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Sun Kil Moon – Common As Light And Love Are Red Valleys Of Blood

Sun Kil Moon – Common As Light And Love Are Red Valleys Of Blood

Sun Kil Moon – Common As Light And Love Are Red Valleys Of Blood

[Data di uscita:  24/02/2017 – Label: Rough Trade ]

Sun

Dopo una lunga collaborazione con Jesu , “Common As Light And Love Are Red Valleys Of Blood ” è il primo album
da accreditare ai soli Sun Kil Moon, dopo l’eccellente “Universal Theme” del 2015.

In più di due ore di durata, è una delle imprese più ambiziose di Mark Kozalek, o una delle più auto-indulgenti, a seconda della prospettiva dell’ascoltatore. Ad esclusione delle improvvisazioni del batterista Steve Shelley dei Sonic Youth, di qualche parti di basso, tastiera e sassofono in un brano, Kozalek ha suonato tutti gli altri strumenti dell’album, il quale risulta molto meno incentrato sul suono della chitarra, fatto piuttosto inusuale per lui, considerando che la chitarra è sempre stato il suo strumento principale; per questo motivo, il sound si differenzia un minimo dai precedenti.

Kozalek è stato il primo ad ammettere che si sentiva inadeguato a suonare il basso o le tastiere, ma era curioso di vedere che cosa poteva uscirne. La musica di quest’album tende ad essere un po’ ripetitiva e i ritmi parecchio simili tra loro e, dal momento che nessuna canzone ha una qualche peculiarità, è difficile dire quando un brano inizia o quando finisce, ascoltando l’album per intero.

Così come gli altri due dischi precedenti,  sono presenti molti intermezzi e digressioni parlate, facendolo sembrare quasi un’opera più che un album convenzionale. Per quanto riguarda i testi, solo alcuni in pezzi, in particolare “God Bless Ohio”, il brano di apertura, ricalcano quelli di “Benji“; continua, occasionalmente, a ricordare amici e celebrità scomparsi, ma molte canzoni si concentrano su nuovi temi, soprattutto politici.
In particolare, supporta i diritti delle persone transgender, si augura la fine della violenza e della libera circolazione delle armi,  bacchetta la presidenza di Trump e l’ossessione della società di apparire sui social media, così come la generale mancanza d’interesse su argomenti più importanti.

Kozalek continua a farsi gioco degli hipster, soprattutto in “Philadelphia Cop” e accusa direttamente chiunque non apprezzi la piega che sta dando al suo lavoro musicale.

“Vague Rock Song” è il suo punto più elevato di provocazione: comincia con il tentativo di scrivere un motivo semplice e orecchiabile, ma cambia registro spostandosi verso ritmi inaspettati di ispirazione afro e alla fine non può esimersi da fare critiche alle sue attività quotidiane e alle ingiustizie del mondo.

Questa volta, più che mai, lo stile di Kozalek risulta variegato e sembra più uno scrittore satirico o un critico sociale piuttosto che un musicista; in ogni caso, alla fine del suo vagare, si dimostra essere un vero umanista che spera il meglio per il mondo, nonostante esso sembri cadere a pezzi.

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‘Common As Light And Love Are Red Valleys Of Blood’,for the most part, captures events from January to August of this year and how I processed it all while traveling. “[…] I’m blessed to have met the very talented Justin Broadrick and to have made these beautiful albums with him. “These two new albums capture more than my reactions to mass murders or the passing of beloved heroes like David Bowie or Muhammad Ali. The Sun Kil Moon and Jesu / Sun Kil Moon albums are also full of love, humour, and my gratitude for the gift of life.” – Mark Kozelek, Sun Kil Moon

 

 

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