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Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

Give Peace a Chance

Give Peace a Chance

Ciao a tutti, cari lettori.

Come ben sapete, la tematica di questo blog da sempre ruota attorno agli “Attimi di felicità”, ai piccoli momenti di gaudio che ritagliamo alla vita quotidiana e a quelli creati quando pare che le gioie siano latitanti, in situazioni che obiettivamente cagano il cazzo. Cerco sempre di trasmettere pensieri positivi e di divertirvi durante la manciata di minuti dedicati alla lettura dei miei interventi. Oggi sono spiazzata, faccio fatica. La situazione che stiamo vivendo è destabilizzante, è difficile non pensare a cosa sta succedendo nel mondo, siamo sospesi in attesa di vedere cosa succederà e sembra tutto così assurdo. Riuscire a mantenere la speranza in un’umanità migliore, anche per gli inguaribili ottimisti, diventa davvero un’impresa difficile.

AND THE WARS GO ON WITH BRAINWASHED PRIDE

Siamo metaforicamente bombardati (noi, per gli ucraini non è una metafora) da informazioni contrastanti sulle motivazioni storico-politiche di questo conflitto, su come lo stiano gestendo le nazioni chiamate in causa; si fatica a capire quale sia la realtà, quali le bufale, le notizie vere ma faziose, magari oscurate dai media principali. Sui social siamo passati da esperti virologi a esperti di politica internazionale, con un master ad honorem in strategie belliche e negoziati di pace. Ormai il Covid è acqua passata, e io con il mio solito tempismo sono stata miseramente in ritardo sui tempi con il blog precedente, come il telefono a gettoni ai tempi dell’iPhone. Sono giorni apparentemente uguali agli altri, si va al lavoro, si fa la spesa, ci sono le bollette da pagare… si fa tutto come prima materialmente parlando, ma c’è un rumore di sottofondo in ogni momento della giornata, che si insinua nei pensieri e nel modo di porsi davanti agli eventi. Manca la spensieratezza. Che magari mancava spesso anche prima, ma in modo diverso. Ci si sente impotenti, in balia delle decisioni di criminali che hanno il potere di decidere per tutti, della vita e della morte di persone che si trovano nel posto sbagliato al momento storico sbagliato. Arrivare nel 2022 e pensare che la guerra sia una soluzione significa non aver capito un cazzo di ciò che è successo finora, dalle origini dell’uomo sulla Terra… oppure capirlo, ma sbattersene i coglioni per i propri interessi.

WAR, CHILDREN… IT’S JUST A SHOT AWAY

Tutte le guerre sono delle merde. Comprese quelle geograficamente e mediaticamente lontane da noi, che toccano meno la coscienza collettiva perché sembrano avvenire su un altro pianeta, osservabili di sfuggita in qualche foto toccante, messa ad hoc per invogliare donazioni che lavano la coscienza a chi questi problemi non li ha, e pensa che tanto non li avrà mai, non sarà mai affar suo. E invece, questa volta è affare di tutti. Perché il rischio di una terza guerra mondiale fa stringere il culo anche all’italiano medio preoccupato per le rate del macchinone nuovo, o per l’acquisto dell’ultimo modello di cellulare. Le immagini di persone che scappano terrorizzate verso i rifugi improvvisati nelle stazioni della metropolitana, o della disperazione di genitori in lacrime che si separano da figli caricati su treni che promettono la salvezza almeno per loro, non sono più foto sbiadite di qualcosa che non ci tocca personalmente, sono vivide e rese reali. Si crea una rete di solidarietà contro un nemico comune, i problemi dei nostri fratelli al di là del confine ci riguardano, danno la scossa. Questa volta il frastuono delle bombe e delle sirene di allarme antiaereo percepito in lontananza, potrebbe bussare alla porta di casa. Si realizza che potremmo tutti svegliarci da un giorno all’altro trovando il nostro piccolo universo personale ribaltato, raso al suolo dalle decisioni di omuncoli che vogliono esibire al mondo quanto ce l’hanno lungo. Il cazzo, sicuramente non il cervello, ma dubito anche del primo vista l’esasperante necessità di mostrarlo. In questa situazione è difficile essere positivi, avere lo stato d’animo per raccontare cose belle. Ci si prova, siamo umani. “La bellezza salverà il mondo”, dicevano… forse non arriverà fino a lì, ma salverà il nostro spirito.

PERCHE’ LA PACE E’ L’UNICA VITTORIA

A maggior ragione in momenti come questo, è importante non dimenticare che davvero ci sono delle cose belle, da vivere e preservare. Cose stupide: un momento per sé, due risate in un pub, una piacevole lettura, la sensazione di benessere dopo aver fatto qualcosa che ci piace, che ci fa sentire vivi. La musica, soprattutto la musica, quando entriamo in risonanza con le vibrazioni di un brano che adoriamo, quando cantiamo sotto la doccia o balliamo mentre spolveriamo casa. Condividere il tempo con chi amiamo, anche solo stando vicini in silenzio, con la percezione di non essere soli, che c’è qualcosa di più di quello che vediamo. Ogni piccolo momento bello è come una perla iridescente che luccica dalla fessura semiaperta dell’ostrica, illumina e impreziosisce chi ha la fortuna di trovarla. Anche in un momento difficile come questo. I pensieri e le preoccupazioni per il futuro condizionano le nostre vite, ma abbiamo la fortuna di poterne parlare da qui senza essere nelle aree degli scontri, abbiamo la possibilità di aiutare concretamente chi sta scappando da questi orrori lasciando tutto ciò che ha avuto finora. Spero che presto sia offerta alla pace la sua possibilità, non esiste altra via.

I riferimenti musicali del titolo e dei sottotitoli di oggi sono tratti dai testi di grandi pezzi rock, scritti da dei grandi musicisti in onore della pace. In ordine di apparizione:

Give Peace a Chance” – Plastic Ono Band

Civil War” – Guns ‘N’Roses

Gimme Shelter” – Rolling Stones

Il mio nome è mai più” di Ligabue, Jovanotti, Piero Pelù

Non sapevo dove inserirla, ma riassume bene un’ottima visione su tutte le guerre, e per questo merita una menzione speciale:

WAR PIGS” – Black Sabbath

Chiara Cassani

Chiara Cassani

Maestra di danza orientale e floriterapeuta, suona la batteria in un gruppo metal femminile: le Obsydian Shiver. Le piace leggere, ascoltare musica rock e punk, e degustare birre con gli amici più cari. Abita con una gatta in una mansarda davanti al mare.

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