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Bunk Johnson la verità del jazz.

Bunk Johnson la verità del jazz.

 

 

 

 

 

 

Bunk Johnson 1979-1949

 

 

 

 

 

Bunk Johnson la verità del jazz.

Bunk Johnson è stato sulle scene del jazz di New York quando si sapeva ancora distinguere il vero, dall’artificioso.

Un trombettista nero messo a nuovo da un altrettanto nuova dentatura e uno strumento fiammante.

Bunk era oltre lo standard del swing e le sonorità riciclate del Bop. Lui aveva conosciuto il vero jazz, a New Orleans aveva suonato con Bolden, il mito che aveva ideato quella musica.

Bunk salì al trono, capace di incantare il suo pubblico e di far sentire la purezza del jazz con una ritmica infallibile, ma incapace di farsi inquadrare ed imprigionare dalle regole del mondo della musica.

Il vizio dell’alcol lo rese vulnerabile nel suo lavoro, la sua grandezza di musicista fu messa in ombra e lui uscì rapidamente dai riflettori attirandosi molte critiche a mio avviso ignobili.

Bunk è uno di quelle perle nere ”uniche”, nate per accendere il jazz che nessuno potrà mai eclissare.

Uno di quei musicisti rari, esempio di chi non si è mai fatto comprare e incapace di suonare come una marionetta su un palco.

Bunk Johnson per me e molti è la verità del jazz.

Autore del Post

Martina Salsedo

Musicista e cantautrice, da oltre vent'anni nel mondo e nella musica Blues Rock con i suoi Black Tunes. Martina è stata direttrice di Livorno TV e adesso di Officina di Arte e Musica e Livorno Porto Musicale, dove si occupa di dare spazio a chi ha talento ma non possibilità di espressione e crescita nel propio paese.

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