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Che Cat(z) Calling?

Che Cat(z) Calling?

Sempre più spesso ultimamente si sentono interviste di donne famose (more or less) che denunciano episodi subiti di Catcalling.

Anzitutto facciamo chiarezza: “catcalling” letteralmente è la fusione dei termini “cat” (gatto) e “calling” (chiamare) ed è un’espressione che si riferisce letteralmente al verso con cui si richiama l’attenzione del felino. Nella pratica si parla di “catcalling” con riferimento al gruppo di molestie verbali subite (principalmente) dalle donne per strada. Il catcalling comprende quindi tutti quei commenti indesiderati, gesti, strombazzi, fischi e avance sessuali in aree pubbliche.

Premessa: In italia sono morte per femminicidio solo nel 2020, 81 donne; quindi si, è corretto porre enfasi e sensibilizzare le persone su questo tema. Donne che subiscono questo tipo di violenza devono sapere (e non soltanto sperare) che la loro incolumità è protetta e garantita dallo stato; uomini che pensano di poterlo fare devono sapere che stanno commettendo un reato e che finiranno (certamente, non solo se hanno una sfiga clamorosa) in galera per questo; i genitori devono insegnare ai figli maschi il rispetto per l’altro sesso, sia a parole e sia con i fatti, dando loro il giusto esempio ed i genitori di figlie femmine devono trasmettere loro forza e fiducia e spiegar loro che nessuno mai dovrà permettersi di metterle in difficoltà e che nessuna forma di violenza può essere ammessa.

Stante queste dovute premesse, perdonatemi ma, ci son molesti e molestie!

Il fischio che mi viene rivolto se passo sotto un palazzo nel quale stanno rifacendo la facciata e, di ‘sti tempi, sicuramente anche il cappotto usufruendo del bonus 110, che proviene dal ragazzetto che lavora tutto il giorno sotto il sole in canottiera insieme ad altri 3 suoi esemplari, quel fischio lì, non è una molestia.

Il camionista che mi incrocia in autostrada e che guida da solo per 12 ore al giorno ascoltando il best-of di Whitney Houston e che mi vede con i jeans attillati in una piazzola di sosta, china a 120 gradi, mentre cerco di capire se ho forato o no, e, passandomi accanto, si alza il cappello mostrando la pelata in segno di saluto e di apprezzamento e mi strombazza “PE-PEEEEE” con il clacson, non mi sta violentando, al contrario: mi fa sorridere!

Se sto a Roma e cammino con un tacco 12 tutta agghindata per le feste sui sampietrini, e un romano verace si affaccia dal finestrine della sua golf ribassata, con le lucette blu e l’impianto subwoofer, e mi urla appellandomi con epiteti quali “AFATAA” o “ABBBBONA”, non mi sta violando e non lo denuncerò mai per catcalling, ma mi farà scoppiare in una risata scomposta e fragorosa che mi porterò dietro per almeno metà giornata!

Ma ce ne fosse di sta gente al mondo, che ormai son tutti bravi solo a farti i complimenti quando se ne stanno nascosti, al riparo, dietro uno schermo di un pc o di uno smartphone.

Il ragazzo che mi vede arrivare a cena con una scollatura che mette in bella mostra tutta la balconata in fiore (sto facendo un esempio, è evidente che non parlo di me!) e che fa fatica a non buttarci uno sguardo ogni tre per due, non è un maniaco! Pure io faccio fatica a tener gli occhi fissi mentre parlo con un’amica se costei se ne vai in giro con la camicia sbottonata e con la sua quarta di fuori, è normale!

Non è normale invece che due ragazzine americane in minigonna che hanno bevuto troppo vengano stuprate da due uomini in divisa, che hanno il doppio della loro età nell’androne di casa.

Non voglio sminuire un problema, non voglio che passi il messaggio che un uomo possa permettersi di metter in difficoltà un’altra persona, a qualsiasi genere questa appartenga, nessuno mai si dovrebbe sentir violato.

Non puoi seguirmi a casa, non puoi mettermi in una situazione in cui io possa sentirmi in pericolo o incapace di difendermi, non puoi tampinarmi di messaggi e chiamate non richieste, non puoi far dei commenti sessisti, non puoi abusare di me in alcun modo, non puoi mettermi le mani addosso, non puoi avvicinarmi mettendomi in un angolo, non posso esser bersaglio di commenti sgradevoli, non puoi parlarmi a 10 cm di distanza se non hai la confidenza per farlo. I contesti spesso fanno la differenza, e lo stesso atteggiamento mosso nei miei confronti su una strada trafficata ed alla luce del sole, ha tutto un altro impatto se avviene di sera o in una zona non frequentata. Esistono dei limiti che devono sempre essere rispettati.

Ma se domani un anziano che regge l’anima con i denti e la dentiera con il kukident, mi vede per strada e mi dice “BOIA DEH COME SEI BELLINA” io più che dirgli “ti denuncio per catcalling” è probabile che mi fermo a fargli una carezza sulla gota e al massimo gli posso dire “Oh nonno, ma che cat(z) calling a fà?”.

Ebbene, Fischiatori incalliti bistrattati da questa società che vi considera al pari di malviventi e che non sapete più a chi rivolgere i vostri richiami d’amore nella stagione dell’accoppiamento, ho una proposta per voi: io e qualche amica mia, vi adottiamo!

Se vi piazzate nei pressi di casa nostra e una mattina ogni tanto, mentre ce ne usciamo trafelate di casa con ancora la forma del cuscino stampata sulla guancia, vi volete lanciare in fischi alla Trap (non parlo del genere musicale, ma del Mister Trapattoni) o vi volete metter a batter mestoli sui coperchi delle pentole, come era consuetudine far ai tempi de “La Corrida” di Corrado, io, le mie amiche e le nostre autostime certamente ne trarremo maggior beneficio della tisana “Love yourself” acquistata da Tigotà a € 3,59.

Possibilmente, vi inviamo soltanto ad evitare l’utilizzo del campanaccio.. che il passaggio dall’apprezzamento simpatico, al riferimento vaccino (non parlo di Pfizer ma delle mucche) è assai breve.

cat callingPS: Che poi, bimbe mie, lo so che ammettendolo decade un po quell’aurea da sante ed ingenue che ci siamo create intorno negli anni ma..”Digiamogela” tutta: se ci si mette du’ ore per truccarci ed incremarci ed improfumarci e poi quando usciamo non ci fa nemmeno una battutina il salumiere provolone.. ci si rimane quasi male!

E quindi.. ben vengano i complimenti per strada, purché garbati e a distanza, s’intende.

 

Giulia Rossi

Giulia Rossi

Chiacchierona, fantasiosa e precisetti. Le interessa tutto e non si specializza in niente. Non ha ancora trovato la sua strada forse perché semplicemente UNA strada non c'è.

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