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Giovanni Fattori – alla scoperta dei Macchiaioli

Giovanni Fattori – alla scoperta dei Macchiaioli

Giovanni Fattori – alla scoperta dei Macchiaioli

 

Bentornati nel mio blog!

 

Oggi, dopo diverso tempo che mia mamma me lo chiede, vorrei scrivere un articolo sui Macchiaioli e, in modo particolare, su Giovanni Fattori.

 

Confesso che il movimento dei Macchiaioli è sempre piaciuto anche a me e, avendo frequentato le scuole medie “Giovanni Fattori” di Rosignano, ho avuto spesso a che fare con le tele di questo pittore. Di lui ricordavo con particolare affetto un quadro, “la libecciata”, che ho scelto di mettere come ‘copertina’ del mio articolo odierno.

 

Ma basta chiacchiere… iniziamo intanto a vedere chi erano i Macchiaioli.

 

I Macchiaioli furono un gruppo di artisti, attivi in modo particolare in Toscana, vissuti nella seconda metà dell’Ottocento.

 

Più precisamente, questo gruppo nacque a Firenze intorno al 1855 e gli artisti di questo movimento erano soliti riunirsi nel Caffè Michelangiolo, ubicato appunto nel capoluogo toscano.

 

Fattori

 

Il termine Macchiaioli venne coniato da un giornalista della Gazzetta del Popolo in occasione di una mostra fiorentina. L’uomo utilizzò la parola Macchiaioli in senso dispregiativo ma a questi artisti piacque così tanto da sceglierla addirittura come nome per identificare il proprio gruppo.

 

Il movimento macchiaiolo afferma infatti la “teoria della macchia”, sostenendo che la forma delle cose che vediamo è data dalla sovrapposizione di tante macchie di colore.

 

Un importantissimo riferimento per i Macchiaioli fu Diego Martelli (1839-1896). Egli infatti sostenne e consigliò il gruppo, arrivando addirittura ad ospitarlo nelle sue tenute di Castiglioncello. Fu colui che creò un legame tra i macchiaioli e gli impressionisti, cercando di far conoscere le opere degli artisti toscani anche al di fuori dell’Italia. Diego Martelli fu inoltre il fondatore del Gazzettino delle Arti del Disegno, un giornale che pubblicò per un solo anno ma che aiutò a far conoscere le vicende e i successi dei Macchiaioli.

 

Un’altra figura importante per questo movimento fu Adriano Cecioni. Egli, in quanto convinto sostenitore di quel tipo di arte che rappresenta la vita reale, trovò nelle opere dei Macchiaioli qualcosa di vero con i suoi paesaggi e i suoi soggetti semplici e umili. Per Cecioni questo gruppo non aveva la priorità di vendere tele bensì la necessità di esprimere la realtà delle cose.

 

Ma vediamo adesso chi era Giovanni Fattori…

 

Fattori

 

Giovanni Fattori nacque a Livorno nel 1825. Sua madre si chiamava Lucia mentre il padre si chiamava Giuseppe. Il primogenito di Giuseppe, Rinaldo, instaurò con Giovanni un ottimo rapporto tanto che, quando Fattori abbandonò gli studi, lo prese a lavorare presso la sua banca d’affari.

 

Tuttavia Giovanni mostrò ben presto una certa abilità per il disegno. Questo fece maturare nella sua famiglia, sebbene disagiata, l’idea di affidare il figlio ad una scuola privata dove insegnava l’artista Giuseppe Baldini. Nonostante le premesse, Baldini si rivelò un pessimo maestro, costringendo Fattori a trasferirsi presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze dove iniziò a studiare sotto la guida di Giuseppe Bezzuoli, arrivando addirittura a poter prendere parte ad alcune lezioni private che il maestro riservava ad un ristretto gruppo.

 

Firenze mi ubriacò: vidi molti artisti, ma nulla capiva: mi parevano tutti bravi e io mi avvilii tanto che mi spaventava il pensiero di dover cominciare a studiare.

 

Il fatto di poter prendere parte a queste lezioni private non sfuggì alla società fiorentina del tempo e Fattori, nonostante la sue umili origini, riuscì a fondersi con tale ambiente, divenendo lo studente più ribelle della scuola. Nel 1852 Fattori riuscì a concludere, sebbene non in maniera molto brillante, i suoi studi.

 

Fattori

 

Dopo il tentativo di arruolarsi, fallito a causa dell’opposizione della famiglia, Giovanni tornò a concentrarsi sulla pittura, arrivando così a frequentare il Caffè Michelangiolo dove, oltre ad incontrare diversi artisti, conobbe Settimia Vannucci, colei che qualche anno dopo sposerà.

 

Fattori, insofferente alla pittura accademica e preferendo ben altri temi, aderì immediatamente alla pittura dei Macchiaioli. Il pittore rimase affascinato dalla tecnica innovativa di questo movimento: le macchie, percepite dall’occhio umano come una serie di tanti colori, venivano realizzate senza la necessità di linee di contorno, assenti tra l’altro anche nella realtà.

 

Fra i temi preferiti di Giovanni Fattori troviamo i paesaggi, i ritratti e la figura dei butteri mentre lavorano nei campi in compagnia dei loro animali. Da queste opere emerge la fatica causata dal duro lavoro e, tramite la sofferenza e la miseria che viene espressa, il pittore arriva così a dipingere la realtà della vita quotidiana.

 

Fattori

 

Nel 1867, dopo sette anni di matrimonio, la moglie Settimia morì a causa della tubercolosi. Sebbene turbato dalla cosa, Fattori realizzò una serie di opere che riscossero un grande successo. Divenne inoltre amico di Diego Martelli ed entrò a far parte della sua Scuola di Castiglioncello.

 

In questo periodo Giovanni dipinse molte opere che vedevano protagonista la campagna maremmana.

 

Fattori

 

Successivamente si avvicinò al pittore Francesco Gioli, divenendo un assiduo frequentatore della sua villa. Qui regnava sempre una certa vivacità culturale che aiutò Giovanni in questo periodo di lutto. Fu d’aiuto anche il suo soggiorno a Parigi, ospite del pittore Federico Zandomeneghi, dove manifestò una certa avversione nei confronti degli impressionisti, in particolar modo per Pissarro.

 

Fattori

 

Fu proprio in questi anni che, dopo varie esposizioni che gli valsero diversi premi, si innamorò di Amalia Nollemberger, una giovane fanciulla tedesca che era al servizio della famiglia Gioli come istruttrice. Questo portò l’arte di Fattori a subire un salto di qualità, tanto da essere addirittura nominato professore presso l‘Accademia delle Belle Arti di Firenze nonché professore onorario di pittura.

 

Fattori

 

Nonostante questi prestigiosi titoli, il suo stipendio rimase sempre piuttosto modesto e questo costrinse Fattori a dedicarsi anche all’insegnamento privato della pittura presso le famiglie nobili fiorentine. Fu grazie a tale attività che si trovò ad apprezzare questo ambiente che fino a quel momento aveva giudicato negativamente.

 

Fattori

 

Per quanto riguarda la sua vita sentimentale, Fattori si sposò altre due volte ma entrambe le mogli morirono prematuramente. Ormai anziano, Giovanni decise di chiudere con i matrimoni preferendo beneficiare della compagnia di alcune delle sue allieve.

 

Giovanni Fattori morì a Firenze, all’età di 82 anni, il 30 agosto 1908. I suoi funerali furono celebrati nell’ottobre dello stesso anno e il pittore venne sinceramente compianto dai suoi contemporanei.

 

 

Autore del Post

Alice Antoni

Alice ama leggere e adora gli animali, in particolare i conigli. È da sempre appassionata di arte e di riciclo creativo.

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