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BACK IN THE U.S.S.R. (Lennon-McCartney)

BACK IN THE U.S.S.R. (Lennon-McCartney)

Paul McCartney – voce, batteria, pianoforte
George Harrison – cori, chitarra solista
John Lennon – cori, basso

Staff tecnico
George Martin – produttore

 

 

 

 

 

Sono arrivato da Miami Beach volo BOAC
Non sono andato a letto ieri notte
In aereo avevo il sacchetto di carta sulle ginocchia
Amico ho fatto un viaggio terribile
Sono di nuovo in URSS
Non sapete quanto siete fortunati ragazzi
Di nuovo in URSS

Sono stato via tanto che quasi non conoscevo il posto
Cristo è bello essere di nuovo a casa
Aspetta fino a domani a disfarmi la valigia
Dolcezza stacca il telefono
Sono di nuovo in URSS
Non sapete quanto siete fortunati ragazzi
Di nuovo in US
Di nuovo in US
Di nuovo in URSS

 

 

 

White Album

I Beatles, reduci dal successo di Pepper, si recarono in ritiro in India alla “corte” del guru Maharishi. Il contesto del ritiro imponeva l’uso di strumenti non elettrificati e i quattro tornarono in patria con una serie di composizioni acustiche e con la ferma intenzione di pubblicare un album doppio.

George Martin era fortemente contrario e abbandonò parte delle registrazioni, così come Geoff Emerick il cui abbandono però fu definitivo e putroppo ne seguì il suicidio.

In qualche modo White Album segna un cambio di passo spingendo il gruppo verso l’individualità.

L’album infatti è composto da una serie di brani cmposti e, spesso, suonati da Paul, John o George, utilizzando il resto della band come supporto: un’assoluta novità rispetto al metodo assolutamente corale del gruppo fino a quel momento.

In sala di registrazione non mancarono dissapori e litigi e, forse, fu il segno che qualcosa stava decisamente cambiando.

Il brano

Back in the USSR nacque come omaggio a due cose principalmente: una canzone di Chuck Barry intilotata Back in the USA e la musica surfing dei Beach Boys: il brano è di Paul e a lui piacque immaginarsi le giovani ragazze ucraine ballare il surfing sulle “spiagge della Georgia”.

 

Non ultimo Paul McCartney volle fare ironia sulla campagna patriottica brittanica in corso in quel perido: I’m Backing Britain.

 

 

Beh le ragazze ucraine mi mettono proprio ko
Fanno dimenticare l’Occidente
E le ragazze moscovite mi fanno cantare e gridare
Che la Georgia è sempre nella mia mente

Sono di nuovo in URSS
Non sapete quanto siete fortunati ragazzi
Di nuovo in URSS

Beh le ragazze ucraine mi mettono proprio ko
Fanno dimenticare l’Occidente
E le ragazze moscovite mi fanno cantare e gridare
Che la Georgia è sempre nella mia mente

 

Registrazione

Come abbiamo detto, il periodo non era dei migliori considereando i rapporti fra i componenti del gruppo. Ringo lasciò la sala di registrazione e se ne andò in vacanza con la famiglia in Sardegna.

Me n’ero andato per due motivi: sentivo che non stavo suonando bene, e poi gli altri tre mi sembravano molto uniti e io mi sentivo escluso. Allora andai da John e gli dissi, me ne vado perchè non sto suonando bene, e non mi sento apprezzato, e voi siete così amici. Al che John mi rispose, pensavo foste voi tre! Allora andai da Paul, e gli dissi che lasciavo il gruppo, voi tre siete così amici e io sono fuori. E Paul disse, pensavo foste voi tre! A quel punto non andai nemmeno da George. Presi i bambini e andai in vacanza”.

Ringo Starr

[Nota: fu in quell’occasione che Ringo compose Octopus’s Garden poi inserito nell’album Abbey Road.]

Fu così che alla batteria andò Paul mentre il basso fu coadiuvato da John Lennon. Alla chitarra Geroge che si alternò con John.

Insomma, fu un alternarsi di ruoli per sopperire alla mancanza di Ringo. Successivamente, lo stesso ritornò agli studi di Abbey Road accolto con sollievo dai suoi che gli fecero trovare una atteria addobbata di fiori e con la scritta “Bentoranto Ringo”.

 

 

Fammi visitare i tuoi monti dai picchi nevosi laggiù a Sud
Portami alla fattoria del tuo papà
Fammi sentire risuonare le tue balalaiche
Vieni a riscaldare il tuo compagno
Sono di nuovo in URSS
Non sapete quanto siete fortunati ragazzi
Di nuovo in URSS

 

Live e cover

Numerose come al solito le cover e ancora più interessanti le esibizioni dal vivo dello stesso Paul McCartney, che la inserisce sempre in scaletta, tra cui un memorabile concerto denna piazza Rossa a Mosca davanti al presidente Putin.

Citiamo inoltre Billy Joel ed Elton John in una loro storica esibizione live.

Ernesto Macchioni

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

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