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Recensione “Il cervo della rivoluzione”, Zvan Matt

Recensione “Il cervo della rivoluzione”, Zvan Matt

Il cervo della rivoluzioneIL CERVO DELLA RIVOLUZIONE

di ZvannMatt

 

Editore: Independently published

Pagine: 281

 

SINOSSI. “Il romanzo è ambientato in Italia. All’apertura del volume, ci troviamo a Bologna nell’opaca penombra della stanza di Giovanni che si ridesta da una delle sue Reminiscenze. Giovanni torna dall’altrove della reminiscenza e recupera la memoria. Nel suo presente c’è un calice amaro da affrontare: la tragica fine del suo amico Luca. Assieme a Sergio, si reca dalla moglie di Luca, Franca, a fare le condoglianze. Proprio a casa di Franca, inizia il nuovo loop di un’altra lunghissima Reminiscenza. È così che scopriamo che le Reminiscenze sono le porte di un’intercapedine quantica che accede ad un universo parallelo che si sovrappone al nostro. Nell’universo parallelo che si sta muovendo col nostro, il protagonista è Roberto, un ex agente segreto impegnato nella costruzione un piano per una società parallela basata sulla verità. E scopriamo che in quello stesso momento, nella Bologna di Roberto, non in quella di Giovanni, Mogol e Vasco stanno preparando il “Convegno contro l’Oppressione del Futuro” ed il Megaconcerto, dove Vasco esploderà con il suo rock a dare senso e parole all’oppressione della gente. Al termine del concerto di Vasco, la Reminiscenza finisce e il loop ritorna al lato dell’universo di Giovanni. Dopo le condoglianze a Franca, ora, occorre affrontare i riti funebri per Luca e parlare con Franca e gli amici della visione orribile del futuro senza Luca. E di cosa significa perdere con Luca quella coraggiosa ingenuità che aveva sempre resa bella la vita. Ma, il loop quantico è destinato a ricominciare. Giovanni verrà assorbito nuovamente dall’universo di Roberto e tu sei pronto? “Sappi che in un mondo fatto di menzogne, le persone hanno il diritto di costruire una ‘società parallela fatta di verità. Perché un altro mondo è possibile.”

 

RECENSIONE.

Non ti impensierire di abbandonare per un pò le cose che hai intorno. Lascia che il mondo, fuori, rumoreggi… non curartene, può fare a meno di te, per un pò.

Il protagonista di queste pagine si chiama Giovanni Bergamini, vive a Bologna e conduce una normale vita da impiegato pubblico. Già lo so: stai pensando ad una vita tranquilla, quasi piatta… Invece, mio caro lettore, dovrai ricrederti perché “Le Reminescenze sono la risposta”.
Giovanni, cercando di gestire la sua vita e il trauma causato dal suicidio del suo miglior amico d’infanzia Luca, deve dare udienza anche alle Reminescenze ovvero momenti in cui la vista di Giovanni si vela con un’incerta garza bluastra, dietro la quale iniziano ad accadere cose, avvenimenti che riguardano delle persone che sono collegate tra loro, con Giovanni… e con te.

Ah, forse l’hai capito da solo: quando iniziano le reminescenze, io non posso sottrarmi: mi immobilizzo, o comunque divento cieco e sordo a quello che accade all’esterno. Non serve prendere un caffè o cercare di far finta di niente.

Attraverso Giovanni e le sue reminescenze, conosciamo il suo alter-ego Roberto: Un ex agente segreto che ha come obiettivo la costruzione di una società basata sulla giustizia e la verità, aspettando il “momento giusto per il suo piano”.
L’autore de Il cervo della rivoluzione racconta al lettore una storia su più livelli e dimensioni collegati tra loro e su più tempi storici, basata alcune volte su eventi che attraversano varie tematiche accadute realmente e alcune volte sono frutto di fantasia, ma senza ombra di dubbio si comprende che dietro questa narrazione c’è un grande studio della storia del tempo.

Succede che Roberto ci fa conoscere il suo mondo un pezzo per volta, ci fa immergere interamente nel momento che ha scelto e poi ci porta altrove. E sceglie l’altrove con logica sua… senza spiegazioni… e ci dobbiamo adattare.

Questo racconto è basato su universi paralleli (che molto spesso si intersecano), universi che vengono riconosciuti dal lettore in due modi: Giovanni racconta la sua storia al tempo presente e stabilisce un legame diretto con il suo lettore, interrogandolo nei capitoli che gli riguardano; mentre riconosciamo i capitoli che riguardano le reminescenze attraverso l’uso del corsivo. Questa differenziazione aiuta moltissimo il lettore nel seguire la trama che, nonostante sia piacevole e ben scritta, risulta (a causa della sua stratificazione data dai più livelli del contesto) un pochino difficoltosa; E’ sicuramente una lettura dove il lettore apprende una serie di informazioni che lo portano ad immaginare una teoria, idee di ogni genere.

Roberto è stato generoso, ci ha fatto vedere un sacco di cose. Tuttavia, sento che manca qualcosa. Questa vicenda, quella del convegno a Bologna, non spiega tutto… non spiega il piano… non spiega cosa c’entro io con Roberto… e cosa c’entri tu.

Quello che Giovanni e Roberto ci dicono, è che l’intercapedine quantica è sempre aperta e la storia è destinata ad essere un loop senza fine. Ed è destinato a ricominciare.

Roberto ci chiama. Ci sei? Lo senti Roberto chiede di nuovo la tua attrazione? E, allora, andiamo, seguiamo la corrente.

 

 

Buona Lettura a tutti!

 

Rachele.

 

 

Ps. “Sappi che in un mondo fatto di menzogne, le persone hanno il diritto di costruire una ‘società parallela fatta di verità. Perché un altro mondo è possibile.”  Io Azzardo forte (forse): Che Il cervo della Rivoluzione voglia dirci che una rivoluzione è possibile?

 

 

 

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Rachele Bini

Rachele, 29 anni. Una, Nessuna, centomila. Aspirante Giornalista, scrive per "Il Tirreno". Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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