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Antonio del Pollaiolo – l’artista dei corpi perfetti

Antonio del Pollaiolo – l’artista dei corpi perfetti

Antonio del Pollaiolo – l’artista dei corpi perfetti

 

Antonio del Pollaiolo è l’artista che ho scelto per proseguire il nostro tour nel Rinascimento.

 

Ultimamente mi sto dedicando ad artisti un po’ meno conosciuti e questo, devo ammettere, mi fa particolarmente piacere.

 

Per quanto posso amare molti celebri artisti, mi piace sempre andare a caccia di pittori meno noti ma che hanno contribuito a creare la Storia dell’Arte con le loro opere che, molto spesso, non hanno niente da invidiare ai Grandi della pittura.

 

Detto questo direi che possiamo iniziare il nostro viaggio di oggi.

 

Antonio del Pollaiolo

 

La vita

 

Antonio del Pollaiolo (o Antonio Benci) nacque a Firenze intorno al 1431 e fu, oltre che un pittore, anche uno scultore e un orafo.

 

Fu discepolo di Domenico Veneziano, ma subì una forte influenza artistica anche da Donatello e da Andrea del Castagno.

 

Antonio ebbe inoltre un fratello minore, Piero del Pollaiolo, che fu a sua volta un noto artista.

 

Antonio del Pollaiolo possedeva una delle botteghe più importanti di Firenze. E’ curioso precisare che questa fu in grande competizione con quella di un altro celebre maestro, Andrea del Verrocchio, il pittore del quale abbiamo parlato l’ultima volta (se vi siete persi l’articolo a lui dedicato potete trovarlo qui).

 

Presso la bottega di Antonio erano impiegati molti apprendisti e collaboratori, ognuno impegnato nelle varie produzioni, tra le quali spiccavano statue, manufatti tessili e, soprattutto, dipinti.

 

Assunzione di Santa Maria Maddalena

 

Antonio del Pollaiolo, per quanto riguarda la sua Arte, cercò costantemente di esaltare quanto di mutevole vi era in natura. Dette inoltre grande importanza al dinamismo e, di conseguenza, non si limitò a raffigurare solo dei corpi ben proporzionati ma anche a conferire loro il senso del movimento. Il tutto si opponeva a quello che facevano altri artisti che si erano formati nella sua stessa città, fra questi Piero della Francesca (trovi qui l’articolo a lui dedicato).

 

Una testimonianza di questo è rappresentata dalla “Battaglia di dieci uomini nudi”:

 

Antonio del Pollaiolo

 

un’incisione su rame caratterizzata da una scena senza un apparente senso preciso. A colpire lo spettatore è però l’attenzione con cui ogni personaggio, realizzato con un corpo perfetto in ogni minimo dettaglio, è particolarmente intento a svolgere il proprio gesto.

 

Le sculture e le opere più celebri di Antonio del Pollaiolo

 

Un altro lato della carriera artistica di Antonio è rappresentato dalla scultura. Egli prediligeva le piccole composizioni in bronzo piuttosto che quelle in marmo.

 

Ercole in riposo

 

Tra le sue opere più celebri possiamo sicuramente menzionare “Ercole e Anteo”, eseguito per Lorenzo il Magnifico e che oggi troviamo al Museo Nazionale del Bargello a Firenze.

 

Ercole e Anteo

 

L’opera risale intorno al 1475 e anche qui le figure colpiscono per la loro grande gestualità e per l’accuratezza con cui viene reso ogni dettaglio anatomico. Se osservate la foto potrete addirittura notare i tendini tesi per lo sforzo. In tale opera vi è inoltre un richiamo al mito antico, infatti, Ercole è vestito con una pelle di leone mentre Anteo è completamente nudo.

 

I celebri monumenti funerari

 

Sebbene Antonio del Pollaiolo fosse uno degli artisti più amati da Lorenzo il Magnifico, egli trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma in compagnia del fratello Piero. Partì nel 1484 e fu prevalentemente impegnato nella realizzazione di due importanti monumenti funerari che vengono tuttora considerati i suoi massimi capolavori nell’ambito della scultura.

 

Il primo monumento funebre fu quello per Sisto IV, risalente agli anni 1484-1493. L’opera, esposta all’interno del Museo del Tesoro di San Pietro, venne commissionata dal cardinale Giuliano della Rovere, futuro Papa Giulio II e fu realizzata in bronzo.

 

L’altra opera è il monumento a Innocenzo VIII, situato nella Basilica di San Pietro in Vaticano. L’opera è decisamente originale in quanto la figura del pontefice appare due volte: in basso, disteso sul letto da morto ed in alto, vivo, dove da seduto è intento a benedire. Questo nuovo impianto compositivo ebbe un notevole successo a Roma e fu motivo di ispirazione per altri artisti.

 

Monumento Innocenzo VIII

 

L’interesse per la Mitologia

 

Come anticipato prima, Antonio aveva un certo interesse per la mitologia. Questo lo portò a realizzare anche delle tele raffiguranti le Fatiche di Ercole, destinate a Palazzo Medici. Le opere sono purtroppo perdute ma ne esiste una riproduzione in due piccole tavolette, oggi agli Uffizi. Queste sono “Ercole e l’Idra” e “Ercole e Anteo”:

 

Antonio del Pollaiolo    Antonio del Pollaiolo

 

Antonio del Pollaiolo e i suoi celebri ritratti

 

Antonio del Pollaiolo viene ricordato anche per i suoi svariati ritratti, in particolare a giovani gentildonne, quasi tutte anonime. Tra queste la più celebre è il “Ritratto di donna di profilo”:

 

Ritratto

 

opera simbolo del Museo Poldi Pezzoli di Milano e datata 1470-1475. Vi è stato un dibattito in merito a tale dipinto in quanto alcuni attribuivano la tela al fratello Piero. Ad ogni modo la critica ha recentemente confermato l’appartenenza ad Antonio.

 

Antonio del Pollaiolo morì il 4 febbraio 1498 e, secondo le sue volontà testamentarie, fu sepolto a Roma, nella basilica di San Pietro in Vincoli.

 

Alice Antoni

Alice Antoni

Alice ama leggere e adora gli animali, in particolare i conigli. È da sempre appassionata di arte e di riciclo creativo.

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