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Col plaid

Col plaid

Ahahahah le risate perché ho scritto “Col plaid” fa venire in mente “Coldplay” e quindi questo gioco di parole ahahahahah.

No.

La mia intenzione non era quella, poi se avete riso mi fa molto piacere, per carità, ma non era il mio scopo originario.

In realtà mi piacerebbe rendere omaggio ad un oggetto che nei mesi più freddi ci fa stare bene, ci aiuta a stare in relax, in tranquillità, a godere di quelle piccole gioie quotidiane.

Sì, parlo del plaid.

Il dizionario afferma che il plaid è prima di tutto un sostantivo e poi che è una «Coperta o scialle pesante da viaggio, di lana o di fibre sintetiche, spesso a disegno scozzese, con frange».

Posso affermare che il dizionario ha ragione.

Dai, si sa che quando fa freddo ci si mette sul divano col plaid sulle gambe e si legge un libro o si guarda la televisione o si ascolta musica oppure tutto insieme.

Cioè io guardo la tv o dormo, oppure contemporaneamente.

Oppure si può fare anche l’amore sotto al plaid.

Sinceramente non so come si fa.

Cioè non che non so come si fa l’amore, lo so, anche se è tanto e forse non mi ricordo bene, però penso sia come l’andare in bicicletta, no?

L’amore sotto al plaid dev’essere bello.

Ma un plaid può coprire due persone?

Perché secondo me può coprirne solo una, e allora come si fa?

Ah vabbè, uno sopra uno sotto, certo.

Scemo a non pensarci.

Poi cos’altro si può fare col plaid?

Ah sì, beh nei pic-nic per esempio possiamo utilizzarlo come tovaglia, per mangiarci sopra e/o mettercisi a sedere.

Un sito molto interessante, ovvero www.soluzionidicasa.com, ci suggerisce che il plaid può farci comodo anche come giaciglio per bambini (che tenerezza) e come tappeto.

Insomma ci sono mille modi per amare il plaid.

Ora teoricamente arriva il caldo, ok, ma continuate ad usarlo.

Anche se fa caldo, anche in estate, voi usatelo.

Poi ditemi come siete stati, ma secondo me mi ringrazierete non dico in eterno.

Ma quasi.

Autore del Post

Nicolò Bagnoli

Nasce nel 1986, nel 2010 ha l'idea di WiP Radio di cui è il direttore, è quasi alto come Berlusconi, davanti ad un microfono può starci ore. Parlando, ovviamente.

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