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Partenze, arrivi e finanziati rimpatri.

Partenze, arrivi e finanziati rimpatri.

Partenze, arrivi e finanziati rimpatri.

Preghiamo i signori passeggeri di avvicinarsi all’uscita, senza creare confusione, dare fastidio, che vi diamo pure i soldi per levarvi dalle scatole.

Qualche tempo fa si è iniziato a vedere nelle U-Bahn di Berlino, alle varie stazioni metro, dei cartelli abbastanza espliciti che invitavano i “signori passeggeri”, gli stranieri, gli immigrati, rifugiati, richiedenti asilo, a tornare a casa loro.

Be’, che il tedesco non sia l’europeo più simpatico, democratico, generoso, cordiale e accogliente ce n’eravamo accorti nel corso della storia.
Sia i miei nonni che io, nel mio piccolo, ma così esplicito oggigiorno giammai fu. Il nostro connazionale Salvini, che non salva nemmeno la propria anima dalla dignità, ne sarebbe stato felice, “aiutiamoli a casa loro”.
Il dilemma sta qui di fatto, che una casa ‘sti Cristiani, o anche Mussulmani in caso, non ce l’hanno.
Che queste persone disgraziate nel vero senso della parola, non è che se ne sono andate a Berlino perché “wow, che figo, vado a Berlino, mi schianto le birre, faccio party e mi faccio mantenere da mamma e papà”, ma perché da casa loro sono dovute scappare, soli o con tutta la famiglia, da Guerre il più delle volte create e mantenute da noi.
Che vergogna.
E poi ci permettiamo pure di rispedirceli, pagandogli l’affitto di una casa che nemmeno esiste, su un conto che non hanno più.
Bella mia Berlino, ti credevo così giusta, moderna, all’avanguardia e invece mi cade anche stavolta, come una pera dal pero, una mela dal melo, come una palla dall’albero di Natale.

A proposito… per tirarsi su e commuoversi un po’, siccome qualche fashion blogger influente ha già fatto l’albero ora a fine novembre, mi è venuto in mente che …
tra poco è N A T A L E!

Noi Ex-patriati dobbiamo tornare. Certo dobbiamo, non c’è scelta, per lo meno per me.

Alle porte del Natale noi migrati dobbiamo far i conti con prezzi aerei, orari, ferie, arrivare in tempo per il cenone e essere freschi e riposati per i saluti a tutto il parentado.
Già mesi fa ho prenotato il volo con zia Ryanair accaparrandomi il mio posticino a soli 17€, subendo poi la trafila, truffa o meno, quella che secondo l’Antitrust veniva attuata con il pagamento del bagaglio a mano, non incluso nel prezzo biglietto.
Dopo attente letture e ricerche, non c’ho ancora capito nulla e il 23 dicembre all’aeroporto di Berlino scoprirò, grazie come sempre al personale locale, che gentilmente mi fornirà chiare e cordiali informazioni, la dura verità.

Intanto vi lascio queste informazioni:

http:/https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/11/07/bagagli-antitrust-bacchetta-ryanair_t8Yo0Hmdem7XgOSZuSnHxK.html

Ogni volta che parto, è un parto.

Incastrare i miei impegni di lavoro e scuola, che fino al sabato mattina sono in ballo.
Cercare di fare una mini valigia, che dopo 5 anni ancora non ho imparato a fare.
Raggiungere l’aeroporto non arrivando 800 ore prima, ma nemmeno all’ultimo, che non si sa mai.
Uno stress, una sudata a -7°C che mai vi immaginereste di fare.
E poi arrivi, aeroporto il 23 dicembre pieno zeppo di persone accaldate, nevrotiche, cattive, che anche se partono tra 4 ore, hanno fretta.

E io ascolto la mia musica e li lascio fare, perché finalmente parto!

Sono in vacanza!! Tschuuus!!

Poi grazie a quale santo non so, passi i controlli, avendo tirato fuori cosmetici, computer, levata occhiali, cuffiette, sciarpa, cappello, maglioni, giacca, scarpe, cellulare e ti rivesti, cercando nella cassettina di plastica, semmai ti sei dimenticata qualcosa, semmai ci trovi qualcosa in più.
Poi trovi il Gate, quasi sempre lo stesso, una luce celestiale si diffonde attorno a quel numero e il più delle volte incontri qualcuno che conosci, ma che come te è distrutto per mettersi a fare conversazione.

Se l’aereo non ritarda, o non atterra da altre parti d’Italia, finalmente arrivi a Casa!
L’emozione che si prova all’arrivo, è una cosa che non si può spiegare.
Ogni attesa è diversa, ogni speranza, ogni aspettativa.
Sia che sia tu che arrivi, e altri ti aspettano, sia che tu aspetti qualcuno, è un’attesa magica, commozione pura, profonda, come se non ci si vedesse da anni.
Qua vi lascio un video trovato in rete, che racchiude al meglio ogni emozione che si può provare all’uscita dalla porta con su scritto “Arrivi”.

Per quella in cui si riparte dall’Italia per tornare nella fredda, gelida, poco simpatica Germania lascerò a voi l’immaginazione.

Sicuramente sono fortunata, come tanti altri che hanno scelto di vivere qua, nel poter tornare e partire quando voglio.
Sono fortunata ad avere quasi due case, contenta perché nonostante il freddo, il poco aiuto che mi danno e il culo che mi faccio, sono felice di farlo. Ringrazio a 22 anni di essere partita e a 25 anni di avere avuto la possibilità di  “ripartire”.
Sono entusiasta di darmi arrivi a breve termine e partenze stimolanti.

Il vero problema è chi rimane fermo, anche girando il mondo.
La mobilità più importante è quella interiore, è lo stimolo che ognuno si dà.
Per tornare poi, dal proprio caos di vita vissuta, a casa sua, ovunque essa sia.

Autore del Post

Ilaria Bruno

Ilaria classe '91. Da 5 anni vive, e sopravvive, a Berlino. Aspirante avvocatessa lascia la - allora ancora molto lontana - carriera, per intraprendere la strada dell'emigrata. Studia il tedesco, pagando corsi, affitto e birrini, facendo cameriera, barista e baby sitter. Arrivata alla fine dei corsi, ottiene un certificato di lingua e si pone la fatidica domanda, cosa faccio ora? Cosa voglio fare da grande? Decidendo di rimanere in Germania riprende la carriera, a 25 anni da studentessa, questa volta "buttandosi" nel sociale. Ad oggi è all'ultimo anno per diventare educatrice e forse chissà rimanere o tornare in patria.

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