ON AIR


Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

ROCKY RACOON (Lennon, McCartney)

ROCKY RACOON (Lennon, McCartney)

ROCKY RACOON (Lennon, McCartney)

Paul McCartney: voce, cori, chitarra acustica
John Lennon: cori, basso elettrico a sei corde, armonica a bocca
Ringo Starr: batteria
George Harrison: cori
George Martin: pianoforte honky tonk

Registrazione: 10 ottobre 1968
Produttore: George Martin
Fonico: Ken Scott

 

 

 

 

Bene da qualche parte nelle colline delle montagne nere del Dakota
Viveva un ragazzo chiamato Rocky Raccoon
E un giorno la sua donna fuggì con un altro ragazzo
Colpì il giovane Rocky in un occhio
A Rocky questo non piacque, disse prenderò quel ragazzo
Così un giorno andò in città
Si prenotò una stanza nel saloon

Rocky Raccoon si sistemò nella sua stanza
Ci trovò solo la Bibbia dei Gedeoni
Rocky era venuto equipaggiato con una pistola
Per sparare alle gambe del suo rivale

 

 

Il brano

E’ una storia scritta da Paul durante il ritiro in India.

Il brano parla di un ipotetico duello “chitarristico” fra Lennon e Donovan. Racoon in inglese si traduce con procione: probabilmente riferito alla coda di procione presente su alcuni tipici copricapi “western”.

Il personaggio del dottore che puzza di gin è chiaramente ispirato a una persona realmente esistita: il dottore che si occupò di Paul subito dopo il suo incidente con il motorino (lo stesso incidente che dette il via alla leggenda Paul Is Dead.

 

Pare che il suo rivale avesse distrutto i suoi sogni
Rubando la ragazza dei suoi desideri
Il suo nome era Magill e si faceva chiamare Lill
Ma tutti la conoscevano come Nancy

Bene lei e il suo uomo che si faceva chiamare Dan
Erano nella stanza accanto a festeggiare
Rocky irruppe e sogghignando un sogghigno
Disse, Danny, ragazzo, questa è la resa dei conti

Ma Daniel non ci pensò su, estrasse per primo e sparò
E Rocky crollò nell’angolo

Registrazione

Rocky Racoon fu registrato in un solo giorno.

La musica si ispira al testo in ambiente western: Lennon all’armonica a bocca e Martin al piano stile Honky Tonk.

Il pezzo, considerando tutto sommato lo scarso valore artistico, ha una durata probabilmente eccessiva.

 

Bene arrivò il dottore che puzzava di gin
E procedette a stenderlo su un tavolo
Disse, Rocky hai trovato un degno avversario
E Rocky disse, dottore è solo un graffio
E mi riprenderò
Mi riprenderò dottore al più presto

Bene Rocky Raccoon si ritirò nella sua stanza
Ci trovò solo la Bibbia dei Gedeoni
Che se n’era andato e l’aveva lasciata senza dubbio
Per aiutare il buon Rocky a riprendersi

 

Live

Eddie Vedder si è esibito con questo brano in coppia con Jack Johnson. Segue un’animazione ispirata dal brano.

Ernesto Macchioni

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

Articoli Correlati

Commenti