Goodbye 2020, ci mancherai… ma anche no!

Goodbye 2020, ci mancherai… ma anche no!

Ciao a tutti e bentornati per questo primo intervento del nuovo anno! L’attimo di felicità di oggi è la fine di ‘sto 2020 incasinato, ma cercherò anche di infondervi una ventata di ottimismo nel futuro dando fiducia al neonato 2021. Sarà una puntata breve, detto tra noi sono ancora brilla da capodanno e vado a risparmio energetico in questi giorni, credo mi comprendiate bene.

UN ANNO INDIMENTICABILE… SEEE, VABBE’

Sembrava impossibile ma è successo: il 2020 è finito, trapassato, stecchito, ce lo siamo tolti dalle palle! Capitano anni più fortunati, altri più difficili, quello appena trascorso credo sia stato un anno di merda più o meno per tutti, a livello globale. Per me lo è stato sicuramente, un anno del cavolo, vi basti sapere che alla mezzanotte del 31 avrei voluto fare qualcosa di epico, tipo un’orgia collettiva in piazza o bermi alla goccia un barile di whisky, il che vi farà capire che sentimenti amorevoli provo per l’anno passato. Manco siamo riusciti a festeggiare degnamente la sua dipartita, a casa col coprifuoco, niente cene nei ristoranti, niente scorribande alcoliche con gli amici, niente di niente. Tanto per intenderci, se il 2020 fosse una birra, sarebbe una birra analcolica. Se fosse una pizza, sarebbe quella con l’ananas. Se fosse un wc, sarebbe quello intasato. Credo di aver reso l’idea…

NON TUTTE LE CIAMBELLE ESCONO COL BUCO

Dicevamo, un anno di merda. Del resto, io nelle prime ore del 2020 ho vomitato sul tappeto di casa mia, esatto, proprio su quel tappeto “che dava un tono all’ambiente”. Con un inizio così, non potevo aspettarmi altro. Ma guardandomi intorno pare non sia andata alla grande nemmeno a tanti altri, forse neanche a voi. Alcuni progetti sono naufragati, molti equilibri si sono rotti, se proprio vogliamo essere ottimisti possiamo dire che questa situazione ha lasciato spazio a nuove opportunità, al brivido dell’improvvisazione di fronte all’imprevisto. Abbiamo trovato nuove risorse dentro di noi, più o meno. Il tutto con una pandemia globale di sottofondo, ci siamo fatti mancare giusto l’invasione degli zombie e la fine del mondo. E’ stato un anno “eterno”, pure bisestile, altro che 366 giorni, sembra durato il triplo… e finalmente è finito, andato in pensione, per lasciare spazio al nuovo anno carico di buone speranze.

Non per vantarmi ma in casa mia anche il calendario ha un certo stile…

I BUONI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO

Ogni anno, a cavallo tra dicembre e gennaio, in molti stilano la lista dei buoni propositi per l’anno nuovo: è una delle cose che abbiamo fatto tutti, almeno una volta nella vita, se lo negate mentite sapendo di mentire. E soprattutto quest’anno, con tutto ciò che è successo nei mesi scorsi, le aspettative per un anno migliore sono molto alte. Oddio, non che ci voglia molto, visto il 2020 funesto appena trascorso. Comunque: ci si ripromette di andare regolarmente in palestra, mettere da parte qualche soldo, smettere di fumare, c’è chi vuole mettere su famiglia, acquistare una nuova auto, cambiare lavoro… Più svariate altre faccende personali, ben sapendo che alcune saranno rimandate nel corso dei mesi fino ad arrivare intonse a un nuovo capodanno. E’ il ciclo della vita, la ruota dell’anno che gira. Che vengano portati a termine o meno, forse ciò che conta di più è continuare a crederci, tramite un continuo lavoro su se stessi per avvicinarsi il più possibile al traguardo desiderato.

E QUINDI?

Per quanto riguarda me, a dire il vero, non amo molto questa cosa delle liste. O meglio, con i buoni propositi mi ci soffio il naso: preferisco pensare ai tanti desideri che mi girano per la testa, ai sogni da tirare fuori dal cassetto. Mi piace visualizzarli come se fossero già realizzati, anche delle scemate per dire, non devono necessariamente essere cose epiche. Lo ammetto, non è un metodo infallibile, alcuni si realizzano, altri no. Tant’è che in questo momento di galleggiamento sugli eventi ed equilibrio molto precario, non so neanche io cosa aspettarmi dall’anno nuovo, o cosa desiderare. E ‘sticazzi, direte voi, benvenuta nel club. Forse alcune cose ci sono, però: essere felice, che le persone che amo stiano sempre bene, continuare a brindare e rockeggiare con i miei amici di sempre e con chi si incontra strada facendo, danzare come se non ci fosse un domani, sia per il mio lavoro, che adoro, sia ai concerti, pestare sulla batteria sempre meglio e sempre più forte, viaggiare e andare a zonzo con lo zaino in spalla scoprendo posti nuovi, essere felice l’ho già detto?, ridere tantissimo e abbracciare tutti. Cose banali insomma, ma che dopo il malefico 2020 si apprezzano ancora di più. E per il resto… boh, si vedrà. E voi amici, ditemi di voi, che cosa desiderate? Amore? Lavoro? Fortuna? Che riprendano i concerti e la musica dal vivo? Caro 2021, vedi di fare il bravo porca paletta!

Cheers!

Per oggi vi saluto qui. Vado a fare l’ennesimo brindisi di buena suerte. Se avete piacere, scrivetemi cosa vi aspettate dall’anno nuovo, farò un “cheers” beneaugurale per voi. Spero che quest’anno porti tanta felicità, ricchi premi e cotillons a tutti noi. Come sempre, vi abbraccio e vi aspetto qui tra due settimane.

Ps: spero abbiate colto tutti la citazione del tappeto, cari amici. Se così non fosse, avete dei seri problemi. Uno di questi è facilmente risolvibile guardando “Il Grande Lebowsky” con un White Russian in mano.

Pps: per dovere di cronaca, il tappeto in questione era nuovo, aveva appena due mesi di vita, ed era proprio bello, con una magnifica sfumatura turchese. Chiaramente lo buttai e andai ad acquistarne subito un altro, scoprendo che il suddetto tappeto era inspiegabilmente fuori produzione, a tempo record. Già da quello avrei dovuto capire tante cose sul 2020, che si rivelarono nei mesi a seguire. Tutto il resto è sfiga e pandemia.

 

Chiara Cassani

Chiara Cassani

Maestra di danza orientale e floriterapeuta, suona la batteria in un gruppo metal femminile: le Obsydian Shiver. Le piace leggere, ascoltare musica rock e punk, e degustare birre con gli amici più cari. Abita con una gatta in una mansarda davanti al mare.

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