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Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

Gli esami universitari

Gli esami universitari

Questo è il periodo degli esami di maturità, soprattutto della prova orale. Della maturità è stato scritto e riscritto molto, anzi moltissimo, dunque non voglio aggiungere niente; anche perché, se non erro, qualcosina già avevo scritto in passato.

Vi volevo quindi parlare di altri esami, ovvero quelli universitari.

Questo articolo non è da considerarsi una guida, anche perché io come tale non sono per nulla adatto, anzi tutt’altro. Diciamo che racconto la mia esperienza in merito e voi, se pensate di trarre un qualche suggerimento, liberissimi di farlo.

A livello universitario sono stato un disastro, quantomeno per due terzi del mio percorso.

Volevo andare a C.M.T. (Cinema Musica Teatro), sotto Lettere e Filosofia: sentivo che era il mio corso di laurea. Però non ci fu praticamente nessuno d’accordo con la mia scelta ed allora cambiai idea. Però, dove andare? Non c’era una facoltà che mi potesse rappresentare appieno o andarci quantomeno vicino. Alla fine di agosto non avevo ancora scelto ed una mia cara amica mi suggerisce Lettere Moderne, dove lei si era appunto iscritta; dopo qualche approfondimento, accetto. Diciamo che era la mia seconda scelta, anche se c’era il latino, che non avevo mai fatto al Liceo. Erroneamente ho pensato che potessi magari studiarlo strada facendo, passo passo, recuperando lo svantaggio.

Era pressoché impossibile, ma mi ero illuso.

Per i primi esami naturalmente la tensione a casa è palpabile, anche perché comunico ai miei genitori i vari appelli. Solo che gli esami scritti di laboratorio (Scrittura Creativa ed Informatica per le Scienze Umane) li passo, quelli orali no. Al primo vengo bocciato (non avevo praticamente studiato niente), al secondo, che era il nuovo appello del primo, manco mi presento; a casa lo sapevano. Devo dare un esame ad aprile, i miei genitori ne sono informati ma anche lì, non riuscendo ad iscrivermi in tempo, non mi presento.

Allora cambio strategia, ed è la strategia che ho tenuto fino alla laurea: non dico niente degli esami.

Strategia che funziona, passando subito l’esame scritto di Storia Moderna. Purtroppo però successivamente, negli anni 2008 e 2009 dò in tutto solo due esami; sommati a quelli del 2007 si arriva a sei. Nel 2010 nulla, inizio 2011 nemmeno. Il momento della drastica scelta: continuo, o smetto? E se si continua, ancora a Lettere Moderne o un nuovo corso di laurea?

Dopo mesi di approfondimenti confronti riflessioni eccetera, decido di continuare e di andare a Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione, sempre a Pisa, sempre sotto Lettere e Filosofia (anzi, Civiltà e forme del sapere). D.I.S.C.O., questo l’acronimo, non era che la nuova veste di C.M.T., il corso che volevo fare dopo il Liceo; la novità era l’unione con Scienze della Comunicazione (da qui, appunto, Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione).

Purtroppo, per vari motivi, nei primi quattro anni dò solo ulteriori cinque esami, quindi ai trent’anni devo decidere ancora una volta che fare, ma questa volta non ci sarebbe stato un nuovo cambio, anche perché a me le materie piacevano: era proprio che non riuscivo a studiare, l’ansia degli esami mi divorava. L’alternativa, quindi, era lasciare l’università, che comunque a parte i primi due anni mi son sempre pagato da solo.

Grazie ad un importantissimo sostegno morale esterno, decido di continuare e dopo qualche mese parte la mia rincorsa alla laurea: quattordici esami in ventuno mesi e, a trentadue giorni di distanza dall’ultimo esame, mi laureo.

Ce l’avevo fatta, ed ovviamente – a parte la data della laurea, naturalmente – non dicevo niente ai miei genitori. “Vado a Pisa”… poi, se passavo l’esame, li chiamavo subito per aggiornarli, altrimenti avrei riferito di essere stato ad un ricevimento o a comprare del materiale di studio.

A D.I.S.C.O. non è mai servito, perché lì non ho mai bocciato un esame.

Quindi, alla fine della fiera, i consigli sono due. Uno ai genitori: se vostra figlia/vostro figlio vuole fare un determinato corso di laurea, acconsentite; ci metterà molto meno tempo – e troverà più facilmente lavoro – rispetto ad un altro percorso di studio fatto con scorsa voglia e che probabilmente nemmeno concluderà. Uno agli studenti: se non volete essere sovraccaricati d’ansia tensioni ecc, non dite niente a casa degli esami, ditelo solo a risultato ottenuto. Questo vale naturalmente se avete genitori ansiosi.

Ah, poi beh, il consiglio supremo: studiate! Va bene che gli anni dell’università possono essere meravigliosi, ma comunque, prima finite meglio è.

Quindi… in bocca al lupo!!!!

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Nicolò Bagnoli

Nicolò Bagnoli

Nasce nel 1986, nel 2010 ha l'idea di WiP Radio di cui è il direttore, è quasi alto come Berlusconi, davanti ad un microfono può starci ore. Parlando, ovviamente.

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