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AL RISTORANTE IN SOLITARIA: COME SUPERARE IL TRAUMA!

AL RISTORANTE IN SOLITARIA: COME SUPERARE IL TRAUMA!

AL RISTORANTE IN SOLITARIA: COME SUPERARE IL

TRAUMA!

Andare al ristorante da soli è una delle cose che mi spaventava di più i primi tempi del mio viaggiare in solitaria. Entrare in solitudine in un luogo che per sua natura rappresenta la convivialità può essere imbarazzante: il cameriere che chiede “Quanti siete?” e tu che devi rispondere “Solo io, grazie” può essere davvero, soprattutto alla lunga, un po’ traumatico. Cosa penserà il cameriere? Che non ho amici? Che sono stata mollata dal fidanzato? Che qualcuno mi ha dato buca? Ecco, il cameriere pensa che sia un caso umano.

 

Per questo motivo spesso mi limitavo a comprare da mangiare e a consumarlo in ostello o in albergo, in una vera solitaria intimità.

Ma perché privarsi del piacere di mangiare in un bel posto, in mezzo alla gente, anche se non la si conosce? Perché rinunciare a conoscere un luogo anche attraverso i suoi ristoranti e i suoi locali?

 

Ecco alcuni trucchi per superare l’imbarazzo e godersi il cibo in solitaria!

  • Scegliere locali piccoli, che più facilmente ospitano altri avventori solitari.
  • Chiedere un tavolo con vista sull’esterno: dato che il nostro interlocutore è invisibile, è preferibile mangiare godendosi il panorama piuttosto che incrociare continuamente lo sguardo dei commensali del tavolo vicino.
  • Avere con noi un libro, una rivista, un quaderno: saranno un’ottima distrazione durante l’attesa delle portate.
  • Guardarsi intorno: non essere “costretti” in una conversazione ci permette di osservare quello che ci circonda. E gli aspetti culturali e antropologici di un luogo come un ristorante non sono da sottovalutare!
  • Parlare con gli altri. Perché, come già scritto in passato, essere da soli facilita la possibilità di fare conoscenze. Che siano il cameriere o altri clienti, se siamo nel giusto mood anche un pranzo da soli può essere un’occasione per fare nuove amicizie.
  • Pensare che stiamo facendo qualcosa che molti non hanno il coraggio di fare. Con il passare del tempo il mio imbarazzo si è trasformato in forza e ormai mi siedo da sola e ordino quasi con orgoglio!

Se poi per affrontare questo piccolo trauma avete bisogno di un aiutino, la soluzione esiste ed è stata pensata ad Amsterdam: si chiama Eenmal (che significa più o meno “una porzione”) esperimento temporaneo di ristoranti dove si può mangiare soltanto in solitaria!

Per ora l’idea ha preso forma, anche se solo con locali temporanei, anche a Londra e New York. Chissà che non possa essere una nuova forma di offerta di ristorazione del futuro…di sicuro amo la convivialità, ma non escludo che Eenmal possa essere la risposta alle esigenze di molti: viaggiatori solitari, lavoratori di passaggio o semplicemente per chi ha voglia di mangiare bene senza sentirsi obbligati a noiose conversazioni!

 

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AL RISTORANTE IN SOLITARIA: COME SUPERARE IL TRAUMA! by Laura Lippi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 4.0 International
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Autore del Post

Laura Lippi

Fiorentina di nascita, randagia per natura, viaggia low cost in solitaria dall’età di 4 anni quando, con un peluche come unico bagaglio, ha sconfinato nel cortile dei vicini “per vedere cosa c’è più in là”. E non ha mai smesso.

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