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Silvestro Lega – il “serio” esponente dei Macchiaioli

Silvestro Lega – il “serio” esponente dei Macchiaioli

Silvestro Lega – il “serio” esponente dei Macchiaioli

 

Silvestro Lega è l’artista che ho scelto per il mio articolo odierno.

 

L’idea per questo pezzo mi è venuta da un’improvvisa ispirazione passeggiando per la pineta di Castiglioncello… luogo molto frequentato dai pittori Macchiaioli.

 

Come sapranno coloro che mi seguono da tempo, avevo già dedicato un articolo ai Macchiaioli e, in particolare, a Giovanni Fattori. Dunque non mi dilungherò ed inizierò subito a parlarvi di Silvestro Lega.

 

Silvestro Lega

 

La vita

 

Silvestro Lega nacque nel dicembre del 1826 a Modigliana, paese della Romagna Toscana, da Antonio e Giacoma Mancini. Antonio sposò Giacoma in seconde nozze in quanto la prima moglie, Domenica Nediani, morì di parto dopo aver dato alla luce ben nove figli. Nonostante questo, Antonio riuscì a mantenere ottimi rapporti con la nobile famiglia della moglie defunta. Giacoma, invece, apparteneva ad una famiglia più modesta ma era una donna di grande intelligenza e, come affermava lo stesso Silvestro, una grande amante dell’istruzione.

 

il canto dello stornello

 

Sono poche le notizie in merito alla giovinezza di Silvestro Lega ma si dice che non fosse particolarmente interessato allo studio. Nel 1838 si iscrisse al collegio dei Padri Scolopi di Modigliana e, proprio in quel periodo, scoprì di avere un notevole talento pittorico.

 

Scarabocchiando sempre nei muri, o scartafacci, mi si dava a credere che io avessi genio per la Pittura. Arrivai a un punto che ci credetti sul serio e costrinsi mio padre a strascinarmi a Firenze. Ottenni questo bel beneficio.

 

Quando Lega compì diciassette anni, si trasferì nella casa sul lungarno del fratellastro Giovanni e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti. Nonostante il successo ottenuto durante i suoi studi, Silvestro iniziò a manifestare una sorta di malessere nei confronti della tradizione accademica decidendo così di abbandonare sia l’Accademia che la casa del fratello con il quale non aveva neanche mai avuto buoni rapporti.

 

Gli inizi

 

Intorno al 1845, Lega passò alla scuola privata di Luigi Mussini dove eseguì, per il saggio del secondo anno, “La musica sacra”. Questa tela venne molto apprezzata, in particolare da coloro che volevano recuperare la pittura del Quattrocento e del primo Cinquecento.

 

la musica sacra

 

Dopo una breve pausa dalla pittura in seguito alla sua decisione di arruolarsi, Silvestro passò nello studio di Antonio Ciseri, insegnante che fu oggetto di una grandissima ammirazione da parte del pittore. Frequentò inoltre, seppur per poco tempo, il caffè Michelangelo, noto ritrovo di artisti e patrioti. Il suo allontanamento, come racconta Telemaco Signorini, pare fosse dovuto al fatto che Lega non apprezzasse particolarmente l’atteggiamento leggero e spensierato degli altri artisti arrivando addirittura a rimproverare il loro comportamento troppo scherzoso e chiassoso.

 

Silvestro Lega

 

La lontananza dal maestro Ciseri e le incomprensioni con i Macchiaioli, lo portarono nuovamente a Modigliana dove lavorò in completa solitudine a svariati ritratti.

 

Silvestro Lega

 

L’incontro di Silvestro Lega con la famiglia Batelli

 

Silvestro Lega fu attivo nella seconda guerra d’indipendenza in qualità di artigliere. Dopo il suo rientro a Firenze iniziò a mostrarsi più amichevole nei confronti degli artisti del caffè Michelangelo, arrivando addirittura a prendere parte ai loro incontri. Grazie a tutto questo anche la sua arte trovò giovamento, come testimoniano le quattro tele raffiguranti episodi militari del Risorgimento che Lega eseguì per un concorso. Il primo quadro gli fruttò una grossa somma di denaro che gli consentì di sistemarsi in una nuova residenza in via Santa Caterina, in un quartiere abitato da molti altri artisti tra cui Giovanni Fattori.

 

Questo fu uno dei periodi più felici per Lega. In quegli anni aveva scoperto il piacere di dipingere en plein air’ e, proprio durante una sessione di pittura all’aperto presso l’umile campagna che fiancheggiava l’Arno, conobbe la famiglia Batelli con la quale nacque un’intesa immediata. In particolare, Silvestro si innamorò perdutamente della figlia dei coniugi Batelli, Virginia. I due intrecciarono una relazione sentimentale che venne ben accolta dalla famiglia della ragazza.

 

Il fidanzamento giovò molto all’arte di Lega che in questo periodo arrivò a realizzare moltissimi dipinti.

 

il pergolato

 

Intorno agli anni trenta molti lutti iniziarono purtroppo a colpire la famiglia di Lega. Fu tuttavia la scomparsa dell’amata moglie Virginia, stroncata dalla tisi nel 1870, a turbarlo profondamente. Egli continuò a lavorare instancabilmente e, grazie soprattutto alle premure degli amici, riuscì lentamente a ritrovare la serenità.

 

Tra il 1879 e il 1880, Lega espose nello studio Gioli e all’Esposizione internazionale della Società Donatello. Sempre in questi anni si recò spesso a Gabbro dove conobbe il conte Roselmini Odoardo il quale abitava, per lunghi periodi, in una bellissima villa. La proprietaria di tale edificio, Clementina Fiorini, si affezionò in qualche modo a Lega e strinse con lui un ottimo rapporto di amicizia che durò fino alla morte del pittore, avvenuta il 21 settembre 1895 nell’ospedale di San Giovanni di Dio a Firenze.

 

Autore del Post

Alice Antoni

Alice ama leggere e adora gli animali, in particolare i conigli. È da sempre appassionata di arte e di riciclo creativo.

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