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Paul Cézanne – dalle critiche al grande successo

28 Novembre 2019 Frammenti d'arte
Paul Cézanne – dalle critiche al grande successo

Paul Cézanne – dalle critiche al grande successo

 

Paul Cézanne è un pittore che vi ho spesso citato nel mio blog e oggi ho deciso di dedicare a lui un intero articolo.

 

Trovo che Cézanne sia stato un pittore incredibile. Ha trascorso buona parte della sua vita a realizzare tele innovative senza ricevere quasi mai elogi. Nonostante questo non si è mai perso d’animo e ha continuato a dipingere incessantemente fino all’arrivo del meritato successo.

 

Ma non voglio anticipare altro. Proseguite nella lettura se volete saperne di più.

 

Cézanne

 

La giovinezza

 

Paul Cézanne nacque nel gennaio del 1839 in una cittadina nel meridione della Provenza. Secondo alcune recenti scoperte, pare che il padre di Cézanne, Louis-Auguste, fosse originario di Cesena, in Romagna. L’uomo, dopo aver appreso il mestiere di cappellaio nella città romagnola, si trasferì in Francia dove conobbe un’operaia dalla quale nascerà appunto Paul.

 

Louis-Auguste, grazie alle sue capacità, riuscì a gestire brillantemente una banca locale che gli consentirà di offrire al figlio una giovinezza agiata, mantenendolo per buona parte della sua vita.

 

Cézanne

 

E’ nel periodo del liceo che Cézanne conobbe Jean Baptiste Baille ed Emile Zola. I tre divennero talmente amici da guadagnarsi il nome di Inseparabili. Curioso e, a mio avviso, paradossale, fu il fatto che, ai tempi della scuola era Cézanne quello che arrancava nel disegno e si interessava alla letteratura mentre Zola eccelleva nella disciplina artistica.

 

L’episodio che consacrò Cézanne all’Arte pare sia stata la partenza di Zola per Parigi. I due inseparabili amici iniziarono una lunga corrispondenza epistolare accompagnata da acquarelli e vari disegni. Questo portò Paul ad una lenta conversione ai pennelli.

 

Cézanne

 

Il trasferimento a Parigi

 

Dopo aver preso la decisione di diventare un pittore, Cézanne iniziò a nutrire il desiderio di trasferirsi a Parigi. Suo padre, il quale desiderava per il figlio un futuro da banchiere, non prese affatto bene la decisione del giovane di consacrare la sua vita all’Arte in quanto, a suo avviso, era un mestiere tutt’altro che redditizio e poco decoroso. Tuttavia Paul non si lasciò scoraggiare dal poco entusiasmo con cui era stata accolta la sua volontà di diventare un artista e si trasferì a Parigi con la madre e la sorella Maria.

 

Una volta arrivato nella capitale dell’Arte, anche dietro suggerimento dell’amico Zola, Cézanne iniziò a frequentare assiduamente il Louvre dove entrò in contatto con celebri opere di artisti famosi e, inoltre, iniziò a seguire i corsi dell’ Académie Suisse dove fece amicizia con Manet, Monet e Pissarro, artisti che, come vi avevo già raccontato nei miei articoli dedicati all’Impressionismo, si distaccavano completamente dalla pittura accademica di quel periodo.

 

Cézanne

 

Purtroppo Cézanne, bloccato dalle proprie insicurezze, non riuscì a far apprezzare il suo talento e, dopo il rifiuto della sua domanda di ammissione presso la Scuola delle Belle Arti, fu costretto a far ritorno a casa e a darla vinta al padre impiegandosi presso la sua banca. L’uomo però si rese ben presto conto dell’insofferenza del figlio: fare il banchiere non era affatto il suo sogno, egli continuava a desiderare un futuro come pittore. Fu così che decise di concedergli una seconda possibilità e, offrendogli un assegno di mantenimento, gli concesse di ripartire per Parigi. Purtroppo Paul fallì nuovamente l’esame per la Scuola di Belle Arti ma non si scoraggiò e continuò a seguire i corsi dell’ Académie Suisse dove venivano proposte nuove tecniche pittoriche.

 

L’incontro con Hortense

 

Cézanne, insofferente di fronte alla modernità di Parigi, lasciò spesso tale città per godere della quiete della campagna provenzale presso una grande tenuta di famiglia. Intorno al 1870 l’artista conobbe Hortense Fiquet, una rilegatrice di undici anni più giovane che lo amò profondamente e che lo rese padre di un maschietto. Paul e Hortense, tuttavia, non si sposeranno fino al 1886, anno in cui il padre di Cézanne morirà lasciandogli in eredità una piccola fortuna.

 

Cézanne

 

In seguito allo scoppio della guerra franco-prussiana, Cézanne e Hortense si ritirarono a L’Estaque, un villaggio di pescatori collocato nel golfo di Marsiglia. Paul, lontano dalla confusione delle metropoli, iniziò a dipingere senza sosta e inviando continuamente le sue opere al Salon che, puntualmente, le rifiutava. Questo portò l’artista a vivere un momento di grande difficoltà, non solo economica ma anche morale. Fu così che, nel 1872, accettò l’invito di Pissarro e si trasferì presso la sua dimora nella Valle dell’ Oise. Cézanne lasciò che l’amico lo aiutasse a maturare uno stile meno accademico e più autentico. Nello stesso periodo Paul strinse un sodalizio con Julien père Tanguy, un commerciante di colori che lo aiutò molto acquistando le sue opere e fornendogli anche i materiali per dipingere.

 

Le critiche incessanti

 

Nonostante i consistenti aiuti degli amici, le condizioni economiche di Cézanne e famiglia erano tutt’altro che rosee. Paul decise così, dietro consiglio di Pissarro, di partecipare all’esposizione indipendente dal Salon organizzata da Monet, Renoir e Sisley. Qui l’artista riuscì a vendere alcuni dipinti ma non arrivò il successo sperato in quanto la sua tecnica innovativa fu totalmente criticata e derisa.

 

Cézanne

 

Fortunatamente Cézanne non si lasciò scoraggiare e, dopo aver guadagnato trecento franchi con la vendita della sua tela “La casa dell’impiccato”, riprese a dipingere con una rinnovata fiducia, senza curarsi di ricercare il consenso della massa.

 

Nel 1875, durante una esposizione presso l’Hotel Drouot, Cézanne conobbe Victor Chocquet, un funzionario della dogana e, soprattutto, un appassionato di arte. Victor, amante della pittura innovativa, rimase molto colpito dalle opere di Paul e tra i due si stabilì un rapporto di profonda amicizia. L’artista rinunciò a partecipare alla seconda esposizione degli Impressionisti ma prese parte alla terza e, nel 1876, vi presentò ben sedici dipinti, prevalentemente acquarelli, ottenendo nuovamente una marea di critiche.

 

Cézanne

 

I continui insuccessi portarono Cézanne ad un periodo di isolamento. Ad aggiungersi a questo si crearono dei contrasti con il padre il quale, fino ad allora, ignorava il fatto che il figlio e Hortense avessero un bambino. L’uomo, che già disapprovava la convivenza di Paul, arrivò a ridurgli gli aiuti economici che fino a quel momento non gli aveva fatto mancare.

 

Nonostante tutto, in questo periodo Cézanne realizzò le sue opere più importanti, quelle che lo resero tra i più celebri pittori della Storia dell’Arte. Tuttavia l’artista, a causa di alcune crisi diabetiche e della particolare situazione che stava vivendo, iniziò ad essere collerico e a diffidare anche degli amici più cari che cercavano di aiutarlo come potevano. Paradossalmente, proprio adesso che stavano iniziando ad arrivare i primi riconoscimenti, Cézanne non si lasciò entusiasmare e sprofondò nella solitudine più totale arrivando a chiudere totalmente i rapporti con il vecchio amico Zola con il quale c’erano stati dei diverbi. A complicare ulteriormente le cose si aggiunse la morte della madre con la quale, dopo la rottura col padre, aveva mantenuto dei rapporti.

 

Cézanne

 

Dal momento che Hortense e il figlio Paul erano fuggiti a Parigi, Cézanne rimase completamente solo e si rifugiò ad Aix alla ricerca di nuove sperimentazioni. In questo periodo la sua celebrità raggiunse l’apice, addirittura vi erano molti artisti che organizzavano dei pellegrinaggi pur di vederlo. Le opere di Paul venivano ormai messe in mostra alle esposizioni più importanti di Parigi, Vienna e Bruxelles e, al Salon d’Automn del 1904, gli venne dedicata un’intera sala.

 

A contrastare il grande successo raggiunto, Cézanne iniziò a soffrire di depressione e bipolarismo e, sorpreso da un violento temporale mentre dipingeva en plein air, contrasse la polmonite. Hortense e Paul giunsero ad Aix quando ormai era troppo tardi; Paul Cézanne morì la mattina del 22 ottobre 1906.

 

Cézanne

 

Nel febbraio dell’anno seguente, il Salon d’Automne gli dedicò una retrospettiva commemorativa che riuscì a sconvolgere artisti del calibro di Picasso e Modigliani e che pose le basi per il cubismo e per le più importanti avanguardie artistiche del Novecento.

 

Dipingere non è copiare servilmente il dato oggettivo, è cogliere un’armonia fra rapporti molteplici e trasporli in una propria gamma, sviluppandoli secondo una logica nuova e originale.

 

Autore del Post

Alice Antoni

Alice ama leggere e adora gli animali, in particolare i conigli. È da sempre appassionata di arte e di riciclo creativo.

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