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Deliveroo, spiegato bene

Deliveroo, spiegato bene

Cronache di un corriere Deliveroo – Vol. I

Premessa: il seguente testo contiene opinioni personali, strafalcioni grammaticali e di sintassi, dialetto toscano, bestemmie, velleità artistiche e una buona dose di satira, ironia, piagnistei, lamentele verso il Belgio, attacchi contro il protocapitalismo e propaganda sovversiva comunista e anarco-insurrezionalista, un po’ di donne nude e almeno un paio di concetti pseudo Marxisti-Leninisti. Wipradio e l’autore del testo invitano coloro ai quali i suddetti concetti risultino invisi a non continuare la lettura*. 

Vi siete mai chiesti cosa possa mai spingere quei baldi giovani sulle loro biciclette nelle fredde notti piovose Bruxellesi? Con quei loro giubbotti rifrangenti e i loro caschi fluorescenti? Con le loro bici da corsa e i telefonini fissati al manubrio per il navigatore? Con i loro guanti impermeabili e sciarpe a mezzo collo? Ma perchè lo fanno? Eh? Che c’è qualcuno che li spinge a farlo? Ci sono forse degli spingitori di corrieri Deliveroo, come direbbe Guzzanti?

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“Spingitori di spingitori di corrieri Deliveroo: su Rieducational Channel!”

Se siete a Bruxelles da un po’ non potete non averli notati, soprattutto la sera, proprio perchè sono numerosissimi e soprattutto perchè non solo esistono i corrieri Deliveroo, ma anche quelli di Takeaway, Ubereats (che però sovente sono motomuniti) e chi più ne ha più ne metta.

Sono molti perchè d’altronde molteplici forme assumono i miracoli della cosiddetta Sciar Shiari Shareeng no via ecco allora Sharing Economy, o Gig Economy, o On Demand Economy (scusate ma so a malapena l’italiano, figuratevi l’inglese), cioè tutto ciò che è Uber, Deliveroo, Airbnb e Blablacar (o come la definirebbero i francesi, l’Uberisation) che consente ai lavoratori di essere più flessibili e più yeah yeah nel nome del mercato e del profitto (dei padroni).

Come si diventa corrieri Deliveroo?

Partiamo intanto dal presupposto che già la parola corriere suona male: è un prestito che ho preso dal francese courier, perchè rider mi suona male, e perchè in Italiano non so come si potrebbe dire. Pony pizza? No, perchè consegnamo anche altro cibo. Ragazzo delle consegne? No, non è gender equal, poi la Crusca chi la sente. Galoppino? Devo ammettere che mi piace ma anche questo non lo posso usare sennò la Medusa ci fa causa. Poi corriere mi sa tanto di cocaina e Narcos, che Pablo Escobar è un attimo. Comunque insomma via, ci siamo capiti.

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“Ci lavoriamo come commessi, come galoppini”

Quanto si guadagna a fare il corriere Deliveroo?

Poco. Io ho cominciato lo scorso Aprile. Avevo bisogno di soldi mentre avevo appena finito una internship e stavo per cominciare un mirabile lavoro da schiavo editoriale (che come la stragrande maggioranza dei lavori editoriali non sono pagati) e quindi mi sono detto: una bici ce l’ho, la salute anche, proviamo!

La paga è di 9,10 € l’ora. Mi risulta ( ma non sono un giuslavorista) che sia pari, se non inferiore al minimo sindacale del Regno del Belgio (non ci scordiamo la monarchia). Tutto questo, senza sindacato, assicurazione sanitaria, assicurazione antinfortunistica sul lavoro, ferie, permessi speciali, maternità e tredicesime ma anche senza tasse, contributi e ritenute d’acconto.

Non si firma nessun contratto con Deliveroo, ma con Smartbe, cioè la cooperativa che fa da tramite tra noi povere merd creature e mamma Deliveroo (ma giustamente dal primo gennaio Deliveroo ha interrotto il contratto- tutela sindacale con Smartbe, ma su questo ci arriveremo dopo).

E poi quale contratto? “Sto lavoro se po’ fa ‘n du modi: er primo è c’aa fissa dei sindacati, c’aa paura de fasse male, c’aa la voja de sta’ a casa, er secondo invece è con la passione!” dice Sergio, il produttore della serie di Occhi del Cuore in Boris. “Passione, ce vole passione!”

La bici, la manutenzione della bici, e tutto ciò legato al lavoro (contratto telefonico per internet, telefono cellulare ed al.) sono a carico del corriere. L’unica cosa che Deliveroo fornisce nel kit da schiav lavoro è: una giacca rifrangente impermeabile corredata dell’invidiabile logo Deliveroo, un caricabatterie esterno per cellulare marca Hangzhou Electric Appliances, una bella borsa termica in cubatura in amianto con pratica impugnatura a zaino (peso a vuoto 16 kg), e un porta telefono universale per manubri da bici. E ci state belli larghi, vai.

Come si diventa corrieri Deliveroo?

Basta fare domanda sul sito Deliveroo. Deliveroo è una piccola idrovora alla costante ricerca di corrieri (ecco, in questo forse si, sembra Pablo Escobar). Il colloquio è molto semplice: venite chiamati in sede per una veloce introduzione di 20 minuti fatta in un signorile appartamento di Uccle da una ragazza cordiale e gentile che fa vedere a voi e altri 35 ragazzi (età media 20 anni, background etnico medio a stragrande maggioranza mediorentale, nordafricana, slava e africana) un corporate video coi ragazzi sorridenti che fanno le consegne in bici in una giornata di sole. Poi spiegazione Power Point di quanto è bello e flessibile il mondo del lavoro e quanto potete guadagnare di bonus. A seguire ricchi premi e cotillons.

Secondo colloquio: colloquio individuale di 5 minuti in cui il vostro interlocutore si sincera delle vostre capacità psicomotorie e spiegazione di come funziona il sistema dei turni. Nessuna altra menzione. Si viene spinti in un atrio dove stanno accatastate millemila borse termiche e giacchetti Deliveroo, dove – tra l’odore asettico di plastica importata dalla Cina – un solerte impiegato vi mette in mano tout le necessaire e vi caccia fuori (un po’ come nella scena iniziale de Il nemico alle porte, dove un bel Jude Law viene gettato nella mischia di Stalingrado con solo un caricatore in mano).

Come funziona?

Una volta a bordo, Deliveroo funziona attraverso due concetti: il sistema di turnazione chiamato Staffomatic e l’app di Deliveroo.

Staffomatic

Staffomatic è un sito e un app allo stesso tempo, in cui viengono messi a disposizione i turni di lavoro. Ogni driver sceglie un turno (generalmente uno slot di tempo che va dalle 3 ore e 15 minuti alle 4 ore e mezzo, dipende dalla fascia oraria scelta) all’interno di una settimana. Ogni driver può scegliere di lavorare massimo due turni al giorno (volontariamente, mentre a richiesta delll’azienda il limite non si pone), mentre non ci sono limiti all’interno di una settimana. Come si viene scelti? Semplice, si può prenotare un turno fino a 15 minuti prima e la regola è il vecchio adagio “chi prima arriva meglio alloggia”.

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Esempio di programmazione turni di Staffomatic

Cosa succede se avete un contrattempo e non potete iniziare il turno? Semplice, vi mandano a casa la Geheimestaatspoliz potete disdire il turno fino a un minuto prima A PATTO CHE qualcuno vi sostituisca (non Vostra Madre [con enorm. risp. parl.], deve essere un altro corriere {scusate la tripla parentesi}) quindi c’è un florido mercificio di turni e scambi di natura sessuale tra i riders perchè se mancate 3 volte a un turno ingiustificatamente vi licenziano d’amblè. Ovviamente c’è la possibilità di darsi malati ma non ho mai investigato la procedure grazie a Dio (vi assicuro che quando piove di inverno un pensierino ce lo fate).

Cosa succede se vi si rompe la bici durante un turno o fate un incidente? Cazzacci vostri senza zucchero, miei cari. Dovevate studiare di più o nascere ricchi: nella malaugurata ipotesi è d’uopo comunicarlo al Quartier Generale (un numero da chiamare durante il turno per gli imprevisti) che vi chiederà se siete in grado di riparare il danno oppure il vostro turno finisce qui (e anche la vostra paga).

Va da se che il Quartier Generale di Deliveroo, che prima aveva un ufficio a Bruxelles per assistenza telefonica, adesso è stato DELOCALIZZATO A AMBILOBE IN MADAGASCAR dove c’hanno di vizio di parlare solo in francese (o spiegane in inglese che ti sei scatacollato con tutta la ruota anteriori sul selciato a Uccle perchè t’ha attraversato una volpe davanti il Ter Kameren Bos, che quelli non sanno neanche cosa sia una volpe, figurati come si dice volpe in inglese, ora ti ci voglio, e poi comunque prendono 80 centesimi l’ora quindi poverini anche loro via, ma d’altronde it’s capitalism, baby).

L’app di Deliveroo per i corrieri

E adesso vi chiederete: come funziona il lavoro? Semplice, vi viene dato il codice per scaricare il vostro nuovo padrone, ovvero l’app di Deliveroo per cellulari. L’app vi dirà quale cliente ha ordinato, come arrivare al ristorante, come organizzare la consegna, quando andare, quando pisciare, come andare, chi chiamare, quando respirare, quando vivere, e lo farà A TEMPO, con notifiche assillanti e bug continuii.

L’app ha il GPS di Google Maps integrato di modo che possiate mettere il telefono sul manubrio ed orientarvi mentre andate, in assoluta sicurezza e senza mettere a repentaglio in alcun modo la vostra incolumità fisica. Inoltre i ristoratori sono gentilissimi e per nulla astiosi nei confronti dei corrieri, i clienti sono molto chiari nelle loro indicazioni, prodighi di laute mance e per nulla ansiosi di ricevere il cibo, per non parlare poi dell’altissimo livello di cameratismo tra i corrieri durante il turno.

Se sono sarcastico? Scopritelo qui. Ad ogni modo, nel prossimo numero mi dilungherò di più su questi ultimi aspetti.

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“Un App per domarli, un App per trovarli,
Un App per controllarli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Bruxelles, dove la piogga fredda scende”

Sì sì, ma alla fine si guadagna?

Dipende.  Dipende da quanto vi piace la bicicletta, quanto siete poveri, ma soprattutto dalla vostra posizione fiscale®. Siete studenti? Ottimo, Deliveroo vi ama perchè non gli costate un cazzo di tasse, perchè potete lavorare esentasse per legge 250 ore l’anno o roba del genere (vi ripeto, non sono esperto di leggi del lavoro belga) quindi faranno in modo di trovare un inghippo e farvi lavorare a più non posso.

Siete indipendenti? Molto male, perchè dovete guadagnare almeno 12.500 € l’anno perchè al di sotto di questa soglia lo scaglione fiscale per il pagamento di assicurazione sanitaria, contributi, assicurazione antinfortunistica, trediciseme e double pecule e chi più ne ha più ne metta è carissimo (credo vada sui 700 euro trimestrali, ma vi ripeto, non ho i documenti sottomano).

La terza via? Ci pensa mamma Deliveroo a voi e al vostro status: Deliveroo ha un contratto particolare col governo del Belgio, che gli consente di trattenere le tasse che voi dovete pagare allo stato direttamente dalla vostra busta paga (credo la ritenuta si aggiri intorno all’11% sul netto). Dovete solo fare parte di una cooperativa di lavoratori saltuari chiamata SmartBe, che regola e gestisce i vostri rapporti sindacali e fiscali con Deliveroo, garantendovi per una quota associativa l’assicurazione antinfortunistica, la malattia e l’assistenza legale.

SmartBe era veramente la manna dal cielo per chi come me non era nè studente nè indipendente. Era talmente una manna dal cielo che Deliveroo ha interrotto il rapporto con Smartbe in seguito a una decisione del governo di deregolarizzare completamente il settore, lasciando i lavoratori in completa balia della multinazionale, senza tutele sindacali di alcun genere in nome della flessibilità.

Vale la pena?

Io vi dico: se volete un lavoretto che vi faccia fare un po’ di moto senza troppi patemi, e se come me ne avevate già un altro dalle 9 alle 18, forse questo fa per voi. Io alla fine, per un turno di 4 ore di lavoro, incluse le mance e tutto prendevo all’incirca 40 €. Se fai, diciamo, tre turni la settimana (due feriali e un festivo) dopo lavoro o nel weekend, sono 380 € per 48 ore di lavoro in media al mese. Lordi. Io l’ho presa così: se andassi in palestra dovrei pagare, invece faccio il corriere e ci gudagno qualcosa.

Avrò fatto bene? L’ardua sentenza ai posteri.

Avete delle domande su Deliveroo oppure avete qualche suggerimento? Lasciate un like alla pagina Wipradio su Facebook e scrivete un messaggio, sarete ricontattati subito.

Volete leggere di più? Seguite gli altri autori del blog “Expatriati” su Wipradio.it! 

*chi si offende c’ha la mamma molto moderna e poco seria e di conseguenza il babbo bècco.

Autore del Post

Giacomo Galardini

Giacomo Galardini ha quasi 29 anni passati nella più totale indolenza e nullafacenza. Un bel giorno decide di lasciare Livorno per rimpangerlo tutta la vita. Scrive per farvi fare due risate ma soprattutto per far contenta la sua analista.

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