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Nabis – la vita quotidiana tra simboli e occulto

Nabis – la vita quotidiana tra simboli e occulto

Nabis – la vita quotidiana tra simboli e occulto

 

“Nabis – la vita quotidiana tra simboli e occulto” è il titolo del mio articolo di oggi.

 

Come avevo anticipato la volta scorsa nell’articolo su Pierre Bonnard (chi se lo fosse perso lo può trovare qui) era mio desiderio dedicare un intero articolo alla corrente dei Nabis che sinceramente, fino a poco tempo fa, non conoscevo nemmeno.

 

Ho fatto le opportune ricerche e, incantata dalla bellezza di queste opere, procedo con il raccontarvi tutto quello che ho scoperto, sperando di suscitare il vostro interesse.

 

Iniziamo!

 

Nabis

 

La nascita del gruppo Nabis

 

La parola Nabis deriva innanzitutto dall’ebraico (nabiim) e significa “profeti”. Tale gruppo era composto prevalentemente da artisti francesi dell’avanguardia post-impressionista. Essi furono attivi a Parigi dal 1888 fino al 1900 circa.

 

E’ interessante il fatto che tra i membri del movimento non ci furono solo pittori ma anche scultori e poeti. Fra questi vi furono lo scultore Aristide Maillol e il poeta Henri Cazalis.

 

Nabis

 

Il termine Nabis venne coniato da Auguste Cazalis, un esperto di ebraico e di lingue orientali. Il suo intento era quello di classificare un gruppo di artisti appartenenti al filone del Simbolismo che avevano come scopo quello di rinnovare la pittura.

 

Questo gruppo si raccolse in particolare attorno alla figura di Paul Sérusier, il quale ebbe l’opportunità di dipingere all’aperto con Paul Gauguin. Durante un soggiorno a Pont-Aven, in Bretagna, Sérusier dipinse un piccolo quadro su una scatola di sigari e, dal momento che era appassionato di letteratura esoterica, chiamò il suo dipinto “Il Talismano”. L’opera divenne così una sorta di manifesto per il gruppo che segnò il confine da una pittura accademica ad una pittura del tutto innovativa.

 

Il Talismano

 

Gli interessi artistici del gruppo

 

Nel 1889, al caffè Volpini di Parigi, venne organizzata un’esposizione per presentare le opere di Bernard, di Sérusier e di Gauguin. L’opera “Il Talismano” raccolse intorno a sé un gruppetto di artisti che iniziò ad utilizzare il colore come un qualcosa in grado di evocare un mondo lontano e mistico, nonostante i temi scelti per le opere fossero comunque legati alla quotidianità.

 

Nabis

 

Il gruppo Nabis era aperto a qualsiasi aspetto della cultura: si interessava infatti anche di musica e di letteratura.

 

Fondamentale da precisare è che i Nabis non davano la priorità al tema dell’opera bensì all’espressione interiore. I colori, posti in rapporto l’uno con l’altro, determinavano un accordo rivolto ad esprimere un significato unico ed irripetibile.

 

E’ possibile fare una distinzione di orientamenti all’interno del gruppo dei Nabis. Il primo, profondamente sacro, era guidato da Maurice Denis e dal suo desiderio di rinnovare l’arte religiosa. Prese come punto di riferimento le opere dalla semplificazione primitiva di Paul Gauguin. Il secondo orientamento è invece quello laico, influenzato da Edgar Degas, dove ad essere ritratti sono soggetti della vita moderna come donne eleganti e interni borghesi. I migliori rappresentanti a tal proposito furono Bonnard e Vuillard.

 

Melo dai fiori rossi

 

I Nabis pubblicarono i loro lavori sulla “Revue blanche” fin dai loro esordi. Le litografie e i manifesti si ispiravano alle decorazioni di Puvis de Chavannes, agli affreschi italiani del Quattrocento e alle stampe giapponesi.

 

Nel 1895 il mercante d’arte Ambroise Vollard organizzò una mostra di Cézanne nella sua galleria che colpì il gruppo dei Nabis nel profondo. A loro avviso Cézanne aveva voluto trasformare l’Impressionismo in una corrente pittorica solida e duratura. Maurice Denis, ammirato dalle tele di Cézanne, gli dedicò un omaggio nel 1900:

 

 

omaggio a Cèzanne

 

Il gruppo Nabis si arricchì anche della partecipazione di artisti stranieri tra cui lo svizzero Félix Vallotton. Egli si distinse per le sue incisioni e per i disegni precisi dalle potenti armonie cromatiche.

 

Vuillard

 

Tra il 1896 e il 1897 il gruppo iniziò a sfaldarsi e, dopo l’ultima mostra del 1900, ogni membro proseguì per la propria strada.

 

Alice Antoni

Alice Antoni

Alice ama leggere e adora gli animali, in particolare i conigli. È da sempre appassionata di arte e di riciclo creativo.

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