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Il pranzo era servito

Il pranzo era servito

Il pranzo era servito – nona puntata de La Buona Tv con Serena.

E’ l’ora di pranzo, ma non avete ancora pensato a cosa mettere in pentola, padella o più semplicemente dentro un panino. Bè accendete la televisione potreste addirittura finire per mangiare qualcosa di esotico. Viaggiare è un modo per conoscere, anzi è il modo per conoscere -ndr dove l’ho già sentita questa?- e il cibo è un buon modo per conoscere viaggiando, sì lo so detto così sembra complicato, ma ascoltando questa puntata de La Buona Tv sarà tutto più chiaro.

Quando Il pranzo era servito, gli italiani non erano ancora stati travolti da un vortice di programmi sulla cultura culinaria, programmi italiani e non solo, programmi ottimi per prendere spunti o per non prenderne affatto, nel 1982, la televisione commerciale portò una innovazione, il cibo può essere al centro di un gioco, il gioco può avere un tema, il tema è quello del momento della giornata in cui il programma va in onda, il conduttore era Corrado Mantoni e il programma era naturalmente Il pranzo è servito, di questo, ma anche dei re e delle regine della cucina italiana e americana in tv e di molto altro parla Serena in questa puntata, buon ascolto.

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Serena Mancini

"Serena, Mancini, poi mettici anche Vialli, Baggio, Schillaci ed è chiaro che non sei una ragazza sei una squadra di calcio.”. Questa la battuta più originale che mi abbiano mai fatto sul mio nome e/o cognome, ma non è per farvi riflettere sulla creatività di un mio compagno delle medie che lo scrivo, bensì perché in qualche maniera io sono davvero una formazione. Se fossi un animale... Sarei una scimmia, sono troppo curiosa. Se fossi il personaggio di un film... Sarei Caterina di “Caterina va in città”, sì perché io come lei sono in ogni luogo e sempre fuori luogo. Ho cominciato a scribacchiare da piccolina, otto, nove anni, a seguito di qualche esercizio sulla rima baciata fatto alle elementari ho riempito un quaderno di cose tipo “Triste l'autunno sempre di turno, una foglia cade giù e finisce nel mar blu” (una cosuccia allegra) poi sono venuti i racconti brevi e lunghi, poi il coraggio di farli leggere agli altri, poi la condivisione della scrittura nel laboratorio “Dire, fare, baciare, lettera, testamento”, la non-scuola di scrittura di Rosignano Marittimo in cui ho imparato tanto, specie su quanto e perché sia bello lavorare in squadra e confrontarsi quando si fa qualcosa di creativo. Per finire il capitolo scrittura da un po' di tempo collaboro con un mensile livornese “Il Pentagono” che si occupa di eventi culturali cittadini. Mi piace il teatro, mi piace da quando a quattordicianni ho visto per la prima volta “Sogno di una notte di mezza estate” appena si è aperto il sipario e sono stata trascinata in un mondo fantastico fatto di elfi e fate ho capito la potenza del mezzo teatrale e mi sono innamorata, per questo da qualche anno faccio parte di un gruppo livornese, la “Associazione culturale BambininPiGiAMA”, che mette in scena commedie italiane e non, famose e sconosciute, l'importante è che facciano ridere. Nel tentativo di incanalare la mia creatività dirigendola verso qualcosa di professionale, diversi anni fa, mi sono iscritta alla facoltà di Lettere e Filosofia di Siena corso di laurea Scienze della Comunicazione, curriculum mass-media, ma il progetto laurea ha avuto un sacco di stop, partenze e false partenze, razionalmente ammetto che per cambiar vita sono un po' grandina. Confesso sono una ragioniera, diplomata all'Istituto Tecnico Commerciale, che lavora in uno studio di consulenza del lavoro da sedici anni. Infine, ma non meno importante, sono qui, cioè faccio parte della “Associazione culturale Work In Progress” per cui scrivo, conduco e metto in onda, facendo chiaramente anche la regia di una trasmissione sulla televisione, intesa come programmazione televisiva, su come sia cambiata e su come modifichi la società italiana, ma anche quella americana, francese ect, ect... e poi faccio un po' di critica televisiva, in qualità di telespettatrice ogni puntata un pochino più esperta, chi mi volesse ascoltare cerchi “Favorisca il Telecomando”. Scrittrice, giornalista, attrice, tecnico audio, direttore di scena, studentessa fuori-corso, impiegata, conduttrice radiofonica, ecco la mia formazione, le me che potreste incontrare, ma ricordate che “Ho preso la chitarra senza saper suonare...” citando il mio beniamino musicale Lorenzo Cherubini alias Jovanotti che, purtroppo o per fortuna per voi, spesso sentirete nelle mie trasmissioni web radiofoniche.

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