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Una finestra sul mondo

Una finestra sul mondo

…ovvero il contatto con il mondo esterno durante la quarantena!

Ciao a tutti e ben ritrovati! La pillola di felicità di oggi è strettamente legata alla mia sopravvivenza in quarantena, e cioè il piacere di osservare il cielo, le persone, una piccola fetta di mondo che scorre davanti ad una finestra. Da brava eterna sognatrice ho sempre amato le finestre, sia perdermi con lo sguardo nell’orizzonte con la musica ad alto volume e un libro tra le mani, sia per sbirciare attraverso di esse immaginando stralci di vita di altri esseri umani nella loro quotidianità, con la fantasia che galoppa… In un certo senso, le finestre aperte sono come vie di passaggio tra il mondo intimo interiore e l’universo circostante, quasi dei punti di collegamento tra realtà che coesistono parallele, dal piccolo al grande.

Finestra su Montmartre. Parigi, gennaio 2020

C’è chi affacciandosi vede tanti puntini illuminati nelle facciate dei grossi casermoni di una qualsiasi periferia, chi vede sfrecciare auto e motorini nel caos cittadino, chi ha la fortuna di abitare davanti una piccola oasi di pace come un parco o un cortile nascosto, un piccolo giardino segreto magari, e chi addirittura può godere della vista di un quadro dipinto dalla natura, una distesa di mare, le montagne e i boschi o i colori e profumi della campagna sonnolenta in piena estate. Sebbene il panorama disponibile sia molto diverso, il solo fatto di potersi affacciare su un piccolo pezzetto di mondo nella sicurezza del proprio nido rimane uno dei piaceri quotidiani a portata di mano di chiunque, a maggior ragione durante il periodo di reclusione forzata dovuta al lockdown appena trascorso.

Durante la quarantena…

Pulire il vetro o godersi un bicchiere di buon vino? La scelta non è poi così ardua!

Io ho passato questo periodo in solitudine (o meglio, con la mia gatta!) nella piccola città di mare dove vivo e come tutti credo, ho dovuto affrontare le paure di una situazione mai vissuta e i fantasmi interiori che prendono forma nel silenzio; ma ciò che mi ha permesso di “respirare”, anche nei momenti più duri, è stato un piccolo rito quotidiano nel passaggio tra giorno e sera, quel momento in cui il sole saluta con la promessa di rinascere il giorno dopo e la luna con la sua bellezza misteriosa fa capolino nel cielo crepuscolare. 

Un album, dei Pink Floyd o dei Pearl Jam, meglio ancora se in vinile, una birra tra le mani e l’orizzonte infinito del mare davanti alla mia finestra: basta così poco per perdersi nella vita che ci scorre davanti imperterrita. I gabbiani liberi di volare senza limitazioni né distanze di sicurezza, il sole che fregandosene di tutto continua a scivolare dietro l’orizzonte nel suo ciclo immutabile, le voci dei vicini come unici suoni umani in contrasto col silenzio delle strade in questo strano coprifuoco… sono stati la mia compagnia di fine giornata per due lunghi mesi, la mia oasi di pace tra le brutte notizie dei giornali e le code per i beni necessari.

E voi, cosa vedete dalle vostre finestre?

Ci vediamo tra due settimane con un’altra pillola di felicità.

 

Le finestre spalancate, la leggerezza, l’equilibrio sottile. Non pensare a niente e allo stesso tempo avere tutto il cielo negli occhi.”  Fabrizio Caramagna

Una finestra sul mondo

Una finestra sul mondo dal salotto di casa. Camogli, 2019

Autore del Post

Chiara Cassani

Maestra di danza orientale e floriterapeuta, suona la batteria in un gruppo metal femminile: le Obsydian Shiver. Le piace leggere, ascoltare musica rock e punk, e degustare birre con gli amici più cari. Abita con una gatta in una mansarda davanti al mare.

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