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John Maus – Screen Memories

John Maus – Screen Memories

 

[Data di uscita: 27/10/17 – Label: Ribbon Music

 

L’inimitabile John Maus ritorna con il suo quarto LP, Screen Memories prodotto da Ribbon Music. Sono passati sei anni da We Must Become The Pitiless Censors Of Ourselves, apparso come un fulmine di energia e rimasto sotto gli occhi di tutti.

Dopo il tour di promozione dell’album e la pubblicazione di una raccolta di tracce inedite, Maus si è ritirato dalla vita pubblica per tornare ai suoi doveri accademici; anni dopo, dopo aver completato il suo dottorato in Filosofia Politica, ha iniziato a costruire i suoi propri sintetizzatori modulari, disegnando i vari circuiti stampati, saldando di suo pugno i componenti e assemblando i pannelli finché non avesse ottenuto uno strumento che corrispondesse esattamente alla sua visione.
La forma della sua musica è molto mutabile: nonostante sia spesso descritta come retro-futurista a causa delle drum machine anni 80 e i suoni di synth utilizzati, la musica di Maus è molto più personale rispetto a quella che notoriamente viene definita sotto tale etichetta. Si ritrova, infatti un maggior interesse nella ricerca del ritmo, attraverso la sua passione per la polifonia Rinascimentale e per la sperimentazione post-punk, un’amalgama di idee musicali tanto radicate quanto le sue intenzioni.

Una delle forze di Maus è la sua irriverenza e il suo humour caustico che va a braccetto con il catastrofismo, cambiando la prospettiva costantemente tra il serio e il sardonico. Ciò ribatte sul concetto freudiano di “screen memories”, ricordi nei quali i traumi passati sono riflessi dalla mente umana, che cerca di superare il dolore. Maus sembra offrirci un guizzo di terrore prima di abbracciarci per riprenderselo.

L’album è stato scritto, registrato e arrangiato negli ultimi anni da Maus nella sua casa del Minnesota, conosciuta con l’originale nome di Funny Farm. E’ un posto solitario situato in mezzo ai campi di granturco dell’america centro occidentale, il panorama viene descritto come austero e le rigide temperature invernali sotto lo zero, in qualche modo, permeano i suoni di Maus, così come fanno i ronzii delle vespe in estate.

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