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William Turner – il Pittore della Luce

17 Ottobre 2019 Frammenti d'arte
William Turner – il Pittore della Luce

William Turner – il Pittore della Luce

 

William Turner rientra tra quei pittori che io adoro da sempre.

 

Ricordo benissimo che, nel libro che avevo al liceo, c’era solo un breve paragrafo a lui dedicato ma quell’unico quadro riportato mi colpì subito. Vi confesso che oggi non ricordavo il titolo esatto di tale opera ma solo il soggetto, una tempesta. Fatte le opportune ricerche credo di averlo trovato, il nome della tela dovrebbe essere “Il naufragio” e, dopo averla rivista, la mia opinione non è assolutamente cambiata.

 

Turner

 

William Turner apparteneva al movimento romantico, uno dei miei periodi preferiti e, inoltre, è considerato uno dei più grandi esponenti della pittura paesaggistica tanto da guadagnarsi il soprannome di ‘pittore della luce’… lo stesso che, diversi anni prima, venne attribuito anche al nostro grande Tintoretto.

 

Ma iniziamo dal principio…

 

Turner

 

William Turner nacque a Londra nel 1775. Suo padre, William Gayone, era un barbiere e fabbricante di parrucche mentre la madre, Mary Marshall, era una donna volubile che, in seguito a segni di squilibrio mentale derivati dalla prematura scomparsa di una figlia, venne chiusa in un manicomio fino alla sua morte.

 

Fortunatamente il giovane William poté contare sull’amore di suo padre e del resto della sua famiglia. William Gayone, intuito il talento artistico del figlio, cercò fin da subito di incoraggiare la sua dote esponendo, nella vetrina della sua bottega, i primi acquerelli del ragazzo. Anche alcuni zii cercarono di aiutare il piccolo William ospitandolo nelle loro tenute dalle quali egli rimase talmente affascinato da ricavarne emozioni che lo accompagnarono per tutta la sua vita.

 

I primi successi

 

Nel 1789, dopo un periodo trascorso ad esercitarsi con la riproduzione grafica di sculture rinascimentali, William entrò alla Royal Academy of Arts di Londra dove iniziò a studiare sotto la guida dell’acquarellista Thomas Malton. L’anno seguente, a soli quindici anni, presentò “Vista del palazzo dell’Arcivescovo a Lambeth” all’esposizione annuale della Royal Academy.

 

Da questo momento in poi, per il giovane William Turner, iniziarono una lunga serie di viaggi formativi. Soggiornò in Galles, nelle Midlands, nell’isola di Wight e, nell’estate del 1801, in Scozia per poi far tappa, l’anno seguente, in Francia e in Svizzera. In questo lungo periodo si dedicò ovviamente alla sua amata pittura e, nel 1793, un suo disegno di paesaggio venne premiato alla Royal Academy. Fu acclamato dalla critica per l’originalità delle sue opere e, nel 1796, presentò il suo primo olio su tela, “Pescatori in mare”, che riscosse a sua volta un discreto successo.

 

Turner

 

Nel 1801, William presentò, alla mostra annuale della Royal Academy, “Barche olandesi durante una burrasca”. Questo quadro venne molto apprezzato da Benjamin West e da Füssli ma non piacque però ad alcuni critici in quanto questa tela si discostava dai tradizionali paesaggi inglesi per virare verso la corrente romantica dove l’attenzione veniva posta sulla luce e sul colore piuttosto che sulle linee di contorno. E’ per questo che la corrente romantica e lo stile di Turner vengono un po’ considerati i precursori della corrente impressionista.

 

Turner

 

Intorno al 1802 arrivò la nomina a membro effettivo della Royal Academy e, in seguito al viaggio a Parigi, entrò in contatto con l’atelier di David ed ebbe modo di studiare svariati capolavori, esposti al Louvre, di artisti come Tiziano, Correggio, Rubens e Rembrandt.

 

Nel corso di questo viaggio Turner realizzò diversi schizzi e, una volta rientrato a casa, presentò “La festa per l’inizio della vendemmia a Mâcon”. Questa tela suscitò nuovamente una scissione di opinioni e da una parte vi fu nuovamente l’entusiasmo di Füssli, il quale la trovò un’opera senza paragoni. Dall’altra parte però venne fortemente contrastata da un giornalista del True Briton.

 

“Non dipingo affinché le persone mi comprendano. Dipingo per mostrare l’aspetto di una determinata scena”

 

Dal momento che le sue opere continuavano a ricevere delle valutazioni controverse, Turner decise di allestire uno studio privato presso la sua abitazione londinese dove iniziò ad esporre le sue tele senza avere più rigidi vincoli con la Royal Academy.

 

Nuovi incarichi e il viaggio in Italia

 

Turner

 

I rapporti di Turner con la Royal Academy, tuttavia, non si interruppero del tutto. Nel gennaio del 1811, infatti, l’artista vi iniziò a tenere delle conferenze riguardanti la prospettiva. Quando, nel 1818, William ricevette l’incarico di illustrare ‘The Picturesque Tour of Italy’ di James Hakewill, il pittore decise di intraprendere un viaggio nel nostro paese in modo da approfondire la sua conoscenza in merito all’uso del colore e della luce. Turner partì nell’agosto del 1819 e, tra le varie tappe, vi furono Torino, Milano, Venezia, Roma e Napoli. In seguito al soggiorno in Italia, l’arte di William assorbì nuove sfumature che lo accompagnarono anche negli anni successivi. L’artista fece ritorno a Londra nel 1820 e, nello stesso anno, realizzò una grande tela dedicata a Roma, a testimonianza del viaggio appena concluso.

 

Sebbene le critiche nei suoi confronti non trovassero fine, Turner continuò ad acquisire una certa notorietà grazie al suo talento e proseguì anche con i suoi viaggi. Soggiornò per un periodo nei Paesi Bassi e, tra il 1828 e il 1829, fece addirittura ritorno in Italia dove si dedicò instancabilmente a nuovi lavori.

 

Turner

 

Nel 1834 Turner realizzò una tela dedicata ad un evento che lo colpì profondamente: l’incendio alla Camera dei Lord. L’artista presentò questa sua nuova opera alla Royal Academy ma, come era già spesso avvenuto in passato, venne accolta da pareri discordanti. Tra il 1841 e il 1844, William soggiornò in Svizzera e nell’Italia settentrionale. Aveva anche in programma un viaggio a Venezia che dovette però annullare a causa di problemi di salute. Questi lo portarono a chiudersi in sé e arrivò addirittura a trasferirsi a Chelsea sotto falsa identità. Pare che l’unica persona alla quale l’artista confidò ogni suo segreto sia stata la vedova di un ammiraglio di nome Sophia Booth.

 

Gli ultimi anni

 

Depresso per le sue condizioni fisiche e psichiche, Turner iniziò a bere alcol con una certa frequenza e, di conseguenza, anche le sue opere iniziarono a non essere più quelle di un tempo, non c’era quasi più traccia del suo enorme talento. Nel 1851 si ammalò di colera e questo lo condusse, nel dicembre dello stesso anno, alla morte. Per lui vennero celebrati funerali solenni e le sue spoglie vennero esposte della Cattedrale di San Paolo a Londra.

 

Autore del Post

Alice Antoni

Alice ama leggere e adora gli animali, in particolare i conigli. È da sempre appassionata di arte e di riciclo creativo.

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