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La Fanciulla del West apre il 65° Festival Puccini

La Fanciulla del West apre il 65° Festival Puccini

La Fanciulla del West apre il 65° Festival Puccini

Appuntamento per stasera – 12 luglio – ore 21.15, a Torre del Lago (Viareggio), nella splendida arena incastonata dal verde del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. A inaugurare la stagione, La Fanciulla del West, una delle ultime opere di Puccini, terminata nel luglio del 1910 e rappresentata per la prima volta nel dicembre dello stesso anno al Metropolitan di New York, con la direzione di Arturo Toscanini. Dell’opera, che torna a Torre del Lago dopo la messa in scena celebrativa del suo centenario nel 2010, firma la regia Renzo Giacchieri, che si avvale per l’allestimento della sapienza artigiana dei maestri del Carnevale di Viareggio. Sul podio dell’Orchestra della Toscana la presenza esperta del M° Alberto Veronesi, riconosciuto interprete della letteratura pucciniana. Protagonista l’acclamato soprano Maria Guleghina, al suo debutto nel ruolo di Minnie. Insomma, una rappresentazione all’insegna della fedeltà e della tradizione, che saprà rendere giustizia allo spirito dell’opera.

American Girl

Andremo in scena con 6 titoli del Maestro, di cui 2 meno conosciuti: La Fanciulla del West e Le Villi. Il nostro obiettivo è creare lo stesso seguito che ha avuto Turandot che, da opera quasi sconosciuta che era, ha incantato il pubblico ed è diventata una delle opere più rappresentate in tutti i maggiori teatri. Anche La Fanciulla ha le caratteristiche musicali e drammaturgiche per diventare un must.

Queste le parole del direttore d’orchestra Alberto Veronesi, a commento della presente edizione del Festival. Quella che Puccini compone per il pubblico americano, condivide con la Butterfly la stessa ricerca di linguaggi nuovi, di scenari esotici. C’è anche un altro punto di contatto: entrambe le opere prendono spunto da drammi di David Belasco: Puccini è prima rapito dalla storia giapponese a cui assiste al Duke Theatre di Londra nel 1900, poi, a New York, sette anni dopo, Belasco conferma la sua presa su di lui con il dramma The Girl of the Golden West, anche se, in questo caso, la gestazione dell’opera è più travagliata. Come succede con i grandi amori, Puccini ha bisogno di tempo per accorgersi e dare degna forma al sentimento che il nuovo soggetto gli ha suscitato.

Siamo in California, al tempo della febbre dell’oro. Qui la giovane Minnie gestisce una taverna, “La Polka”, i cui avventori offrono un fedele campionario di tutte le sfaccettature di cui si compone la vita vera. Contrasti, soprattutto. Sacro e profano; vizi, virtù; amore, disillusione; speranza, malinconia. Il tema cardine, quello che poi qualifica l’opera come lavoro di rottura, è però la redenzione, una redenzione possibile, terrena, immanente, che apre alla prospettiva – insolita nel teatro pucciniano – di un lieto fine, di una via d’uscita salvifica da un ambiente fatalmente ostile e soverchiante.

Buon Festival!

Per 30 anni (1891-1922), Puccini vive e trae ispirazione proprio dai luoghi dove adesso si svolge il Festival. Assistere ai suoi capolavori in questo contesto, genera un’atmosfera unica, da cui vi consiglio di lasciarvi incantare. Buon Pucciniano!

La Fanciulla del West apre il 65° Festival Puccini

Autore del Post

Simone Gasparoni

Classe 1995, studio Filosofia all'Università di Pisa. Allievo ortodosso di Socrate, ho sempre pensato che le parole siano roba troppo seria per abusarne (lo so, lo so, detta così sembra una scusa degna del miglior cerchiobottismo, per dirla in gergo giornalistico). Romantico per vocazione, misantropo per induzione. Attualmente, in via di riconciliazione con il genere umano attraverso la musica, l'arte, la cultura. Per ora, sembrano buone vie. Oltre che all'Unipi, potete trovarmi in giro in qualche locale o teatro a strimpellare la tastiera. O, con più probabilità, a casa mia. P.S. Ecco, l'ho già fatta troppo lunga...

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