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Tinder per cattolici

Tinder per cattolici
Dopo l’articolo su Gleeden, mi si è aperto un mondo.
Tinder è soltanto la più famosa app di dating, ma ce n’è davvero per tutti i gusti.

Ma facciamo un passo indietro per i non addetti ai lavori. Cosa son le app di dating e cos’è Tinder.

Wikipedia ci dice che Tinder è “un’app (…)che facilita la comunicazione tra gli utenti interessati a chiacchierare tra di loro” .

Diciamo che è razionalmente plausibile ritenere che questa definizione sia stata inserita da un wikipediano adultero, la cui moglie gli ha appena sgamato l’app scaricata sul cellulare; al pari di quelli che dicono che usano Telegram per i codici sconto (AHAHAH! Se il vostro compagno vi ha sganciato questa bomba e avete il dubbio vi tradisca, non dubitate: vi tradisce!).

In verità Tinder è definita una “app per il dating”, ovvero un app per incontri on line.

Tu ti iscrivi, scegli un nome, carichi un massimo di 5/6 foto, inserisci una breve descrizione di te ed in tre balletti, hai la possibilità, mediante alcuni filtri preimpostati, di addentrarti in questa giungla alla ricerca del potenziale “Principe Azzurro” (che nella maggior parte dei casi assomiglierà meno al principe Aladdin e più al perfido Jafar, ma queste son quisquiglie di poco conto).

Un po’ come io vado sul sito di Leroy Merlin a confrontare i parquet per la mia casa, le genti confrontano maschi da frequentare.

Io inserisco il filtro per selezionare il colore del legno, lo spessore e la resistenza al calpestio; alla misma manera e peraltro con il medesimo slancio emotivo, si può andare su Tinder e scegliere dal catalogo on line di esseri umani disponibili per la riproduzione, filtrando i parametri che più ci interessano: posizione, distanza, età e identità di genere.

Deve esser un’esperienza emozionante e chissà quale soddisfazione proveranno gli uomini nel riuscire nell’epica impresa di conquistare una donna che si presenta già disponibile, ed in saldo, su un sito di incontri, con questo originalissimo corteggiamento che si basa sullo scambio di cuoricini virtuali, sinonimi di apprezzamento reciproco.

Tra 50 anni nessuno ci chiederà più cose del tipo “Come vi siete conosciuti?” perché tutti risponderanno con un freddissimo “abbiamo fatto match su Tinder”.

Che meraviglia: adoro quando il destino mette insieme i pezzi affinché due anime gemelle nate per star insieme finiscano inevitalmente per unirsi.

Ma tant’è.

Siamo appena sopravvissuti ad un periodo di pandemia, capisco che grandi altre occasioni per i single di incontrar gente non ce ne siano state.

Restava giusto l’opzione il proporre al commesso del negozio di frutta e verdura del tuo paesello, se voleva venire a casa tua per una “speciale consegna a domicilio” di carciofo emiliano, oppure per le amanti dei camici bianchi, provare a sentire se il farmacista era interessato a fare un tampone naso faringeo direttamente à la maison… ma insomma, comprendo che ci voglia della fantasia, un po’di spirito di iniziativa, e peraltro la fortuna di incappare in soggetti che lavorano al pubblico presentabili.

App quali Tinder e Just eat son decisamente piu comode e veloci. Manzo per cena? Direttamente dal divano di casa con un click, apri l’una o l’altra app a seconda del tipo di smania.

Vorrei soltanto  vantarmi con voi del fatto che, nonostante il mio farmacista sia palesemente omosessuale non dichiarato ed il mio fruttivendolo di fiducia abbia una struttura fisica assimilabile ad una Madia dei primi del ‘900, non ho ceduto alla tentazione di scaricare app di incontri ma, dopo la recente scoperta di Gleeden, l’app dedicata alle “relazioni scoperecce” (Cit. Franca Leosini) tra persone rigorosamente sposate di cui vi ho parlato qualche settimana fa nel mio articolo (ecco il link per chi se lo fosse perso: https://www.wipradio.it/2021/03/30/tempi-duri-per-chi-cha-lamante-o-forse-no/ ) l’argomento delle app di dating mi ha rapita, per questa ragione mi son documentata e condivido con voi le recenti scoperte.

Al primo posto delle app di dating che non scaricherei mai nella vita habemus l’elitaria “Sugardaddy” che si rivolge ai più maturi.

No ragazze, non vi illudete, non parlo di ex bamboccioni che hanno finalmente trovato una linea da seguire nella vita, intelligenti, responsabili, fedeli e con la testa sulle spalle. No, si parla solo di gente che ha superato i 60 anni, che si definiscono “maturi” perché “attempati” suonava meno classy.

L’app in questione, si rivolge a “gli uomini maturi che hanno successo nella vita e nel lavoro”  e che cercano un mezzo rapido e affidabile per fare incontri mirati senza perdite di tempo e di denaro”. Questa la descrizione riportata sul sito.

Ed io non ho capito esattamente se cercano una compagna o se invece stanno cercando un tassista che li porti celermente dal Dottore commercialista di fiducia che deve risolvere un problema per l’emissione di una fattura in regime di tassazione agevolata, possibilmente gratis.

Traduco in linguaggio a noi donne piu comprensibile: app per uomini vecchi e viziati, forse con del grano (o che fingono di averlo) che cercano una scappatella senza tante rotture di maroni, possibilmente senza dover andare a mignotte perché può esser scocciante poi dover portar la macchina al Lavacar.

Ergo, se ancora doveste aver dei dubbi: Mettetela sotto sale piuttosto.

Peraltro il sito specifica che “uno Sugar Daddy è interessato a donne divertenti, intelligenti, educate e di buone maniere, in grado di sostenere una conversazione con ospiti di riguardo.” E ancora “Uno Sugar Daddy non ha tempo per risolvere eventuali contrattempi. Egli desidera tranquillità e relax. Pertanto, la ragazza ideale deve avere uno stile di vita sano e discreto; ha l’obbligo di non assumere droghe o intrattenere rapporti con persone pericolose. Inoltre, deve condurre una vita normale e tranquilla, lontano da occhi indiscreti”

Io vorrei dire due cose: ma perché in genere la gente cerca donne noiose, stolte, maleducate, incapaci di sostenere una conversazione e che nascondono buste di droga nei porta assorbenti Nuvenia? Ed ancora, non ho capito quale sarebbe la reason why una ragazza giovane, intelligente, divertente con buone maniere e che non si è bruciata tutti i neuroni sniffando cocaina, dovrebbe frequentare voi bavosi, gratis peraltro?

Inizio a pensare di aver mal interpretato il riferimento “Dad” presente nel nome dell’app.

Verosimilmente non si riferiva a “dad” nel senso di padre, bensì nel senso di “didattica a distanza” di cui gli SugarDad avrebbero decisamente bisogno affinchè possano chiudersi in un mutismo  mistico e possibilmente estinguersi senza lasciare traccia alcuna del loro inutile passaggio sulla terra.

Al numero 2 delle app di dating da non scaricare mai abbiamo lei: “Loovo” che invece si rivolge ai lavativi.

Questa infatti, oltre ad essere un’app perfetta per i lockdown, calza a fagiuolo anche per quei pelandroni che non solo non hanno voglia di andare in giro per trovare una femmina da accoppiamento e preferiscono far tutto online, ma che, per giunta, fanno pure fatica a scendere il pianerottolo di casa e che cercano incontri nel vicinato perché pidocchiosi, non vogliono spender soldi in benzina, nonostante abbiano installato l’impianto a metano sulla nuova panda fiammante.

Lovoo difatti consente di reperire pretendenti, udite udite, che risiedono nel circondario. L’app è infatti dotata di una funzione radar, proprio come quelli presenti nelle centrali militari aereonautiche e che servono per identificare i possibili missili in arrivo.

Questo radar qua ci mostrerà l’esatta geolocalizzazione dei casi umani disponibili sul mercato, in modo da poter fare anche un’analisi preventiva ed accurata della spesa media a tratta e del tempo medio di percorrenza in caso di traffico moderato per raggiungere il/la fortunato/a citrullo/a.

Unica ragione valida per scaricare Loovo potrebbe esser quella di usarla con la funzione contraria rispetto a quella per la quale è stata concepita: ossia per verificare meticolosamente tutte le persone da evitare nel comprensorio.

Al terzo posto, the last but not the least, la mia preferita: Il Tinder per cattolici.

L’app in verità si chiama “Amicizie Cattoliche”, nella home page anziché il viscidone 60enne di SugarDaddy, troviamo la foto di una comitiva che si scatta un selfie, in procinto di salire sull’autobus blu per andare a visitare la Cappella della Madonna di Vitaleta a San Quirico d’orcia, armati di chitarra per cantare tutti insieme in coro “Osanna eh!”.

Apparentemente è più educata e galante delle precedenti e gli uomini possono inviare mazzi di fiori virtuali anziché i dozzinali cuoricini di Tinder e le donne possono addirittura rispondere con un “sorriso accattivante” (vi giuro che non me le sto inventando ma che son veramente le possibili interazioni previste dall’app).

Non so se in fase di iscrizione oltre a nome, cognome, data di nascita e sesso ti venga richiesta pure la data dell’ultima ostia trangugiata o dell’ultima omelia cui abbiamo assistito.. ma.. devo dire che, dopo una fase iniziale in cui mi è venuto spontaneo riderci su, poi ci ho pensato e mi son detta: “ma alla fine, in questo mondo di allupati infedeli, ben venga trovare un bravo ragazzo, single che abbia voglia di metter su famiglia e che creda nel valore del matrimonio piuttosto che ragazzotto che va alla ricerca di una a cui dar due randellate con il radar di Loovo per risparmiare il pedaggio dell’autostrada.. no?”

Mi stavo quasi convincendo, fin quando son inciampata nella sezione testimonianze del sito:Va be dai.

Ce stanno a coglionà.

Attendo con ansia il sito dedicato agli incontri on line tra pettinatori di acciughe ed asciugatori di scogli professionisti, poi prometto che mi lancio anche io nel fantastico mondo delle app di dating!

 

Giulia Rossi

Giulia Rossi

Chiacchierona, fantasiosa e precisetti. Le interessa tutto e non si specializza in niente. Non ha ancora trovato la sua strada forse perché semplicemente UNA strada non c'è.

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