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Osare per cambiare

6 Maggio 2020 Archendipity, BLOG
Osare per cambiare

In questo momento in cui tutto è labile, in cui le certezze non sono più solo sospese ma iniziano a scricchiolare, penso che non possiamo negarci un po’ di consapevolezza.
Penso che raccontarvi alcune cose che nel tempo ho sperimentato io stessa sugli spazi possa suggerire una nuova visione anche a voi.
Anche sulle cose semplici, che poi sono sempre le più importanti.
La prima riflessione è questa (ed ecco che arriva l’archendipity) :

Vi è mai capitato di fare esattamente quello che avevate evitato con una certa convinzione per anni e scoprire che vi sentivate liberati ?

Che potenza propulsoria ha questo accadimento nella vita di una persona?

Nelle vostre case succede lo stesso … un giorno dobbiamo cambiare qualcosa: un letto, un colore, un elettrodomestico.
Cambia quello ma anche il modo di utilizzare tutto ciò che lo circonda, come ci giriamo intorno, come lo guardiamo, come ci sentiamo rispetto a quello, il tempo che impieghiamo ad usarlo, se lo usa qualcun’altro. Cambia il modo di vivere, di tutti gli abitanti.

Se nella vostra vita qualcosa non si sta sbloccando, c’è qualche situazione stagnante, sicuramente c’è anche nella vostra casa.
È una questione di energie, ma per i più scettici molto più semplicemente è una questione di atteggiamento.

Viviamo le nostre case così come ragiona la nostra testa. Stessi schemi.
Lo spazio, per l’analogia “così dentro, così fuori”, risulta il nostro specchio (quando scegliamo i colori, l’arredo, i materiali, i tessuti, come organizzare le cose ecc..) e dialoga in modo attivo con il corpo, scambiandosi stimoli reciprocamente, il sistema mente-corpo si proietta in uno spazio che gli assomiglia.

E allora, proviamo a leggere le nostre case.
Proviamo a spogliarle del superfluo e a guardarle in silenzio: cosa ci trasmettono?

Quando mi siedo in quella posizione, sono a mio agio?
Mangiare a quel tavolo è una comodità o solo un posto dove farlo?
Quella lampada mi abbaglia o mi permette di riposarmi ?
Lavarmi in una doccia è una comodità o solo fretta?
Quella camera da letto tutta bianca mi fa sentire protetta e ho un sonno tranquillo?

Provate a osservare e a sentire.
Pensate che cosa avete sempre maniacalmente evitato di fare alla vostra casa.
Poi: fatelo.

Per un giorno sperimentate il contrario.

Spostate quel divano esattamente dalla parte opposta , appendete un lenzuolo colorato a quella parete della camera da letto.
Osate: osate perché a volte la liberazione e la rivelazione accadono proprio dove ce le siamo sempre negati.


Avete voglia di provare a farlo e raccontarlo nei commenti? Vi aspetto!

 

Autore del Post

Gaia Vivaldi

Classe ’76, Gaia è uno di quegli architetti a cui piace usare le mani per smontare, costruire, colorare… sperimentando l’effetto della concretezza sull’emotività. In instabile equilibrio sull’orlo del caos, alla perenne ricerca di sintomi di bellezza e benessere ovunque essi si incontrino (o scontrino).

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