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Mafiosetto di Paese

Mafiosetto di Paese

MAFIOSETTO DI PAESE.

“Mafiosetto di paese”, il guappo di cartone che popolava l’immaginario folkloristico di certo Meridione, quello pronto a squagliarsi di fronte al potente di turno. Così l’ineffabile Fabrizio Rondolino ha definito Roberto Saviano reo di avere criticato, udite! udite!, la Fatina del governo Renzi, quella Maria Elena Boschi che riassume in sé, per nostra fortuna, tutte le virtù dei padri costituenti itaiani del ’46, più filosofa di Benedetto Croce, più statista di De Gasperi, più politica di Togliatti. Una cosa del genere meritava una risposta dura ed ecco che il Rondolino, conosciuto per essere passato senza colpo ferire da D’Alema alla Santanchè e ritornato nel rassicurante alveo piddino, sferza Saviano con l’offesa più ingiusta per l’autore di “Gomorra”, mafiosetto di paese. Sapendo, nella sua figura patetica di guappo di cartone nascosto dietro la carta del giornale, quanto sia ingiusto definire così Saviano. Povero Gramsci, chissà se avesse saputo che il suo giornale un giorno lontano avrebbe ospitato il “cervello pensante” della Santanchè.

SGUATTERA DEL GUATEMALA

Lo so, ne hanno parlato e riparlato, della telefonata dell’ex ministra Guidi, fulgido esempio di cultura confindustriale, al compagno traffichino nel ramo petrolio, lamentandosi per essere trattata, lei ministro della Repubblica, come una “sguattera del Guatemala”. Apriti cielo, tutti i guatemaltechi in Italia si sono offesi giustamente, enumerando le bellezze e la civiltà del Guatemala. Io però ho provato un senso di invidia, non ho mai incontrato in vita mia una sguattera del Guatemala. Dove l’avrà incontrata il ministro Guidi, nel quartierino degli amici del compagno petroliere? A casa del padre Guidalberto? Sono curioso perché in Italia c’è di tutto, ma poche sguattere del Guatemala. E allora mi è venuta un’idea: o se l’ex ministra Guidi fosse l’ultima dannunziana e fosse rimasta affascinata dal suono Gua / gua? Meraviglioso! L’eterno D’Annunzio che è in noi.

I LUPI UNGHERESI DELLA BOLDRINI.

Pensavo fosse una “notizia” del “Lercio.it” ma mi sono dovuto arrendere alla realtà. Nella Maremma grossetana da anni è ritornato il lupo, salutato o insultato da interessi e sensibilità opposte, felici gli ambientalisti, un po’ meno gli allevatori che vedono talvolta assalite (spesso anche da cani randagi, occorre dirlo) le loro greggi, anche se poi le perdite sono rimborsate dalla Regione. Il nodo del contendere non è però questo: da settimane girano nel Grossetano voci incontrollate che vogliano che questi lupi vengano dall’Ungheria, magari attraverso pianure e autostrade (se ne vedono molti sul Passante di Mestre nell’ora di punta) e spinti da un atavico richiamo si spingano fino a Grosseto, con nostalgie da asburgo-lorena. Già la cosa suina da Lercio, ma ancora più “lercia”, a chi viene addossata la responsabilità, con l’avallo di qualche mediocre politicante locale? Alla presidente della Camera Laura Boldrini, fautrice dell’accoglienza sia per i profughi siriani che per i lupi ungheresi, che sono diventati giustamente “i lupi della Boldrini”. C’è di che riflettere sul destino del genere umano e vacilla anche la fiducia nella democrazia, perché persone come queste li trovi accanto a e quando vai a votare.

Autore del Post

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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