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Dalla Francia verso Santiago de Compostela: info utili per un “buen camino”

Dalla Francia verso Santiago de Compostela: info utili per un “buen camino”

Dalla Francia verso Santiago de Compostela: info utili per un “buen camino”

 

Che siano altri pellegrini o semplici passanti, “buen camino” è la frase che più spesso ci si sente ripetere durante il Cammino di Santiago. L’ultimo articolo di questo blog aveva come argomento il perché tante persone scelgono di camminare lungo questo antico percorso: se qualcuno ne avesse trovato stimolo e ispirazione e volesse davvero affrontare il viaggio, nello specifico il Cammino Francese, qui potrà trovare alcune informazioni utili perché possa essere davvero un buen camino!

 

QUANDO E DA DOVE

Cammino di SantiagoPeriodo e località di partenza sono necessariamente le prime due questioni da affrontare. Che si parta dall’inizio, ovvero dalla località francese di Saint Jean Pied De Port o da una intermedia, bisogna tenere conto che piena estate e inverno sono certamente i periodi più “estremi”: l’eccessivo caldo o freddo (e la neve nelle zone a maggior altitudine) non aiutano. I periodi migliori sono quindi la primavera, anche se caratterizzata da piogge più frequenti, e la fine dell’estate, da metà agosto a fine settembre.

Il luogo di partenza del nostro cammino dovrà essere scelto secondo tre criteri: quanti chilometri totali ci sentiamo in grade di fare, quanto tempo abbiamo a disposizione, la facilità nel raggiungerlo con i mezzi pubblici. Dobbiamo infatti tenere conto anche della logistica: sarà sicuramente più facile raggiungere Saint Jean o città come Burgos, León o Astorga piuttosto che località minori.

 

PERNOTTAMENTI: DEVO PRENOTARE?

Cammino di SantiagoGli albergue, i tipici ostelli riservati ai pellegrini e situati lungo tutto il Cammino, si dividono principalmente in privati, municipali e “a donazione”, ovvero interamente gestiti da volontari che offrono alloggio a fronte di un’offerta libera. Se spesso i privati consentono di riservare dei posti letto chiamando in giornata per la sera stessa, gli albergue municipali e a donazione non permettono la prenotazione: il principio è di offrire ospitalità al pellegrino che bussa e ha bisogno di riposo in quel momento, cercando di non respingere nessuno che si presenti davanti alla porta.

Di fatto non ho mai avuto problemi per trovare un posto dove dormire: gli albergue sono tanti e ovunque. Le uniche zone un po’ più a rischio lungo il percorso sono dopo la città di Sarria, in quanto a soli 100 km da Santiago e quindi potenzialmente con un numero maggiore di pellegrini in cammino rispetto alle tappe iniziali, e nel piccolo e isolato borgo di Foncebadón, tappa molto popolare ma con un numero ridotto di albergue.

In ogni caso, trovare un letto dove dormire non sarà la vostra preoccupazione giornaliera: l’organizzazione che troverete è tale che dovrete solo pensare a camminare!

ATTREZZATURA

Il mantra deve essere: viaggiare leggeri!

ZAINO –  insieme alle scarpe è forse l’oggetto più importante: la buona qualità di uno zaino tecnico farà senza dubbio sentire la sua differenza e la vostra schiena vi ringrazierà. Il mio consiglio è di non superare i 30-40 litri di capienza per mantenere contenuti volume e peso che, possibilmente, non deve superare gli 8-9 kg. Utile anche un copri-zaino anti pioggia nel caso non fosse compreso.

SCARPE – elemento fondamentale, non improvvisate: andate in un negozio specializzato, fatevi consigliare (il commesso che mi ha venduto le mie mi disse di prendere mezzo numero sopra rispetto alla mia taglia: lo ringrazio ancora!), indossatele e usatele prima di iniziare il cammino in modo da ammorbidirle e metterle alla prova.

BACCHETTE – Per chi non le ha mai provate sembrano una stupidaggine: io all’inizio mi sentivo ridicola ad utilizzarle per camminare! Ma si impara presto che, soprattutto in salita e in discesa, diventano due gambe aggiuntive su cui scaricare fino al 40% del peso. Non fatene a meno.

CALZINI – durante il cammino cambiavo i calzini anche a metà giornata, a tutela dei miei piedi. Considerando che c’è la possibilità di lavare gli indumenti negli albergue ogni giorno e farli asciugare appesi allo zaino mentre si cammina, 3 o 4 paia sono più che sufficienti. Consiglio: calzini tecnici senza cuciture, si trovano a pochi euro da Decathlon.

CIABATTE – in plastica per la doccia e per camminare una volta tolte le scarpe tecniche.

PANTALONI TECNICI – due paia sono sufficienti. Lunghi o corti dipende dal periodo e dalle preferenze personali, ma in commercio ne esistono modelli che si allungano e si accorciano con una semplice zip.

MAGLIETTE TECNICHE – due da alternare, si asciugano in un attimo!

FELPA – una con zip e possibilmente tasche, ce ne sono di ottime sia per i materiali che per il fatto che piegate prendono pochissimo posto nello zaino.

MUTANDE – Direi che sono necessarie…e per le donne anche dei top sportivi.

GIACCA A VENTO o poncho, per le albe fresche, la sera e la pioggia.

SACCO A PELO – o sacco lenzuolo, ci sono due diverse scuole di pensiero…ma il mio consiglio è il sacco a pelo: i più moderni sono leggerissimi, prendono pochissimo posto e sono facili da rimettere nella custodia, tipo il Forclaz 500 light 10° o simili.

FODERA PER CUSCINO – per evitare quelle usa e getta che si trovano negli albergue, che sono di carta e spesso fastidiose al contatto, soprattutto nelle notti calde. Una fodera personale per il cuscino vi tornerà utile!

TORCIA o FRONTALINO

SPILLE DA BALIA – per appendere allo zaino gli  indumenti lavati.

COLTELLINO – il classico “svizzero” vi sarà utile in mille occasioni. Unica cosa da tenere presente: in base alla misura della lama ci potrebbero essere delle restrizioni ai controlli aeroportuali se portato nel bagaglio a mano.

AGO E FILO – dalla maglietta strappata alla cura delle eventuali vesciche ai piedi (che a volte devono essere bucate per velocizzarne la guarigione), due oggetti che prendono poco posto ma possono servire.

CREMA ANTIVESCICHE – i piedi saranno il vostro mezzo di trasporto, dovrete averne cura: una crema anti-sfregamento applicata con costanza vi salverà da un sacco di problemi. Alcuni usano la vasellina o simili, il mio consiglio è quella di Aptonia che si può trovare facilmente da Decathlon: minima spesa, massimo risultato come efficacia e come praticità nel portarsela in giro.

CEROTTI – normali e per le vesciche, i classici Compeed.

SAPONE DI MARSIGLIA – doppia utilità: doccia e lavaggio indumenti

SPAZZOLINO E DENTIFRICIO

ASCIUGAMANO IN MICROFIBRA

MEDICINALI – oltre a eventuali medicine personali necessarie, io avevo con me solo paracetamolo e una boccettina di tea tree

ACCENDINO

CELLULARE E CARICABATTERIE

DOCUMENTI PERSONALI/BANCOMAT O CARTA DI CREDITO

 

GUIDA O APP?

BencCammino di Santiagohé il percorso sia ben segnalato e cercare le famose frecce gialle per terra, sui muri o sugli alberi diventerà un’abitudine, avere un supporto che ci dia un’idea delle distanze e dei dislivelli è sicuramente utile: ci aiuterà a capire quanto sia impegnativa ogni singola tappa e di conseguenza calcolare i chilometri che ci sentiamo in grado di affrontare quel giorno.

Per chi preferisce la classica versione cartacea, il mio consiglio è “Guida al Cammino di Santiago de Compostela” di Giovananza e Curatolo, edizioni Terre di Mezzo, una guida pratica, curata e di facile consultazione.

In alternativa ci sono molte applicazioni per smartphone, sia per IOS che Android, anche se alcune sono a pagamento. Le più utilizzate: “Cammino di Santiago (Buen Camino)” e “Camino Pilgrim”.

 

 

 

LA CREDENZIALE

LaCammino di Santiago Credenziale è un documento che accompagna ogni pellegrino dalla partenza fino all’arrivo a Santiago, su cui viene apposto un timbro ad ogni tappa. La timbratura  può essere richiesta negli albergue, nei bar, nei ristoranti e in tutte le strutture che fanno parte del circuito del Cammino e diventa una semplice abitudine giornaliera.

Questo documento, di fatto un libretto a fisarmonica, permette di accedere agli albergue, di usufruire dei prezzi agevolati per i pasti (i “menu del dia” o “menu del pellegrino”) e, se si sono percorsi almeno 100 km fino a Santiago, di ricevere la “Compostela”, il certificato che attesta ufficialmente il nostro pellegrinaggio.

La Credenziale si può richiedere direttamente negli albergue per circa 2 o 3 euro ma, se preferiamo averla prima di partire dall’Italia, è possibile richiederla online dal sito della Confraternita di San Jacopo di Compostella e arriverà direttamente a casa per posta. In questo caso è gratuita ma è buona norma lasciare una donazione seguendo le info sul sito.

 

QUANTO MI COSTERA’?

Escludendo i mezzi di trasporto, quasi sempre aereo, che ci porteranno alla partenza e poi di nuovo a casa e di cui non posso fare un calcolo reale, il Cammino di Santiago è un viaggio economico. Prendendo come periodo di riferimento settembre-ottobre 2018, posso dire che si pernotta al prezzo di 10-12 euro al giorno, a volte semplicemente lasciando un’offerta. Si pranza leggero con frutta o panini, spesso fermandosi dai volontari che distribuiscono pasti e bevande a offerta libera. Si cena con il “menu del pellegrino” a 8, 10 euro al massimo per un pasto che va dal primo al dolce, bevande comprese. L’acqua, lungo la strada, è gratuita. La spesa giornaliera media è quindi di circa 20 euro.

Consiglio: pochi contanti in tasca e carta di credito o bancomat a portata di mano. Vengono accettati praticamente ovunque, anche per il pagamento di cifre molto basse.

A questo punto l’unica cosa che vi manca è fare il salto: dirsi sì, scegliere di andare ed iniziare a camminare. Per tornare a casa con il vostro zaino da 9 kg e un bagaglio umano impossibile da calcolare.

 

 

“Todo lo que necesitas te cabe en una mochila;

lo que te va a cambiar la vida lo encontrarás en el Camino”

 

 

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Autore del Post

Laura Lippi

Fiorentina di nascita, randagia per natura, viaggia low cost in solitaria dall’età di 4 anni quando, con un peluche come unico bagaglio, ha sconfinato nel cortile dei vicini “per vedere cosa c’è più in là”. E non ha mai smesso.

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