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BOUTIQUE HOTELS EXPERIENCE

26 Giugno 2019 Archendipity
BOUTIQUE HOTELS EXPERIENCE

 

Visto che siamo in periodo vacanziero, tanto per  consolarmi del fatto che non muoverò un dito dal paesello in cui lavoro (e sudo) per tutta l’estate, stavo sfogliando un  po’ di portali di booking on line e ho notato che sono sempre più frequenti e apprezzati i così detti “Boutique Hotel “.
Dicitura romantica, che soppianta decisamente quella di “Design Hotel”, anche se poi alla fine sono abbastanza simili come origine.
Non avete mai capito cosa fossero o non ne avete mai sentito parlare? Eccoci qui! Continuate a leggere…

Balthazar design hotel – Kraków

Diciamo che nel nostro immaginario il Design Hotel non è un generico Hotel di design, ma è una struttura più moderna e generalmente cittadina, a mio parere più fredda come impatto, dove la goduria si esaurisce nel dormire in un vip hotel dove tutto è design e opere d’arte, mentre il Boutique Hotel è un piccolo hotel di lusso con un ambiente non convenzionale e intimo.
Ciò che li accomuna è e la ricerca maniacale del dettaglio e il fatto che forniscono alloggi e servizi personalizzati … quindi non possono che essere i miei preferiti!

Storicamente, dall’idea di Grand Hotel, che nasce per mappare nel mondo l’egemonia culturale della corona britannica dove il gentleman doveva sentirsi come a casa -a partire dalla disposizione delle stanze alle regole del servizio in camera- si arriva alla democratizzazione del lusso, alla globalizzazione dei brand, per giungere all’ultimo concept americano (poi importato) degli anni ‘80 : il boutique hotel ,che interpreta il soggiorno come passione dell’anima.
Non per sentirsi a casa  propria (dove altrimenti saremmo rimasti) ma per sentirsi accolti e coccolati da persone e cose che raccontano una storia. Al boutique hotel infatti si instaura un rapporto tra il luogo, l’ospite e la proprietà. Tutto è experience.

Insomma, per chi del viaggio apprezza anche il luogo in cui soggiorna non considerandolo più solo un punto di appoggio per le varie escursioni, ma una parte emotiva importante che si porta  a casa a vacanza finita, questi sono luoghi perfetti.

Non so voi, ma personalmente sono un po’ infastidita dal caos e il malumore dei camerieri, dai sorrisi finti dei concierge : essere in vacanza in mezzo a persone che lavorano ma lo fanno con amore e vero interesse verso il benessere del cliente, è tutta un’altra cosa, e paradossalmente più la struttura è di lusso, grande  e quindi con spazi standardizzati e più il morale di chi ci lavora è tetro (nonostante le più probabili mance).

I Boutique Hotels hanno un numero limitato di camere, sono per tutte le tasche e si trovano un po’ in tutti i luoghi : all’interno di aree urbane riqualificate e ad alto contenuto artistico o in raffinate zone residenziali, oppure  anche quando costruiti in zone centrali e ricche di resort sono generalmente nascosti ai maggiori flussi turistici.

Inoltre offrono servizi personalizzati e spesso anche piacevoli sorprese o proposte di esperienze inaspettate… per esempio, pensate a un turista che prenota una vacanza nel cuore di Firenze e scopre che in quei giorni potrà anche veleggiare nei nostri mari grazie al proprio hotel che gli organizza tutto (www.boutiquehotelinpiazza.com)!

Un altro aspetto importante e che non posso evitare di sottolineare , è il fatto che per molte di queste strutture è molto più semplice (date le loro dimensioni e la loro filosofia) essere ecosostenibili.
Ma che cosa significa fare turismo ecosostenibile?
Il WWF lo descrive così :  “un turismo capace di durare nel tempo mantenendo i suoi valori quali-quantitativi. Cioè suscettibile di far coincidere, nel breve e nel lungo periodo, le aspettative dei residenti con quelle dei turisti senza diminuire il livello qualitativo dell’esperienza turistica e senza danneggiare i valori ambientali del territorio interessato dal fenomeno” .
Quindi strutture che riducono il loro impatto sull’ambiente risparmiando energia , riducendo  il consumo di acqua e riciclandola, differenziando i rifiuti, incentivando l’utilizzo dei mezzi pubblici per raggiungerli, acquistando mobili prodotti con la certificazione FSC e carta riciclata, riducendo l’impatto della ristorazione scegliendo prodotti a Km0 e a filiera corta, non utilizzando stoviglie usa e getta, crescendo delle piante nei loro spazi ecc ecc.

Insomma, il Boutique Hotel sembra un’ottima soluzione per chi ama non solo spegnere il cervello e crogiolarsi sotto il sole ma creare un tempo fatto di esperienze e di momenti unici, da portare a casa nel viaggio di ritorno impressi nel cuore.

 

Autore del Post

Gaia Vivaldi

Classe ’76, Gaia è uno di quegli architetti a cui piace usare le mani per smontare, costruire, colorare… sperimentando l’effetto della concretezza sull’emotività. In instabile equilibrio sull’orlo del caos, alla perenne ricerca di sintomi di bellezza e benessere ovunque essi si incontrino (o scontrino).

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