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Il Labour inglese resiste ma non convince

Il Labour inglese resiste ma non convince

Sono diversi anni che si legge di “batosta dei laburisti inglesi”, dopo l’era blairiana conclusasi effettivamente con il governo dello scozzese Brown, il partito laburista inglese ha oltrepassato diversi appuntamenti elettorali inanellando qualche vittoria e molte sconfitte.

Dopo la sconfitta alle politiche del giovane Miliband il partito è stato conquistato dal “rosso” Corbyn, che ha rappresentato delle politiche molto identitarie, attraversando molte critiche interne e tentativi di disarcionamento, ma riuscendo comunque nonostante abbia contro la gran parte dei parlamentari labouristi a rimanere alla guida e ad essere probabilmente il candidato che sfiderà la May per la residenza al 10 di Downing Street il prossimo giugno.

L’ultimo decennio ha visto il tradizionale scenario politico inglese trasformarsi completamente con il rafforzamento dei partiti indipendentisti e nazionalisti, primo fra tutti quello scozzese che ha svuotato velocemente il serbatoio di voti scozzesi che tradizionalmente votavano per il labour, e la crescita esponenziale di altre forze politiche al di fuori del bipartitismo che ha governato l’Inghilterra per decenni, che sono riusciti a condizionare prepotentemente l’agenda politica del paese come dimostra il caso Ukip, che divenuto primo partito alle elezioni europee ha promosso e vinto lo storico referendum sull’uscita dalla Ue facendo cadere il governo Cameron e spostando i Tories su nette posizioni antieuropeiste.

Il partito labourista in questi anni ha perso molte delle sue roccaforti, alle ultime amministrative di qualche giorno fa non è riuscito a vincere (non accadeva dal 1980) a Glasgow, una delle città più importanti della Scozia, ed è sistematicamente arretrato in tante regioni un tempo favorevoli. C’è chi imputa tutte le responsabilità a Corbyn accusandolo di portare il partito ad una sconfitta certa a causa delle sue posizioni ritenute troppo estreme se non anacronistiche. Le critiche appaiono eccessive visto che comunque il Labour governa nelle grandi metropoli (Londra su tutte) e comunque si attesta secondo i sondaggi al 27% circa del consenso elettorale, che è sminuito di fronte al 40% della May ma rappresenta comunque uno dei più alti consensi di un partito di sinistra europeo (lo stesso Partito Democratico italiano si attesta attualmente secondo sondaggi su quella soglia). Certo è che la sinistra inglese non ha ancora saputo adattarsi al grande cambiamento culturale e sociale che ha modificato L’Europa e l’Inghilterra, abbandonata la terza via Blairiana (già abbandonata dagli elettori e dai suoi massimi teorici) forse la guida molto marcata di Corbyn rappresenterà un intramezzo verso una futura guida in grado di riportare la sinistra alla guida del paese.

Dario Fattorini

Dario Fattorini

Dario Fattorini, studente di giurisprudenza, consigliere comunale di Collesalvetti. Appassionato di geopolitica.

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