganci e una gran dose di c.. bravura, puoi diventare una super influencer che guadagna milioni di euro ogni nano secondo e ti puoi anche permettere di lanciarti nel mondo del pop e scegliere di cantare stonatissima “Questo è il pezzo mio preferitooooo” con Baby K, pur avendo una voce da cornacchia strozzata con il cimurro (Baby K feat. Chiara Ferragni- Non mi basti piu – minuto 1.47) ma No, NON PUOI TIRARE SU I PANTALONI, con lo smalto fresco fresco, SENZA SPUT***ARE MINIMO MINIMO UN PAIO DI UNGHIE.

E a quel punto che fai?

Puoi soltanto tentare invano di metter su un’altra mano, la quinta, di smalto per rattoppare i crateri formatisi ma ormai il lavoro è rovinosamente da buttare e si vede lontano un miglio che hai un’unghia poggi e buche e appena sfiorerai qualcosa verrà giù tutto. Tanto vale arrendersi all’irrimediabile evidenza, prendere su l’acetone e levar via tutto.
Tutto questo perché non hai avuto, dopo un’ora e mezza di cuticole e buffer e pellicette varie, la pazienza di aspettare un miserissimo quarto d’ora affinché tutto si asciugasse e il lavoro fosse finito e perfetto.

E mi chiedo.. ma non è che anche per le relazioni funziona lo stesso principio?

I partner si incontrano, si innamorano, si curano, la relazione prende forma, (prima mano di base rinforzante);

si inizia a creare qualcosa di serio, si va a convivere, si comprano le piante da ikea e le poltroncine da Maison du Monde (le due mani di colore);

si inizia a pensare alla famiglia (il top coat) ..

tutto perfetto ed impeccabile. Ma ora non son più previste sbavature. Ora c’è solo da star calmi, da non farsi prendere dalle ansie, dalla necessità di fare qualcosa di diverso. Dobbiamo solo essere bravi a non rovinare tutto il lavoro svolto che sennò poi toccherà metter su una quinta passata di smalto, per cercare di  nascondere i buchi, ma non sarà più bello come prima, oppure saremo costretti ad armarci di acetone per cancellare ogni traccia.

Ma se x ovviare al problema dello smalto hanno inventato il gel ed il semipermanente che risolvono tutti i nostri problemi, non esiste una cura, una invenzione, anche x le relazioni con la data di scadenza?

 

Autore del Post

Giulia Rossi

Chiacchierona, fantasiosa e precisetti. Le interessa tutto e non si specializza in niente. Non ha ancora trovato la sua strada forse perché semplicemente UNA strada non c'è.

Commenti