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Lennon80. Un concerto in streaming per sostenere la musica e celebrare un mito

Lennon80. Un concerto in streaming per sostenere la musica e celebrare un mito

Lennon80. Un concerto in streaming per sostenere la musica e celebrare un mito

Amici di “Non è buio ancora”! Purtroppo, le maglie delle restrizioni causa Covid si sono fatte ancora più strette. Il mondo della cultura si trova impantanato in un terribile déjà-vu senza nemmeno aver potuto fiatare un singolo e stentato respiro.

Ora come non mai urgono soluzioni creative per sviluppare un modello di fruizione della cultura inedito. Siamo più volte giunti a conclusione che una forma surrogata all’esperienza fisica di uno spettacolo dal vivo non ha condizioni di esistenza. Si mostra però necessario lavorare in funzione di una ripartenza, permettendo al contempo a tutti coloro che lavorano nel settore di continuare a fare il proprio mestiere.

In questi giorni, ad esempio, si contano molteplici esperimenti di concerti o veri e propri festival musicali in streaming. Oggi vi parlo di Lennon80, evento di apertura della Milano Music Week 2020, che quest’anno giocoforza si terrà interamente online.

Lennon80

Lennon80Domani, lunedì 16 novembre, dalle 20, in diretta dal Fabrique di Milano, si svolgerà un concerto tributo per gli 80 anni dalla nascita e i 40 dalla prematura scomparsa dell’ex-Beatle. Le circa tre ore di live saranno trasmesse in streaming previo acquisto del biglietto (qui il link), al costo di circa 10 euro. Tutto il ricavato, coperti i costi di produzione, di IVA e di Siae, sarà interamente devoluto al Fondo Covid-19 Sosteniamo la Musica, a beneficio dei lavoratori dello spettacolo.

La resident band che farà rivivere il ricco canzoniere di Lennon sarà composta da: Roberto Angelini (Propaganda Live), Gianluca de Rubertis (Il Genio), Roberto Dell’Era (Afterhours, The Winstons), Danysol, Sebastiano Forte, Walzer, Enrico Gabrielli (Calibro 35, PJ Harvey), Lino Gitto (The Winstons) e Andrea Pesce (Tiromancino).

In line-up si avvicenderanno:

  • Morgan;
  • Arisa;
  • Selton;
  • Noemi,
  • Federico Poggipollini (storico chitarrista di Ligabue);
  • Cristiano Godano (Marlene Kuntz);
  • Dente;
  • Omar Pedrini;
  • Ketama126;
  • Galeffi;
  • Leo Pari;
  • Camilla Magli;
  • Filippo Graziani (figlio di Ivan).

La conduzione sarà di Lodovica Comello.

Insomma, sarà un’ottima occasione per ascoltare della buona musica – suonata da grandi professionisti –, contribuendo fattivamente ad una causa importante.

Le parole-manifesto degli organizzatori

Di seguito, le parole di alcuni organizzatori (Danysol, Roberto Dellera, Lino Gitto, Andrea Pesce).

È un momento prezioso per fare qualcosa con il suono.
Celebrare una figura come quella di John Lennon ci mette davanti ad una richiesta di V E R I T À.
La musica è un fatto aggregante e disgregante, un gioco dei sensi, l’incipit della storia popolare
e delle rivoluzioni culturali.
Noi vogliamo raccontare di una storia rock’n’roll.
Quella di John Lennon.
Oggi avrebbe avuto 80 anni, ma il suo pensiero è così contemporaneo che
il tempo non è un ostacolo.
John Lennon è stato il cuore di una generazione, capace di influenzare la musica, il costume, la
politica e ancora oggi è una solida ispirazione.
Spontaneo, avanguardista, fuori dal coro, costantemente presente,
John è l’uomo che ha trasformato il significato della parola L O V E.

Questa parola è il motivo per cui stiamo realizzando tutto questo.
Per noi, che facciamo M U S I C A, in un momento forzatamente silenzioso.
Per chi ascolta, in questa stagione di distanza per tutti.
Non si può pensare ad una vita senza musica.
Saliamo su un palco per sostenere, dare voce e luce a tutti coloro che lavorano in questo settore
ora, più che mai, immeritatamente sommerso.
Questo è un progetto coraggioso, nel quale abbiamo messo tutta la nostra passione per
comunicare quanto l’ A R T E e la C U L T U R A siano un dono e una fondamentale fonte
di arricchimento e costante rinascita.

 

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Autore del Post

Simone Gasparoni

Classe 1995, studio Filosofia all'Università di Pisa. Allievo ortodosso di Socrate, ho sempre pensato che le parole siano roba troppo seria per abusarne (lo so, lo so, detta così sembra una scusa degna del miglior cerchiobottismo, per dirla in gergo giornalistico). Romantico per vocazione, misantropo per induzione. Attualmente, in via di riconciliazione con il genere umano attraverso la musica, l'arte, la cultura. Per ora, sembrano buone vie. Oltre che all'Unipi, potete trovarmi in giro in qualche locale o teatro a strimpellare la tastiera. O, con più probabilità, a casa mia. P.S. Ecco, l'ho già fatta troppo lunga...

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