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Il caso di Pamela Prati e le enormi ripercussioni sociopolitiche per l’Irlanda

Il caso di Pamela Prati e le enormi ripercussioni sociopolitiche per l’Irlanda

Sono da poco rientrato dall’Italia e non ho potuto ignorare un tema che monopolizzava prepotentemente i media dello stivale durante il mio soggiorno.
Le imminenti elezioni comunali e il grande interesse dei cittadini per la cosa pubblica e per zio Mario che si e’ candidato?
Nah.

Le altrettanto imminenti ed ancor più significative elezioni europee e l’ancor più grande interesse dei cittadini per la cosa pubblica, il futuro dell’Unione Europea, lo spread, i rapporti di forza nella cornice internazionale?
Nah. Scendi Edo.

Il reddito di cittadinanza e le aspettative del 5 stelle enormemente disattese? La totale assenza di una sinistra unitaria in Italia? L’attenzione al clima delle nuove generazioni?
No, no e poi no!

Il faccione di Salvini (scusate il termine) che tra una magnata e l’altra manda bacioni minacciosi, rutta e riporta il paese indietro di secoli?
None.

Sugli schermi troneggiava questo volto, con titoli da “Watergate” di Nixon. Volto che mi era vagamente familiare, ma di cui non riuscivo a ricordare il nome.


Penso e ripenso, dribblo le ciglia finte, il fard, i fari da stadio degli studi televisivi e frugo nelle stanze della memoria. Non so perché ma in sottofondo parte “Voglio una pelle splendida” degli Afterhours, ma come se fosse sintonizzata male e cantata peggio.
Ruoto la manopola e risintonizzo la memoria. Parte il jingle di “Scherzi a parte”.
Ma è la Pamelona nazionale!
Pamela Prati, o, come la conosciamo noi in Irlanda, Pamela Fields (io scherzavo, ma ho scoperto che all’estero si faceva chiamare davvero cosi) soubrette italica ormai ritirata dalla scena, era su tutte le copertine delle riviste scandalistiche in edicola, nei varietà per casalinghe annoiate, e nel mio dannato feed di Facebook, e non capivo il perché.

Autorevoli intellettuali sostengono che la signora Fields, che dopo le intonacate per combattere gli anni pare un cosplay di Manuel Agnelli venuto meh,


dovesse sposarsi con uno, tale Mark Caltagirone, ed invece mannaggia era una trovata pubblicitaria per rimediare qualche esclusiva, qualche invito in trasmissione, insomma un po’ di soldi.
Scandalo! Era tutto finto! Ci ha preso in giro!

E dagli addosso alla disgraziata. Bullizzata da avidi vampiri (con la medesima passione per la chirurgia estetica) che hanno cosi potuto strizzare ben più di quanto sperato dalla malcapitata in cerca di un ritorno di fama e di qualche denaro. Come un pessimo torero che si accanisce su un toro, un tempo bellissimo e poderoso ed ormai stanco, sfiancato. Volevo fare soldi sulla tua fortuna, ed adesso lo faro sulla tua disgrazia. Vabbè, niente di nuovo, se non fosse che ho sentito e letto addirittura parlare di “inchieste giornalistiche” e di quanto tutto questo fosse una vergogna e una mancanza di rispetto nei confronti del popolo italiano. Le cazzate che racconta la pora Pamela Prati sarebbero Una. Mancanza. Di. Rispetto. Nei. Confronti. Del. Popolo. Italiano.

E il Paese spaccato, scandalizzato, distrutto. Scioccato. E lo è, lo è. Perché altrimenti col cazzo che le televisioni spendono in tecnici, girato, cachet, esclusive, pubblicità, insomma la grande macchina dello spettacolo se ciò non interessa al pubblico italiano.

Tutto questo non ha potuto non avere delle ripercussioni anche qui, in Repubblica di Irlanda, dove sospendiamo le nostre battaglie quotidiane e registriamo lo scandalo, lo smacco del popolo italiano espatriato, e alziamo forte la nostra voce rabbiosa unita ai concittadini nella madrepatria per urlare all’ unisono:

Andate tutti a fanculo.

Autore del Post

Edoardo Battini

Oste, appassionato di politica, di musica e di altre frivolezze. Espatriato a Dublino per quasi 4 anni, sognava il ritorno in patria, insieme a quello del socialismo e del Winner Taco. In 30 anni, due delle tre sono già successe. Attende fiducioso.

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