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Dal barattolo della felicità al pensiero fantastico dei tre soli

Dal barattolo della felicità al pensiero fantastico dei tre soli

Dal barattolo della felicità al pensiero fantastico dei tre soli

In quest’articolo vi parlerò della teoria del barattolo della felicità della scrittrice americana Elisabeth Gilbert divenuta famosa con il best seller “Mangia, prega, ama” e seguitissima sui social e del mio pensiero fantastico sui tre soli. Questa volta non ci saranno quadri di pittori famosi, neanche foto e pensieri di artisti celebri ma solo il pensiero di Elisabeth ed il mio accompagnato qua e là da qualche mia foto.

Il Barattolo della felicità

Nel gennaio del 2015 Elisabeth Gilbert posta una foto di un barattolo di vetro con dei bigliettini incuriosendo i follower e diventando virale. Si tratta del suo vaso della felicità, una pratica, un gioco, un esercizio che fa con assiduità quasi ogni giorno. La scrittrice afferma che sono sufficienti 35 secondi per farlo, ma i benefici del registrare questo momento sono per sempre.

Si è espressa a riguardo anche la psicologa e psicoterapeuta Silvia Lorusso sostenendo che si tratta di un esercizio di psicologia positiva, che si può fare anche tenendo un diario giornaliero.

Che cosa occorre e a che cosa serve?

Basta un vaso di vetro perché così si possono osservare i momenti felici crescere.

Poi occorrono un foglio di carta, una penna un coperchio e un esercizio di memoria per andare a scovare ogni giorno (anche quello più buio), il momento che ci ha portato un sorriso;

perché c’è sempre: potrebbe trattarsi per esempio, della vista del mare o di una buona notizia inattesa. È un esercizio che andrebbe ripetuto quotidianamente per allenare la mente a focalizzarsi sugli aspetti positivi della vita. La sera, prima di andare a dormire, è il momento in cui possiamo stare in silenzio per ripensare a cosa ci ha fatto stare bene e metterlo nero su bianco aiuta a dargli valore. In questo modo, poco alla volta, continuando a scrivere e a mettere nel vaso i momenti felici, più che un esercizio diventa un atteggiamento mentale che ci aiuta a guadagnare in benessere!

Secondo la terapeuta Silvia Lorusso il primo obiettivo che si raggiunge tenendo un barattolo della felicità è allenare il sentimento della gratitudine: rievocare la giornata e annotare su un foglio il momento gioioso fa sì che ci focalizziamo su quell’istante ringraziandolo interiormente per averci fatto stare bene.

La felicità si allena, è una scelta quotidiana, uno stato e non una costante. Può riguardare più ambiti della vita e si può scegliere se attenderla o andarle incontro, sapendo che se ascoltiamo i nostri stati emotivi, come dolore e tristezza, se elaborati, possono contribuire alla felicità.

La felicità è un po’ come il sole, viene, va, poi torna all’improvviso, ma per vivere bene è fondamentale essere consci del fatto che torna sempre, più luminosa, più calda e più bella che mai!

La foto dei tre soli

Amo immensamente il mare, lo ripeto spesso nei miei scritti e non appena trovo un attimo di tempo prendo l’auto e fuggo a scattare qualche foto, per cogliere quegli attimi che sono sempre diversi, uno dall’altro e sempre così intensi.

Ne ho scattate moltissime di foto al mare: quando era mosso o addirittura mossissimo, calmo o calmissimo, con il sole, con la pioggia e con le nuvole, sempre di una bellezza disarmante!

Quella volta, pochissimo tempo fa, mi sono apparsi come per magia “tre soli” sul display del cellulare, che forse ho visto e vedo solo io, ed allora ho iniziato a fantasticare e a pensare a quale significato volesse darmi la natura con quell’immagine.

Mi sono detta che uno è il sole alto, quello che sta in cielo, che ci osserva da lassù e che ci riscalda; il secondo è quello che è dentro di noi e che c’è sempre anche quando il sole alto, quello vero, si nasconde e si allontana per vedere come reagiamo senza di lui!

Ed infine il terzo è quello che vorremmo per tutte le persone che amiamo, per tutte quelle persone che non trovano il loro sole, né fuori né dentro di loro!

“Madre stella”

Sia che tu ci sia,

sia che tu non ci sia

ci sei sempre,

è questa la tua immensa forza!

Dal barattolo della felicità all’immagine fantastica e bizzarra dei tre soli, ma che cos’è veramente la felicità? Quando possiamo dire di essere veramente felici?

Credo che non esista una felicità assoluta, una felicità che vada bene per tutti, credo altresì che la vita sia fatta di molti attimi felici, di molti momenti felici che ricordiamo con gioia, consapevoli che da qui alla fine dei nostri giorni ce ne saranno molti altri, belli, forti ed emozionanti!

Perché la vita è fatta così, ci stupisce sempre, anche quando meno ce lo aspettiamo e se ogni sera andiamo a scovare dentro di noi riusciremo sempre a trovare un momento felice della giornata!

“Sono felice quando”

Quando nasco

sono felice,

quando cresco

sono felice,

quando amo sono felice,

quando mangio

sono felice,

quando mi vedo bella

sono felice,

quando cammino

sono felice,

quando rido

sono felice,

quando piango

sono felice,

quando sono triste

sono felice,

quando mi arrabbio

sono felice,

quando mi emoziono

sono felice,

quando dormo

sono felice,

quando sogno

sono felice,

quando morirò

sarò felice di essere stata felice!

Autore del Post

Paola Giustiniani

Nata a Pisa, dove risiede, il 5.3.70. Studia a Tübingen in Germania e si laurea in lingua tedesca presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere di Pisa. Lavora presso la Knauf dal 2001, multinazionale leader nel settore dell'edilizia, in qualità di Assistente di direzione di stabilimento. Ha iniziato la collaborazione con WiP Radio scrivendo il blog "Emozioni e non solo... giustappunto". Quest'anno ritorna proponendo una nuova rubrica, "Battiti di ciglia petalosi".

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