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Viaggiare con i libri

Viaggiare con i libri

Viaggiare con i libri

Poco è cambiato dal mio ultimo post…stiamo ancora vivendo in questo strano tempo costellato di paure, insicurezze e, in alcuni casi, solitudine. L’incertezza sulla durata di questa reclusione globale lascia poco spazio a progetti per il futuro a breve e medio termine, e tantomeno al pensiero di poter tornare presto a viaggiare.

Ma se non possiamo ancora spostarci in senso fisico, nessun virus ci impedisce di farlo con la fantasia: e quale miglior modo di volare fuori da casa con il pensiero, se non con una storia?

Vorrei condividere con voi tre libri, totalmente diversi fra loro per trama, stile e narrazione, ma con in comune il grande tema del viaggio.

 

“Viaggio in Portogallo”,  José Saramago

viaggiare con i libri   Il Premio Nobel per la letteratura Saramago ci racconta il suo viaggio attraverso il Portogallo, parlando di sé in terza persona, e ci offre subito una chiave importantissima per comprendere la sua esperienza: la differenza fra turista e viaggiatore. Il viaggiatore scopre, il turista trova. Il viaggiatore è sempre combattuto tra il voler vedere tutto e l’aggrapparsi ad ogni luogo, instancabilmente si pone domande in una continua ricerca di strade, paesi, monumenti, paesaggi, cercando di vedere oltre ogni metaforica porta chiusa che incontra lungo il cammino, forzandola in nome della conoscenza.

Saramago ci invita a tornare dove siamo già stati, per tracciarvi nuovi sentieri, per osservarli con occhi nuovi: con il sole ciò che si è visto con la pioggia, di giorno quel che si è visto di notte, d’estate quel che si è visto in inverno.

Ma il messaggio più importante che questo libro vuole donarci è: dove finisce un viaggio, ne inizia un altro. Il viaggio non finisce mai.

 

“Le avventure di Huckleberry Finn”, Mark Twain

    Inutile dire che tutta la narrativa moderna americana ha un insanabile debito con Twain. Il linguaggio dei suoi personaggi, diretto e gergale, di fatto E’ i suoi personaggi.

Dopo Tom Sawyer, è attraverso gli occhi del giovanissimo e teppistello Huck Finn, dal pensiero realista e lo spirito ribelle, che rifiuta regole e imposizioni, e di Jim, l’uomo di colore fuggito alla schiavitù, che scopriamo il maestoso Mississipi e le sue rive, percorrendolo su una zattera grazie alla quale potremo incontrare personaggi eccentrici e vivere impensabili avventure.

Mi ha molto colpita il fatto che Twain, da grande innovatore, almeno in un’occasione fa parlare in rima lo schiavo nero Jim, in quella che probabilmente è una delle prime tracce scritte del rap, che sembra essere nato come forma di racconto orale in rima proprio tra i raccoglitori di cotone delle piantagioni del Sud degli Stati Uniti.

Questo libro non è solo la storia di un ragazzino e del suo viaggio, ma anche quella di un fiume, dell’America e della Libertà.

 

“Nel mare ci sono i coccodrilli”, Fabio Geda

viaggiare con i libri   “Nel mare ci sono i coccodrilli” è la storia vera, purtroppo ancora terribilmente attuale, di Enaiatollah Akbari, un bambino fuggito dall’Afghanistan e dalle persecuzioni dei talebani attraverso Pakistan, Iran, Turchia e Grecia, fino all’arrivo in Italia, raccontata sì con profondità, ma anche con leggerezza, delicatezza, senza odio né retorica. Nel suo lungo viaggio verso la libertà, Enaiatollah conoscerà l’odio e la discriminazione verso di lui e quelli come lui, i pericoli e la paura, ma anche la gentilezza disinteressata di alcune, rare persone, che gli offriranno una via d’uscita quando la sua strada sembrava ormai segnata dall’oblio. Il lavoro nei cantieri, la vendita di merce per strada, il percorso attraverso le impervie montagne dell’Iran fino alle coste turche, il ragazzino diventa per noi un testimone d’eccezione di una realtà che il mondo sembra non voler vedere.

E su una spiaggia della Turchia, con due coetanei, Enaiatollah sogna la Grecia: con un canotto, i tre decidono di affrontare il mare. Nella loro ingenuità di bambini,  pensano che il pericolo non siano solo le onde contro la loro imbarcazione di fortuna, ma quello, evidentemente infondato, di essere attaccati dai coccodrilli.

Enaiatollah, contro ogni previsione, vince la sua battaglia per la libertà: un miracolo, a simbolo del fatto che anche una sfida impossibile può essere vinta.

Autore del Post

Laura Lippi

Fiorentina di nascita, randagia per natura, viaggia low cost in solitaria dall’età di 4 anni quando, con un peluche come unico bagaglio, ha sconfinato nel cortile dei vicini “per vedere cosa c’è più in là”. E non ha mai smesso.

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