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ITALIACHECAMBIA | L’Amico del Giaguaro

ITALIACHECAMBIA | L’Amico del Giaguaro

 

L’anno scorso un giovane giornalista Daniel Tarozzi ha deciso di salire sopra un camper ed iniziare a girare l’Italia. Il solito giro on the road non su una moto, ma con la testa coperta alla solita scoperta degli ormai conosciuti luoghi nascosti? Foto per articolo Tiziano (sito)Niente di tutto questo, si trattava piuttosto di trovare in un paese ormai invaso, spesso giustamente, dal pessimismo e, altrettanto giustamente, da un diffuso senso di decadenza, un’ Italia che invece stava cambiando e che, come i saggi cinesi, trasformava la parola “crisi” in “opportunità”. Una miriade di contadini, manager, inventori, funzionari pubblici che, solitamente in base a principi ecocompatibili, scommetteva su nuovi percorsi di vita e di impresa. Gruppi di acquisto solidale, ecovillaggi, aziende agricole, artigiani, scuole e così via, tanto che per Tarozzi il problema “non era trovare una realtà interessante di cui parlare ma scegliere tra le decine di realtà meravigliose”.

Realtà meravigliose? O dove sono che vediamo soltanto il buio della recessione. Eppure Tarozzi con il suo camper ci mostra che spesso sono più vicino di quanto pensiamo, spesso a pochi chilometri da casa e con la sua rete ci offre un’alternativa. E basta avere un minimo di occhio per vederne anche noi. Recentemente in un’area della Val di Cornia, area colpita da una crisi recessiva senza precedenti che dura da anni, mi è capitato di vedere un’azienda agrituristica biologica neanche tanto grande, neanche tanto centrale, che occupa da sola una ventina di addetti, quanto una piccola, ma non tanto piccola, azienda manifatturiera. Pensiamo quanti esempi smili si possono trovare in Italia e ci rendiamo conto della rete di cui ci parla anche Tarozzi. Eppure le ricette che anche il nostro governo ci offre e sono quelle di un neoliberismo che dovrebbe al limite riuscire a curare i mali della crisi, ma non certo le cause che si riproporranno senza pietà. Che senso ha, ad esempio, parlare del turismo che sta calando e non pensare poi alla rete che potremmo mettere insieme in Italia con le sue specificità, con la sua miriade di bellezze, di prodotti tipici, di culture e umanità diverse. Il cambiamento non potrà che partire dal basso di fronte alla latitanza della politica ridotta ormai ad un guscio vuoto. L’Italiachecambia è anche questa fiducia in un futuro che nasca dal basso oppure da una politica che faccia di necessità virtù. Talvolta un caso simile si può verificare. Prendo ad esempio Torino. Fino a pochi decenni fa, prima del declino e della vergognosa liquidazione di Marchionne, Torino era Fiat, una città grigia, un’aria vecchiotta da vecchia nonna sabauda che non invitata certo a sostarvi. Poi la crisi Fiat è divenuta virtù e in questo la politica un ruolo lo ha avuto: Torino è divenuta città dinamica, bella, simbolo di un nuovo processo di identità. IL caso simbolo è la Reggia di Venaria alla periferia della città, un enorme rudere vuoto, triste, buono al massimo per qualche caserma in disarmo. Eppure quella Reggia era stata uno dei vanti dei Savoia e si comprese che, seppure spoglia, poteva rivaleggiare con le grandi dimore europee. Ed ecco che la Reggia rinasce, la mancanza di arredi viene ovviata con splendidi allestimenti virtuali, il giardino e le fontane riprendono nuova vita e il complesso arriva ogni anno a circa un milione di visitatori. Un esempio in grande, ma che fa vedere dove sia possibile cambiare dove sembrava che nulla potesse mutare, dove la grande fabbrica aveva soffocato ogni possibile altro percorso culturale. Sì, il camper di Tarozzi dovrà ancora girare a lungo, ma ma vedere un’Italia che in qualche modo non si è arresa alle ovvietà di un ceto politico che pensa di uscire dalla crisi adottando le stesse ricette che ci hanno portato con l’acqua fino al collo.

Tiziano Arrigoni

Tiziano Arrigoni

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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