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Morrissey – Low In High School

Morrissey – Low In High School

Morrissey – Low In High School

[Data di uscita: 17/11/17 – Label Bmg Rights Management ]

morrisseyLow in High School è il primo album in studio dal 2014 di Morrissey ed è stato registrato da La Fabrique Studios in Francia e agli studi Forum Music Village di cui è coproprietario anche Ennio Morricone, prodotto da Joe Chiccarelli, il quale ha lavorato, giusto per nominarne alcuni, con Frank Zappa, The Strokes, Beck e gli White Stripes.

Il talento di Morrissey di combinare argomenti politici a belle melodie è più evidente che mai in questo nuovo album, che cattura il suo punto di vista in un mondo in continuo cambiamento. Mai come ora Morrissey sembra a suo agio nel raccontare le sue perplessità, la band è perfettamente allineata con le sue esigenze e, a suo modo, questo è un album fortemente ispirato, in cui si percepisce in anticipo il tormento sociale della classe media lavoratrice.
Un disco chiave per il ritorno sulla scena di Morrissey, che negli ultimi anni ha fatto parlare di sé più per le sue dichiarazioni che per la sua musica.

Il titolo è stato descritto dall’autore a Rolling Stone come:

“My concern wanders to anyone feeling academically or spiritually low in high school… directionless or hopeless. Can young people ever be carefree again? It’s a question.”

“I make this claim, now let me explain,” Canta Morrissey dopo il primo verso di “Jacky’s Only Happy When She’s Up on the Stage” pezzo bizzarro e ambizioso, di cui alcuni zelanti fan, in particolare dopo una performance live in cui Morrissey intona a più riprese “Brexit!” al posto di “exit”, hanno suggerito come esso sia un’allegoria per la Brexit, invece che la storia che racconta letteralmente, su una donna che si dedica interamente al palcoscenico dopo numerose delusioni sentimentali. D’altra parte sembrerebbe quasi una velata confessione del cantante stesso “Jacky cracks when she isn’t on stage”, nel momento in cui il pubblico lascia la sala, o come se fosse abbandonato dai fan.

“I Bury the Living” una spietata evocazione di un soldato narrata in prima persona, è uno stereotipo fazioso, ma anche empatico e coscienzioso e sarebbe anche divertente se non fosse doloroso nei fatti.
Il disco appare alternare toni seriosi a quelli più delicati che si risentono nel brano “In Your Lap” dalla dimensione crepuscolare, quasi notturna e a tratti esotica e nel tocco di flamenco di “The Girl From Tel-Aviv Who Wouldn’t Kneel” o nella ballata acustica “All The Young People Must Fall In Love”.
Il risultato non è un ritorno ai fasti degli Smiths, ma è comunque un solido lavoro di spirito arguto e, a tratti, esagerato.

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