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Any-Male: benvenuti a bordo

Any-Male: benvenuti a bordo

Any-Male: benvenuti a bordo

“Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. Così affermava Gandhi con una forza ed una fermezza che sembrano non ammettere repliche. Stando al pensiero dell’ “apostolo della non-violenza”, dunque, accanto al PIL e all’indice della Popolazione attiva, quale parametro di riferimento per valutare il grado di sviluppo di una società dovremmo annoverare l’attenzione ed il rispetto che essa riserva agli animali.

Probabilmente nessuno, oggi, avrebbe difficoltà a fare proprio questo pensiero, accogliendolo non come un teorema da dimostrare, bensì come un postulato, un’affermazione vera per evidenza. Ed il paradosso dell’apparente insindacabilità dell’affermazione di un uomo tollerante come Gandhi, si spiega, forse, proprio in ragione di questa immediata evidenza.

Ragionando in termini di progresso ed evoluzione, Leonardo da Vinci, precorrendo ancora una volta i tempi, aveva previsto che sarebbe arrivato un momento in cui gli uomini avrebbero aborrito l’uccisione di un animale con lo stresso raccapriccio provato per quella di un uomo. Per certi versi, sembrerebbe che il profetico anelito leonardesco stia aleggiando sulla nostra società e che quel tempo benigno stia finalmente giungendo. Quando si parla di progresso, l’uso del condizionale e del gerundio sono d’obbligo: il progresso non è mai un traguardo sincronico conseguito in un momento preciso, nè tantomeno una condizione simultaneamente raggiunta in ogni dove. Esso va piuttosto considerato come processo in divenire, come qualcosa di cui si può parlare ragionevolmente soltanto una volta che sia terminato.

Come si giustifica, dunque, una rubrica che ha come oggetto privilegiato il modo in cui la società si pone nei confronti degli animali? Probabilmente, se è necessario guardarsi dal propinare statici modelli sociali, è pur sempre possibile cogliere certe tendenze e rappresentarle in un quadro che ambisca il più possibile alla diacronicità. In tal senso, è innegabile che sia in crescita l’amore e l’attenzione verso gli animali. Il vegetarianesimo, i numerosi movimenti animalisti, le organizzazioni per la tutela animale lo dimostrano chiaramente. Sebbene non sia diffuso in maniera omogenea e capillare nel mondo, tutto questo funziona comunque come termometro di un clima.

Lontano dal prospettare presuntuose affermazioni e false verità assolute, Any-Male vuol essere uno spazio di riflessione critica sulle più disparate questioni etiche e morali, quali punti di intersezione nel piano cartesiano di una convivenza, quella tra uomo ed animali, ancora ben lontana dal profilarsi rispettosa e responsabile.

Nel corso degli appuntamenti, numerosi e disparati saranno i temi trattati, accompagnati da un perenne spirito critico alla ricerca del giusto equilibrio tra l’estremismo di alcuni animalisti e l’egocentrismo degli umani con la loro presunzione di arrogarsi il diritto di prelazione su tutto quanto è stato creato.

Tuttavia, per evitare di scindersi dalla realtà, la rubrica “Any-Male” terrà sempre aperta una finestra sul mondo reale, dividendosi tra riflessioni critiche e notizie curiose, approfondimenti psicologici e scientifici ma anche tanti consigli pratici avvalendosi del parere degli esperti, nonché utili approfondimenti sugli aspetti legislativi e sulle normative di riferimento in materia di protezione animale. Vi aspettiamo al prossimo incontro, felici di accogliere i lettori pensanti e quelli più curiosi auspicando un arricchimento reciproco.

Autore del Post

Ornella Marino

Nata in un remoto paesino della poco nota Basilicata, in ragione di ciò e della sua irrinunciabile vena di ironia, talvolta preferisce definirsi originaria del nord Africa, più che del sud Italia. Ha da poco compiuto 30 anni ma questo non significa che le sia chiaro cosa esattamente vorrebbe fare da grande. Ciò su cui, invece, non nutre il minimo dubbio è che non avrebbe potuto studiare altro che Lettere. Nutre una passione sconfinata per gli animali e ritiene che sia necessario ridefinire il rapporto uomo-ambiente in un'ottica di civile convivenza.

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