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Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

Recensione “Elbrus”, Giuseppe Di Clemente & Marco Capodicasa

Recensione “Elbrus”, Giuseppe Di Clemente & Marco Capodicasa

ELBRUS

di Giuseppe di Clemente & Marco Capocasa

 

Editore: Armando Curcio Editore

Pagine: 313

 

 

TRAMA.  Anno Domini 2113. La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

 

RECENSIONE.

Il riscaldamento globale ha reso inabitabile quasi metà del pianeta ed estremamente sovraffollate le aree subpolari.
La nostra specie è destinata all’estinzione.

Elbrus, il libro scritto da Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa tratta un argomento molto importante quanto sottovalutato, vista la gravità della nostra situazione. Come lo dimostra il countdown “Climate Clock”, la situazione ambientale è la più grande emergenza che dobbiamo affrontare al più presto.
Gli autori di Elbrus con questo romanzo di fantascienza, ci raccontano un mondo ormai al collasso, dove le disuguaglianze e l’egoismo dilaga.

Andrus mette un piede nel vuoto e scompare, accompagnato dalle urla dei passanti che, moltiplicandosi, crescono fino a divenire un unico grido di terrore.

Elbrus ci rapisce sin dalle sue prime pagine a causa di un tentato suicidio, messo in atto da Andrus Sokolov che in preda a visioni deliranti, decide di commettere questo gesto estremo. Ma siamo sicuri che questo sia solo un caso e che Sokolov sia veramente pazzo?
Lubomìr Karu
, programmatore alla Drama, esperto di realtà virtuali con tutte le carte in regola per diventare una persona di successo, sembra essere la persona-chiave per risolvere questo grande mistero.

“La Dama ha parlato, è pronta, il passaggio sta per avvenire, e lei tornerà a far parte del tutto.”

La storia, è ambientata su due archi temporali, il 2113-2118 e il 2154-2155. Due archi e degli eventi che all’inizio non hanno niente in comune, nemmeno un filo logico (almeno, non apparente) e che pian piano, con lo scorrere delle pagine, acquistano significato: comprendendo gradualmente ciò che è successo, il lettore si interrogherà sulle questioni etiche dei gesti compiuti dai protagonisti.
Con una scrittura accattivante, semplice nonostante il tema, ma sempre fluida, l’obiettivo di questa storia è quello di sensibilizzare, mostrandoci cosa potrebbe succedere se non iniziamo adesso, con tutte le nostre forze, a combattere contro il tempo per salvare il nostro pianeta.

 

Buona lettura a tutti,
Rachele.

 

PS. Ringrazio moltissimo Marco Capocasa per avermi omaggiato della copia cartacea di Elbrus e per aver aspettato con pazienza questa recensione.
Grazie ♥

 

 

CONTATTI:   

Per richiedere informazioni sulle recensioni, contattami qui: apiedipaginawip@gmail.com

 

Rachele Bini

Rachele, 29 anni. Una, Nessuna, centomila. Aspirante Giornalista, scrive per "Il Tirreno". Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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