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Quando l’internet ci salvò dalla pirateria

Quando l’internet ci salvò dalla pirateria

Quando l’internet ci salvò dalla pirateria

L’internet è pieno di cose belle, è uno strumento utile per condividere esperienze, emozioni, conoscenza, informazioni…

Però come ogni cosa c’è un’altra faccia meno pulita, quindi oltre alle cose belle e farfallose ci sono i “revenge porn”, le truffe, la disinformazione e la Pirateria.

Ed è quest’ultima quella di cui voglio parlare, figlia di quell’internet che l’ha prima creata e poi combattuta.

pirateriaLa pirateria arriva da lontano, tutti ci ricordiamo il classico “vucumprà” con manate di giochi per la playstation e CD musicali con copertine improbabili confezionati in bustine di plastica dozzinali.

Per non parlare poi della pirateria digitale: esistono una marea di software per scaricare altro software illegalmente, andando a ritroso possiamo parlare di BitTorrent, eMule, Kazaa, Napster, giusto per citarne alcuni tra i più famosi.

Perché ci si affida alla pirateria?

C’è chi vuole fare il riBBelle anarchico e scarica programmi illegalmente per non dare soldi a una compagnia X.

C’è chi non trova un programma originale venduto nei negozi (cosa ormai normale, specialmente con i giochi per pc “antichi”) e cerca il suo tesoro su internet.

C’è anche chi non può permettersi di pagare un programma perché troppo costoso, un esempio può essere il dispendioso Adobe Photoshop, IL programma per fotoritocco, talmente famoso che ormai quando qualcosa ci sembra finto (come un fotomontaggio o un videomontaggio) si dice che è “photoshoppato” – parola derivata dalla totale ignoranza di chi frequenta il web, ma questa è un’altra storia -.

Si cavalca l’onda della pirateria anche per musica e film, più o meno per gli stessi motivi elencati qui sopra 8900_digitalmusic-660x350(ne parla anche Beppe Grillo in un suo spettacolo, finendo il pezzo attaccando gli elevati costi per un CD che – per usare un termine delicato – “contiene 3 brani dalla dubbia qualità”. Qui il link al VIDEO)
Le soluzioni tentate sono tante, dal blocco dei server dei siti che “spacciavano” materiale piratato a software nel software stesso che ne impediva l’utilizzo se piratato.

Queste soluzioni difficilmente hanno funzionato, però adesso c’è un trend – che personalmente mi piace un casino – che può funzionare alla grande se fatto a dovere.

Bastano giusto due nomi per capire a cosa mi riferisco: Spotify e Netflix.

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Spotify e Netflix sono due servizi di streaming, rispettivamente di Musica e Film/serie TV.

A differenza di iTunes però non si paga il singolo brano o la singola puntata, si paga un abbonamento mensile per avere TUTTO.

Prendiamo ad esempio Netflix: con 9€ al mese si possono vedere una marea di Film, documentari, serie TV, web series di qualità IN alta qualità, condividendo due profili con un solo account (quindi 4,50€ al mese)

Se vi sembrano comunque tanti soldi allora vi consiglio di perdere un minutino a riflettere con me:

Cos’è meglio, passare una giornata spulciando siti e/o files loschi, rischiando di incappare in un qualcosa di pessima qualità (un esempio classico sono i film registrati al cinema con la telecamera, con tanto di risate del pubblico) o in un virus rompicoglioni, aspettando ore per un singolo download (a meno che non facciate parte di quei maledetti privilegiati con la fibra ottica in casa) O pagare quattro euro e mezzo ed avere il lavoro già fatto in modo pulito, veloce ed efficace?

Ci butto dentro anche un racconto personale:

New-GirlAmo la serie New Girl, ma non avendo Sky non potevo seguirla a dovere. Ho iniziato a seguirla su un paio di siti di streaming (che è comunque pirateria), ma oltre alle millemila pubblicità e pagine con signorine per niente volgari che mangiavano il gelato (sostituire “signorine per niente volgari” con “pornostar” e “mangiavano il gelato” con “fellatio”) dovevo combattere con una qualità video pessima, la connessione che a volte fa i capricci e un’attesa incredibile per vedere la puntata successiva.

Poi un giorno ho messo Netflix e mi sono sparato tutte le serie in poco tempo in HD e senza rotture di coglioni per quanto riguarda pubblicità ecc.

Lo stesso succede con Spotify, che oltre a salvarmi dalle rotture di scatole precedentemente elencate mi salva pure lo spazio su PC o telefono, visto che non devo scaricare ogni canzone per ascoltarla quando mi pare (e mi basta ascoltare 30 secondi di pubblicità per tenermelo gratis, tra l’altro).

Quindi, considerando questi servizi online, vale davvero la pena oggi affidarsi alla pirateria?
Io dico di no. Voi?

Daniele Raddino

Daniele Raddino

Daniele Raddino, classe 1992. Fotografo in fase di crescita, quando ripone la reflex sperpera il tempo libero con uno strumento musicale o sull'internet, tra blog e video a caso. Adora il tiramisù, la musica di una volta e il suono vigoroso di un motore potente.

 Collabora con WiP Radio scrivendo in un blog, commentando - senza peli sulla lingua - il mondo che lo circonda grazie alla capacità d'osservazione acquisita durante le sue piccole avventure fotografiche quotidiane.

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