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Sonata in do maggiore per violoncello e pianoforte op. 119 di S. Prokofiev

Sonata in do maggiore per violoncello e pianoforte op. 119 di S. Prokofiev

Sonata in do maggiore per violoncello e pianoforte op. 119 di S. Prokofiev

Storia in breve

Sergei Prokofiev nasce a Sontsovka, (oggi Ucraina e prima URSS) nel 1891, successivamente si trasferisce a San Pietroburgo dove studia pianoforte e composizione al Conservatorio.

E’ importante ricordare che in questo periodo in Russia comanda Stalin, tutto l’ operato artistico dell’ Unione Sovietica viene sottoposto e regolamentato da un comitato predisposto che stabilisce quali siano i generi di musica accettabili.

Mettiamoci un po’ nei panni di Prokofiev, scrive la sonata per violoncello e pianoforte Op. 119 in età matura, al suo rientro in Patria dopo essere stato all’ Estero.

Prokofiev deve prestare attenzione a quello che compone, il regime totalitario ha paura che dopo essere stato all’ Estero possa introdurre nella musica elementi contrastanti con la cultura Russa.

“Tempismo perfetto”

Prokofiev muore a Mosca nel 1953, mi viene da aggiungere, in “un giorno sfortunato”, perchè lo stesso giorno muore anche Stalin e così la morte di Prokofiev passa in secondo piano.

«Tutto il paese piangeva Stalin e nessuno sapeva che era morto Prokofiev, che viveva a quattro isolati di distanza dalla sala dove era esposto il corpo del dittatore. A causa della folla, per alcuni giorni non fu possibile far uscire il corpo di Prokofiev da casa. Al suo funerale non vi era neppure un fiore fresco: tutti i fiori di Mosca erano stati portati a Stalin»

racconta Mstislav Rostropovic.

 

Come mai un pianista scrive una sonata per violoncello?

Prokofiev e Rostropovich

Prokofiev e Rostropovich

Prokofiev era un pianista quindi conosceva poco del mondo del violoncello allora decide di collaborare con Rostropovich, all’ epoca un giovane e promettente violoncellista che lo aiuta con suggerimenti di carattere tecnico, alla stesura della parte violoncellistica di questo lavoro.

La sonata infatti è dedicata al violoncellista M. Rostropovic.

Pensate un pò, Rostropovich è poi diventato uno dei più grandi violoncellisti del XX secolo.

La sonata viene eseguita per la prima volta il 1 Marzo del 1950 al Conservatorio di Mosca da Rostropovich al violoncello e Richter al pianoforte.

Viene eseguita un anno dopo la sua composizione perché prima di poterla suonare in pubblico, il comitato apposito dell’ URSS di cui ho parlato all’ inizio, doveva valutare se idonea all’ ascolto del popolo.

 

Curiosità

 

Rostropovich nel 1989 tenne un concerto improvvisato sotto il muro di Berlino, proprio durante il suo abbattimento.

Qui la registrazione dal vivo:

 

 

La Sonata per violoncello e pianoforte Op. 119

Questa Sonata è composta da tre movimenti:

(I. Andante grave, II. Moderato, III. Allegro ma non troppo)

Siete ad un concerto dal vivo, avete presente gli intervalli all’ interno di un brano nei quali non si sa se dobbiamo applaudire oppure no? Quella è la fine di un movimento e non si dovrebbe applaudire perchè in realtà, anche se sembra che tutto sia finito, è solo una brevissima pausa, ma il brano continua!

I. Andante grave

Il primo movimento si apre con una frase lirica e distesa del violoncello che si sviluppa nelle note più basse del violoncello, questo ci cala subito in un clima meditativo ed espressivo a cui il pianoforte commenta con occasionali accordi che fungono da commenti al tema del violoncello, fino all’irruzione dei violenti pizzicati che risolvono in maniera brusca la tensione creatasi.

In questo primo movimento possiamo ascoltare dei temi popolari, come se il compositore si stesse ricordando della sua giovinezza. Si osservano brevi sezioni di tempi rapidi ma che fanno sempre ritorno al clima meditativo caratteristico di questo primo movimento.

Alla fine del primo movimento è presente una sezione chiamata “coda”, qui il violoncello “esplode” per poi tornare ad un clima “sognante” che chiude il primo movimento utilizzando degli armonici e dei pizzicati al violoncello sempre ricordando le note iniziali.

II. Moderato

Il secondo tempo è caratterizzato invece da un’impronta tipica di Prokofiev, ironica e scherzosa. La forma di questo secondo movimento è uno “Scherzo”, si apre con delle melodie infantili e un tema di marcia che conferiscono un effetto vivace e giocoso.

La sezione centrale è chiamata “Andante dolce”, contrasta il tono scherzoso perché propone un tema cantabile e lirico. Il secondo movimento si conclude con la ripresa di melodie infantili a tempo di marcia presenti all’ inizio del secondo movimento, per finire anche qui con gli armonici e pizzicati al violoncello.

III. Allegro ma non troppo

Il terzo movimento si apre con una gioiosa melodia affidata, come nel primo tempo tempo, al violoncello. Seguono temi energici con qualche spostamento di accento. Di nuovo ci sorprende come nel secondo movimento un tema lirico, con un suono sospeso, dove il violoncello utilizza la sordina per conferire al suono un effetto più nasale e chiuso.

Infine si arriva alla lunga coda finale che ci ricorda la coda del primo movimento.

Una vera e propria “tempesta” di scale, arpeggi e passaggi tecnicamente difficili che si scaldano sempre più e che abbracciano tutte le note del violoncello fino a raggiungere un carattere quasi sinfonico.

Ecco a voi la registrazione live della prima esecuzione della Sonata, direttamente da Mosca.

Autore del Post

Corinne Pascucci

Corinne Pascucci è un'insegnante e una musicista. Ha studiato in Italia e all'Estero il violoncello e si è esibita in numerose orchestre sinfoniche e da camera.

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