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YOUR MOTHER SHOULD KNOW (Lennon-McCartney)

YOUR MOTHER SHOULD KNOW (Lennon-McCartney)

Paul McCartney: voce solista e cori, basso, pianoforte
John Lennon: cori, organo Hammond
George Harrison: cori, chitarra
Ringo Starr: batteria, tamburello

Registrazione: 22 agosto 1967
Produttore: George Martin
Fonico: Geoff Emerick

Alziamoci tutti e balliamo una canzone
Era una hit prima che tua madre nascesse.
Nonostante sia nata molto molto tempo fa
Tua madre dovrebbe saperla [Tua madre dovrebbe saperla]
Tua madre dovrebbe saperla […saperla]
Cantala ancora.

Origine

IL brano aveva lo scopo di fare da commento alla scena finale del finale  The Magical Mistery Tour, nella quale i quattro scendono una scalinata in frac con un fiore all’occhiello.

E’ inutile che dire che ancora una volta viene alimentata la leggenda Paul is dead: Mc Cartney è l’unico con un garofano nero all’occhiello!

Il brano è stato composto in occasione di una visita di alcuni parenti di Paul ed è un omaggio, non l’unico, alle atmosfere dei tempi di suo padre, il quale suonava in un’orchestrina jazz.

Vostra madre dovrebbe conoscerla è un ovvio riferimento alla sonorità anni 30 del brano. INoltre, la frase è ripresa da un dialogo tratto dal fil Sapore di miele di Tony Richardson del 1961.

 

«Mio padre era un tipo originale, a noi bambini sembrava un dio quando stava al piano. Iniziò a suonare nei tardi anni venti con il suo gruppo, la Jim Mac’s Jazz Band, durante la febbre del vaudeville. Pezzi oggi dimenticati come Birth of the Blues, Stairway to Paradise, Walking in the Park with Eloise, quest’ultima scritta da lui stesso.»
Paul Mc Cartnety – Padalino, Massimo. The Beatles: Hey! Hey! Hey!, Arcana Editrice

 

Alziamoci tutti e balliamo una canzone
Era una hit prima che tua madre nascesse.
Nonostante sia nata molto molto tempo fa
Tua madre dovrebbe saperla [Tua madre dovrebbe saperla]
Tua madre dovrebbe saperla […saperla]
Risolleva il tuo cuore e cantami una canzone
Era una hit prima che tua madre nascesse.

Registrazione

Non tutte le sedute di registrazione avvennero aggli Abbey Road Studios, in quanto prenotati. La canzone fu regsitrata in otto takes in quattro giorni.

Questo fu l’ultimo lavoro dei Beatles al quale partecipò Brian Epstain. Alcune fonti descrivono un Brian depresso e di pessimo umore.

Dopo questa registrazione i Beatles partirono per il famoso viaggio in India e là seppero della morte di Epstain per un’overdose da psicofarmaci.

 

 

 

 

 

Nonostante sia nata molto molto tempo fa
Tua madre dovrebbe saperla [Tua madre dovrebbe saperla]
Tua madre dovrebbe saperla [Aaaah]
Tua madre dovrebbe saperla [Tua madre dovrebbe saperla]
Tua madre dovrebbe saperla [Aaaah]
Cantala ancora

Live e cover

Fra le cover citiamo, fra le tante, quella di Lana Cantrell del 1968 e una interpretazione recentissima del grande Al di Meola.

 

E infine, come sempre, l’originale.

Ernesto Macchioni

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

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