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Preparativi di viaggio: quell’insana passione per “la lista”

Il polmone di pietra

Il polmone di pietra

Lo confesso, sono curioso e de “Il Tirreno” leggo anche i trafiletti più nascosti, quelli che “non si sa mai”, perché il diavolo si nasconde nei particolari e poi la rete e i social network… Così mi sono imbattuto, in una delle tante cronache locali, in una notizia che vale più di cento dibattiti su cos’è la destra, cos’è la sinistra, come cantava il grande Giorgio Gaber. E per vissuto personale non ho potuto trattenere un piccolo moto di disgusto, subito represso dal mio “politicamente corretto” che va tanto di moda. L’ineffabile e miracolato ministro renziano del Lavoro Giuliano Poletti (Poletti chi? per parafrasare il nostro premier), che si vanta di essere di sinistra, in un convegno di partito che si è tenuto recentemente a Massa Marittima, nel passato uno dei più importanti centri minerari d’Italia, se non d’Europa, ha detto queste testuali parole: «dopo che sono state dismesse le miniere – ha detto Poletti – molti lavoratori in diverse zone d’Italia sono stati messi in pensione per silicosi, per poi scoprire che la silicosi non ce l’avevano affatto. La verità è che non potevano essere ricollocati nel mondo del lavoro e allora si è sistemato tutto mandandoli in pensione». Ecco finalmente abbiamo capito quale è la Casta: i minatori, categoria che ormai si pensava relegata nei racconti di Cronin, fra “le stelle stanno a guardare”. polmoneEbbene sì, sono loro che in questi decenni hanno mandato a picco l’Italia con le loro stellari pensioni, ecco i colpevoli del dissesto del nostro paese. Ora qualcuno poteva avvisare, almeno fra i presenti, l’ignorante ministro (nel senso che ignora, non mi permetterei mai in altro senso) che nessun minatore è andato in pensione per silicosi (ci ha provato dopo il sindacato a correggerlo), semmai dopo ha avuto una piccola pensione di invalidità per i danni irreversibili e progressivi provocati da questa malattia. E qui devo fare, mi scuserete, una piccola digressione per chi non sa cosa è la silicosi: questa malattia è contratta da chi ha lavorato per molti anni in ambienti malsani, pieni di polveri sottili (la polvere di silice in generale), come appunto le miniere dove, fino agli anni Sessanta e dopo in modo minore, c’era una forte presenza di polveri sospese che venivano inalate e si depositavano negli alveoli polmonari. Insomma nel polmone si sedimentavano le polveri, come strati geologici, il polmone diventava di pietra, minerale, rigido, era difficile respirare, si contraevano malattie dell’apparato respiratorio, c’era un progressivo senso di soffocamento fino alla morte, perché la silicosi, soprattutto nelle generazioni più vecchie, ha provocato centinaia e centinaia di vittime. E la silicosi si manifesta in modo pesante anche anni dopo che uno è andato in pensione. E siccome parlare in teoria può essere aleatorio, chiedo scusa se riporto un fatto personale: mio nonno minatore è morto di silicosi, quindi un privilegiato secondo il ministro Poletti e non è morto nell’Ottocento di Coketown di Dic
kens, ma alla fine degli anni Settanta. L’ho sentito per notti intere, soprattutto d’estate, tossire alla finestra, insonne, perché nel letto aveva un senso di soffocamento, l’ho visto morire di questo soffocamento un giorno di giugno. E al suo funerale gli ho portato la bandiera rossa, perché lui credeva nell’assurda utopia che un giorno nessuno sarebbe più dovuto morire per aver lavorato in una galleria di miniera o in una fabbrica. Tramontata più o meno giustamente l’utopia, resta la realtà di parole come quelle di Poletti al convegno di un partito che si definisce di sinistra, senza che quasi nessuno si sia alzato per dire al ministro che stava prendendo uno svarione (dico quasi perché uno sparuto militante ha avuto il coraggio di protestare sulla stampa, non nel partito). O forse il ministro lo ha detto consapevolmente, una verità dal sen fuggita, per dire una cosa di “destra” che rassicuri un certo elettorato. Immagino se un ministro dell’ex premier di Arcore avesse detto una cosa simile, Dio ne scampi! Invece silenzio quasi assoluto. Perché così vuole la modernità pseudo tecnocratica, mentre ci sono ancora centinaia e centinaia di operai silicotici che combattono ogni anno con la malattia. Ed è questo che distingue un politico di “destra” (per carità cristiana diciamo di “centro”) da uno di sinistra (per carità cristiana diciamo “riformista”). Altrimenti tutti i gatti son bigi e il Signor Ministro ha dimostrato di essere bigio parecchio.

Tiziano Arrigoni

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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