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Recensione “Depressione”, Cecilia di Agostino, Marzia Fabi & Maria Sneider

Recensione “Depressione”, Cecilia di Agostino, Marzia Fabi & Maria Sneider

DepressioneDEPRESSIONE – QUANDO NON È SOLO TRISTEZZA

di Cecilia Di Agostino, Marzia Fabi & Maria Sneider

 

 

Editore: L’Asino d’oro

Pagine: 145

 

TRAMA. «Ho sognato che camminavo a fatica, molto lentamente, perché avevo sulle spalle uno zaino pieno di pietre». Cos’è la depressione e da dove nasce? Tristezza e depressione sono la stessa cosa? La depressione è una condizione ‘naturale’ presente in tutti gli esseri umani o è una patologia? In tal caso, esiste una cura? Questi e molti altri sono gli interrogativi cui il testo intende rispondere attraverso una nuova chiave di lettura e interpretazione. Le autrici, escludendo l’origine biologica e rifiutando ogni idea di ereditarietà, propongono uno studio sulla depressione come malattia della mente non cosciente in cui l’immagine interna è andata incontro a una lesione più o meno grave. La trattazione scientifica chiara, esauriente e alla portata di tutti è arricchita dal racconto di casi clinici e da un capitolo finale in cui emerge come da sempre artisti, scrittori e, in epoca moderna, il cinema abbiano affrontato il tema della depressione, offrendo così al lettore una panoramica completa su una malattia che ormai non è più incurabile.

 

RECENSIONE.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2020 la depressione sarà la più diffusa tra le malattie mentali e in generale la seconda malattia dopo le patologie cardiovascolari, per cui, a seguito di un allarme così inquietante, è nata in noi l’esigenza di scrivere questo libro.

Il 10 ottobre era la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Ormai è risaputo che in questo blog si parla di cose utili in tempi tutt’altro che celeri. Penso comunque che il tema di cui parliamo, non abbia scadenza.
Ho già parlato di loro, Cecilia Di Agostino, Marzia Fabi e Maria Sneider e del loro libro Autolesionismo – Quando la pelle è colpevole e non posso non menzionarle nuovamente per il lavoro magistrale che hanno compiuto.
Definirei Depressione come un libricino, piccolo ma funzionale: un testo adatto ad una moltitudine di persone, dalle più o meno informate sull’argomento. 

Il termine “tristezza” sembra essere scomparso dall’uso corrente e sostituito con il termine “depressione”, che invece è ampiamente abusato, tanto che qualsiasi disagio psichico rischia di vanire così definito.

Ebbene, l’obiettivo principale di questo testo è fare chiarezza su una malattia mentale che è in costante aumento tra le persone. Quello che le autrici tengono precisare, è che la depressione è una condizione clinica molto differente dalla tristezza. Nonostante molte persone abbiano iniziato a parlare di salute mentale, la depressione viene sempre più considerata come un sinonimo alla tristezza. La differenza invece è abissale.
Possiamo affermare che la depressione è una condizione ben più grave e profonda della tristezza; ma le autrici ci tengono a precisare caldamente che dalla depressione si può uscire.

Nei tempi antichi la malattia mentale veniva considerata una punizione divina, a tal punto di giustificare anche l’esecuzione capitale di alcuni malati di mente.

Come avevo già anticipato, il lavoro di queste tre autrici è davvero magistrale. Prima di addentrarsi in un tema spinoso come la depressione, è loro premura contestualizzare nella storia la percezione delle malattie mentali. Infatti, è da millenni che la malattia mentale sia considerata in modo diverso rispetto alla malattia fisica; se per una abbiamo un rispetto sociale e una comprensione maggiore, per l’altra abbiamo una sottovalutazione, uno svilimento della malattia, che porta inevitabilmente ad essere sempre un grande tabù (anche se le cose sembrano migliorare).

Parlare di depressione, è molto più complesso. Sicuramente ci può essere, anzi c’è sempre, un umore molto basso che non basta però per fare la diagnosi della malattia. Essa consiste infatti in una lesione della realtà interna non cosciente che rende l’identità fragile.

La notizia di base che deve essere veicolata è che la depressione non è tristezza. Dopo tale assunto, le autrici spiegano che di depressione non ne esiste una sola e sono molti i gesti che possono essere legati a tale patologia.
Esistono diversi tipi di depressione: alcune vengono chiamate Pulite altre Maggiori o Minori, a seconda della gravità della situazione (e vi invito a leggere il libro per scoprirle e approfondirle tutte).

La depressione si può curare?
La risposta è, per noi, assolutamente affermativa.
La depressione si cura perché è una malattia della mente e come tale può essere affrontata attraverso la psicoterapia.

Un libricino prezioso, scritto senza troppi tecnicismi, indirizzato a più persone: a chi soffre, a chi ne ha sofferto, a chi lavora in questo settore e a chi vuole solo saperne di più.

 

Buona lettura a tutti,
Rachele.

 

PS. Vi lascio qui qualche articolo di giornale che parla di depressione e del suo aumento smoderato negli anni:
Aifa (4 Settembre 2012);
Quotidianosanità.it (24 Febbraio 2017);
Vita International (4 Giugno 2019).

PPS. Per chi volesse ascoltare un Podcast a riguardo fatto da una persona (indubbiamente) più esperta di me, vi lascio qui il link per la puntata di Sara Lolli, autrice di DinamicaMente.

PPPS. Per chi volesse leggere il diario di una persona che soffre di depressione, vi consiglio di andare a seguire Cimdrp ed il suo Trentadue – Cronache di un’attivista depressa

 

CONTATTI:   

Per richiedere informazioni sulle recensioni, contattami qui: apiedipaginawip@gmail.com

 

 

Rachele Bini

Rachele Bini

Rachele, 28 anni, Una, Nessuna, centomila. Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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